LUCI E VOLTI" "DALL'AFRICA" "

Conoscitore” “di un mondo

Foto L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR

I piccoli africani, coetanei di mio padre e di mio zio, conoscono anche i pericoli della loro terra. Riconoscono sulla terra la sinuosa traccia del passaggio d’un cobra nero; si fermano tacendo all’improvviso se tra i rami di un arbusto pensano possa celarsi, appeso, il wal-wal, il mortale serpente che sputa il suo veleno corrodente e accecante mirando al bianco degli occhi; mai solleverebbero un sasso presso un certo cespuglio perché lì fa la tana lo scorpione; si tengono alla larga dalle pietraie perché in esse può stare, a ricaricarsi di calore, un pitone lungo anche quattro-cinque metri. Mio padre ama questo paradiso selvaggio e pericoloso, che richiede cautele nella vita di ogni giorno, ma che offre grandi dilatazioni di respiro vitale; se n’è innamorato perché non è possibile non innamorarsene se ci si vive.
Poi, a quindici anni, siccome è di famiglia buona ma del tutto squattrinata, verrà rimandato in Italia e imbucato in Accademia, per avviarlo alla carriera militare. La divisa da ufficiale gli andrà stretta, ma gli sarà essenziale come passaporto per tornare a casa sua: cioè in Africa. E pensando a quanto sia felicemente remoto il continente nero dall’angosciata Europa del ’39 alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, non si può dargli torto. I panorami sterminati, l’ancestralità di quei luoghi lo hanno sedotto fin da bambino come uno spazio – nel più puro senso del termine – vitale, mentre il Vecchio Continente si avvia a diventare terreno di morte.
Sarà la perdita delle colonie a cancellare per sempre una prospettiva di vita in Africa. Sposerà mia madre, con cui si fidanzerà in Italia vestendo ancora la divisa da cadetto, solo a fine anni ’40, dopo una lunghissima attesa e non senza aver penato, prima, come tanti altri ragazzi della soppressa PAI, per essere riammesso nei ranghi della Polizia di Stato.
Ma dalla sua infanzia e adolescenza africane, dalla sua conoscenza dell’inglese e dell’amarico ritrarrà una strana sorte. Prima come militare nelle colonie, poi come prigioniero e interprete per gl’inglesi, rappresenterà un crocevia obbligato. Lui sa tutto di quel mondo. Dove si andrebbe mai a cercare un altro ufficiale vissuto lì tanti anni? E le esigenze di polizia e di ordine pubblico non cambiano molto sotto le varie bandiere.