TEATRO E CARCERE

Per abbattere i muri

Al via la costruzione di una sala polifunzionale nel penitenziario di Genova

"Abbattere i muri del carcere con l’ariete della cultura". È l’obiettivo con cui l’associazione genovese ‘Teatro Necessario onlus’ ha presentato ieri (11 gennaio) a Genova l’avvio dei lavori al cantiere per la costruzione di un nuovo teatro all’interno del carcere di Marassi (Genova), il più grande della Liguria. La nuova sala si chiamerà ‘Teatro dell’Arca’ – il riferimento biblico è chiaro e voluto – e sarà costruito completamente in legno. A lavori ultimati, rappresenterà la prima struttura del genere in Italia.

Una struttura permanente. "Il teatro è un’iniziativa molto importante che si affianca agli altri laboratori che servono per dare ai detenuti professionalità o, perlomeno, istruzione alla legalità", ha affermato il direttore del carcere, Salvatore Mazzeo, presentando l’iniziativa. Il progetto, firmato dall’architetto Vittorio Grattarola, prevede una sala polifunzionale da duecento posti che sarà realizzata grazie al sostegno economico delle Fondazioni Carige e San Paolo, che hanno messo a disposizione un contributo di 200 mila euro in totale. La nuova sala sarà dotata di tutte le attrezzature necessarie per lo svolgimento di spettacoli e altre iniziative. Non solo teatro, quindi, ma una struttura permanente e uno spazio che potrà consentire innanzitutto lo svolgimento regolare delle prove degli spettacoli e dei laboratori teatrali e nello stesso tempo rendere possibile la rappresentazione degli spettacoli realizzati all’interno della Casa Circondariale per gli altri detenuti e per un pubblico proveniente dall’esterno. Nel nuovo teatro verranno anche attivati corsi di formazione professionale (scenotecnica, illuminotecnica, fonica), saranno ospitati spettacoli esterni nonché convegni, conferenze, attività culturali e quant’altro possa andare a beneficio dei detenuti. L’idea di fondo, infatti, è quella di non far più percepire il carcere come un corpo estraneo alla città. "Il pubblico dovrà ovviamente registrarsi e prenotare via e-mail e tenere fuori i telefonini", ha precisato Mazzeo.

Lavorare insieme. Da quando sono iniziati i lavori, poco prima di Natale, i detenuti hanno iniziato a collaborare direttamente ai lavori coadiuvando gli operai dell’impresa edile. Unica differenza il colore della tuta: marrone per i primi, blu per i secondi. Insieme hanno iniziato i lavori abbattendo un muro, nel cortile del carcere. "Un’immagine quasi simbolica, perché è proprio questo lo spirito del progetto: collegare il dentro e il fuori", ha detto Mirella Cannata, presidente di Teatro Necessario onlus. "Si realizza pertanto – ha aggiunto – un grande sogno", che risale a "quando l’associazione Teatro Necessario onlus è nata, tre anni fa, con i primi laboratori, che hanno coinvolto oltre cento detenuti. Rendere il progetto così radicato e permanente sembrava un’utopia". Invece i lavori sono iniziati e dovrebbero terminare a giugno. Il sipario si alzerà alla fine del 2013.

Strumento d’integrazione. Il sito web della onlus (www.teatronecessariogenova.org) ricorda che l’associazione culturale Teatro Necessario onlus è nata nei primi mesi del 2009 su iniziativa di artisti, operatori culturali e insegnanti, con l’obiettivo di dare continuità e sviluppo alle attività già intraprese a partire dal 2005 con i detenuti della Casa circondariale di Genova Marassi e gli studenti del corso di laurea in Dams dell’Università di Genova. In home page si legge una frase di don Luigi Ciotti: "Ci piace pensare che il teatro sia un’arte fatta di gesti, azioni, corpi, spazi, parole che ben miscelati possono creare quella magia che si confonde nella poesia, che ci fa sognare e pensare, che ci tocca nell’emozione e a volte sa farci sentire anche un po’ protagonisti". Ed è proprio per questo che l’associazione si prefigge lo scopo d’intensificare e diversificare tutte quelle iniziative che si sono rivelate, oltre che uno straordinario strumento d’integrazione e riabilitazione per i detenuti che ne hanno tratto considerevoli benefici, un’interessante fucina in grado di produrre manifestazioni di alto valore sociale oltre che d’indiscussa qualità artistica.