TERRA SANTA

Pellegrinaggio 2.0

Il card. Angelo Bagnasco con i giovani sacerdoti di Genova nel ”grembo della vita cristiana”

"In questo Anno della fede, venite in Terra Santa per attingere da questi luoghi la grazia che è legata esclusivamente a questo posto. E anche per incoraggiare, con la nostra presenza, la presenza dei cristiani qui in Terra Santa, ma anche per imparare da loro che cosa significa la fedeltà ai luoghi santi, alla vita cristiana, a una testimonianza di gioia, la gioia appunto della fede. Quindi è un donare ed è un ricevere molto". Lo ha affermato l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, parlando nella basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, durante il pellegrinaggio dei giovani sacerdoti genovesi in Terra Santa (7-12 gennaio). "Siamo venuti qui per vedere e capire che cosa è avvenuto in questo luogo, come fecero Pietro e Giovanni" ha detto ancora il cardinale. Parlando ai cattolici italiani presenti alla celebrazione, il card. Bagnasco ha affermato che "nell’Anno della fede non potevamo mancare a questo ritorno all’origine, al grembo della vita cristiana". In una videointervista pubblicata sul sito del Franciscan Media Center–Gerusalemme (www.fmc-terrasanta.org/it/), il porporato ha spiegato inoltre che "Gerusalemme provoca all’unità che ancora non è piena tra le diverse confessioni cristiane, ma resta un imperativo che il Signore Gesù ci ha donato. Proprio perché il suo corpo ritrovi quell’unità di cui lui è il capo e noi siamo le membra".

Le riflessioni dei giovani sacerdoti. Quello dei giovani sacerdoti genovesi in Terra Santa si potrebbe quasi definire un "Pellegrinaggio 2.0". I trenta giovani sacerdoti infatti, grazie all’utilizzo dei social network, non hanno fatto mancare alle loro comunità ed ai loro amici notizie, riflessioni e curiosità di questi giorni. Don Massimiliano Moretti, ad esempio, ha scritto su Facebook che "dopo aver camminato sotto una copiosa nevicata siamo stati bersaglio di un gruppetto di giovani musulmani che, al grido di allahu akbar, ci ha colpito con palle di neve. Abbiamo risposto colpo su colpo… alla fine è stata gioia per tutti". Il fratello di don Massimiliano, don Stefano, ha scritto invece che ieri, nei pressi di Gerusalemme Est, "siamo stati presi a palle di neve da un gruppo di ragazzi ebrei… Poco più in là nel quartiere musulmano, anche da ragazzi arabi. Ma abbiamo risposto… Ed è stato come tornare bambini…". Tantissime le immagini postate su Facebook che ritraggono Gerusalemme imbiancata dall’eccezionale nevicata di questi giorni. Sempre don Massimiliano ha informato i suoi contatti: "Neve a Gerusalemme!!! Che bello! Questa mattina abbiamo celebrato la messa al Santo Sepolcro ricordando in particolare i malati e tutte le intenzioni particolari che ci avete affidato". Don Roberto Fiscer, dopo la visita alla Basilica del Santo sepolcro ha scritto di Gesù: "Volevano distruggerlo ma l’hanno reso immortale! L’hanno sbriciolato… ma non sapevano che quelle briciole… ci avrebbero nutrito per l’Eternità".

Alla scoperta di Gerusalemme. Un pellegrinaggio dedicato per la quasi totalità a Gerusalemme durante il quale i presbiteri, accompagnati dal cardinale, hanno visitato molti dei luoghi della fede. Nel pomeriggio di oggi trasferimento a Emmaus Nicopolis dove è in programma l’incontro con un padre della Communauté des Béatitudes. Per domani è prevista la visita al Patriarcato Latino e l’incontro con il patriarca latino di Gerusalemme.