ECONOMIA E NON SOLO

Noi, osservati speciali Ma al governopossiamo dare fiducia” “

Alberto Quadrio Curzio, economista della Cattolica, analizza il contesto generale (“non siamo fuori dal tunnel”) e i provvedimenti dell’Esecutivo per superare la crisi. “Qualcuno ritiene che questo governo stia facendo poco o nulla: io non la penso così”. E si sofferma su “decreto del fare”, Imu, housing sociale, rilancio dei cantieri. Dall’Ue occhi puntati su debito pubblico e tassi d’interesse

La crisi non è superata, anche se si intravvedono luci in fondo al tunnel. Il contesto internazionale è tutt’altro che roseo, eppure l’Italia ce la può fare. Alcuni recenti provvedimenti del governo Letta vanno, in tal senso, nella giusta direzione. Ne è convinto Alberto Quadrio Curzio, economista dell’Università Cattolica di Milano, esperto di scenari internazionali e di finanza. Presidente del Cranec (Centro di ricerche in analisi economica), direttore della rivista "Economia politica. Journal of Analytical and Institutional economics", Quadrio Curzio – che ha insegnato in diverse università, fra cui Cambridge – è anche editorialista del "Sole 24 ore".

Professore, partiamo dagli scenari generali. Siamo ancora in piena crisi oppure s’individuano elementi di speranza?
"Le previsioni di uscita dalla crisi non sono ancora sufficientemente affidabili, malgrado si stiano materializzando sintomi i quali lasciano sperare che il peggio sia alle spalle. Ad esempio constatiamo come la disoccupazione non si sta fermando; sappiamo inoltre che in Italia anche nel 2013 avremo un calo del Prodotto interno lordo. Possiamo d’altronde affermare che i ritmi di peggioramento economico vanno attenuandosi e per questo possiamo dedurre che la svolta sia più vicina. Gli indicatori di fiducia delle imprese, che stanno riprogrammando gli investimenti, e dei consumatori segnano un miglioramento. Anche i tassi d’interesse sui titoli di Stato – una zavorra da 70-80 miliardi l’anno, pari a 5 punti di Pil – rimangono orientati al ribasso, nonostante le turbolenze della politica. Questo è un altro elemento favorevole".

Ma alle turbolenze politiche sembra accompagnarsi una concreta azione governativa: come giudica gli ultimi provvedimenti di Palazzo Chigi?
"Qualcuno ritiene che questo governo stia facendo poco o nulla: io non la penso così. Sia nel cosiddetto ‘decreto del fare’, che è ormai legge, sia nei provvedimenti assunti dal Consiglio dei ministri del 28 agosto, troviamo elementi per un rilancio economico. Non si tratta di grandi investimenti finanziari, per i quali occorrerebbero cifre di cui l’Italia non dispone; ma vi sono iniziative a mio avviso ben calibrate, tutt’altro che irrilevanti, foriere di possibili effetti positivi".

Può fare qualche esempio?
"Certo. Nel citato ‘decreto del fare’ sono contenuti significativi sgravi per l’edilizia, sia per le ristrutturazioni sia come ecobonus: non sono una novità, perché furono introdotti da Romano Prodi quando era premier tra il 1996 e il ’97; ma essi hanno una valenza significativa, anche per il risparmio energetico. Segnalerei poi il rilancio dei cantieri per le infrastrutture, per un valore di circa 3 miliardi, ripartiti su tutto il territorio nazionale, con interventi da attuarsi anche con partenariati pubblico-privato. Non un libro dei sogni, dunque. Resta, a questo riguardo, la preoccupazione per un utilizzo ottimale dei fondi europei, sui quali l’Italia ha spesso mostrato tante inadeguatezze".

E venendo all’ultimo Consiglio dei ministri?
"Bisognerà attendere il documento ufficiale per approfondimenti adeguati. Tuttavia qui spicca anzitutto l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, per i cui mancati introiti è stata prospettata una copertura credibile. L’Imu era certo diventata una questione politica, come si è visto, ma non solo. Si trattava infatti di un’imposta che andava ripensata e sulla quale quasi tutti nutrivano dubbi. Dal 2014 sarà sostituita dalla ‘service tax’ che non è, come è stato affermato, una gemella dell’Imu. Si tratta, così come concepita, di una tassa sui servizi indivisibili erogati ai cittadini: dunque la nettezza urbana, l’illuminazione pubblica, ipotizzo anche la polizia urbana… Il gettito andrà in buona parte ai Comuni, i quali dovranno però decidere come calibrarla a secondo delle esigenze locali. In sostanza è una forma di federalismo municipale: dunque una buona idea, purché sia ben applicata".

Oltre all’Imu?
"Il governo ha provveduto ad accelerare i pagamenti dei crediti alle imprese, per ulteriori 10 miliardi, e ha varato iniziative di social housing per realizzare abitazioni per chi non può acquistarle né accedere a un mutuo: si tratta di un intervento che può andare a favore delle giovani coppie, perciò un passo apprezzabile. Fra l’altro segnalo che iniziative analoghe erano già state avviate da Cassa depositi e prestiti e Fondazione Cariplo: un ottimo esempio di ‘solidarietà creativa’ che risponde al principio di sussidiarietà. Non trascurerei infine che, bene o male, sono stati trovati i fondi necessari per cassintegrati ed esodati".

Resta il fatto che la pressione fiscale non viene intaccata e rimane elevatissima, gravando sulla competitività del sistema-Paese…
"Sì, questo è vero. Rimane di fondamentale importanza detassare chi produce e chi lavora. Il recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale è una battaglia da portare avanti con convinzione. Segnalo, peraltro, che esiste una delega al governo per la complessiva riforma del sistema fiscale, oggi assai complicato e oneroso. Ebbene, tale riforma va condotta con determinazione".

Professore, ma l’Italia costituisce realmente – come sostengono taluni politici e mass media esteri – un pericolo per l’Europa e per la stabilità dell’Eurozona?
"I mercati e l’Ue non gradiscono affatto l’instabilità politica, e in questo senso noi siamo sempre sotto osservazione. C’è poi il problema del gigantesco debito pubblico e l’incognita dei tassi d’interesse sui titoli di Stato, anch’essi legati alla stabilità e all’azione politica. Personalmente ritengo che all’Esecutivo guidato da Letta si possa dare fiducia, anche se non può essere un’apertura di credito senza valutazioni caso per caso: i governi si misurano sui risultati che sono in grado di produrre".