VENEZIA
Patriarcato e insegnante di religione: ”nessuna mancanza di rispetto” verso le persone omosessuali
In merito alla polemica apparsa oggi su diversi mezzi di comunicazione riguardante un insegnante di religione del Liceo Foscarini di Venezia, Enrico Pavanello, per una sua presunta presa di posizione verso l’omosessualità, sono intervenuti, nel pomeriggio di oggi, mons. Valter Perini, delegato per l’evangelizzazione e la catechesi del patriarcato di Venezia, e lo stesso docente.
Nessuna volontà di offendere. "Nella dichiarazione inviata alla stampa dal prof. Enrico Pavanello, si precisa con chiarezza che la consegna di un foglio di lavoro con appunti scritti a mano alla classe aveva solo l’intento didattico di avviare una riflessione su un argomento richiesto dagli alunni stessi e che il testo altro non era che un insieme di citazioni e riferimenti tratti da articoli e libri vari". A fare la precisazione, in una nota, è oggi mons. Valter Perini, delegato per l’evangelizzazione e la catechesi del Patriarcato di Venezia. "L’insegnante, conosciuto e stimato chiarisce mons. Perini -, non aveva nessuna intenzione di mancare nei confronti di nessuno". "Si ritiene, tuttavia, opportuno esprimere il più sincero rammarico se qualcuno si è sentito in qualsiasi modo offeso e, con l’occasione, ribadire il più assoluto rispetto verso ogni persona", dichiara il delegato per l’evangelizzazione e la catechesi del Patriarcato di Venezia, a conclusione della nota.
Solo citazioni. Anche il docente Enrico Pavanello ha voluto chiarire quanto è successo con una lettera. "Ritengo doveroso e opportuno dichiarare che il mio intento non era assolutamente quello di offendere o di attaccare qualcuno, come è stato scritto e che la polemica che si è accesa, a mio avviso, è slegata dal contesto reale", precisa. "Il testo che, senza nessuna autorizzazione è girato via web, non è un volantino, ma è la sintesi di varie e numerose letture, recensioni, articoli, saggi, riferimenti a format conosciuti dai giovani, che non esprimono il mio pensiero afferma Pavanello -. La mia intenzione era quella di fornire agli studenti materiali su cui innestare un dibattito su un argomento chiesto dagli stessi allievi". Il professore evidenzia anche che "il testo non è mai stato discusso, ma solo consegnato per una lettura personale, per far emergere obiezioni, domande, riflessioni, nuovi approfondimenti da affrontare nelle lezioni successive". Non solo: "Proprio perché era una raccolta di materiali da sviluppare, è stato scritto a mano senza le dovute citazioni e di questo me ne rammarico e mi scuso; ma sottolineo che il testo era da considerarsi semplicemente un foglio di lavoro e tutti i riferimenti in esso contenuti non sono mie considerazioni personali". "Per quanto mi riguarda sottolinea Pavanello – mai ho considerato l’omosessualità una malattia da curare e ancor meno ho pensato che pedofilia e omosessualità siano collegate. Negli organi di stampa sono state riportati frasi che non ho mai pronunciato e che ribadisco – non corrispondono al mio pensiero". Alla fine il professore ringrazia "di cuore" i colleghi e gli studenti che, "grazie al rapporto di fiducia che si è creato in tutti questi anni di lavoro insieme", hanno compreso quali erano le sue "reali intenzioni".