FENOMENO IN ESPANSIONE" "" "

Cinesi sempre più ricchi” “fanno crescere ” “il mercato del lusso

Dinanzi ai sempre più frequenti viaggi all’estero e alla conseguente esportazione di valuta, il governo sta valutando la possibilità di tagliare drasticamente il peso delle tasse sugli articoli del lusso. Il numero dei ricchi destinato a crescere vertiginosamente. Potrebbe raggiungere, nel 2015, la soglia dei 76 milioni

Secondo una ricerca diffusa di recente, un numero sempre maggiore di consumatori cinesi viaggiano all’estero per acquistare articoli di lusso. Cosmetici, orologi, borse, profumi, abbigliamento, calzature, valigeria e pelletteria, liquori, articoli di elettronica e quant’altro può rappresentare il modello del consumismo occidentale. Nel 2012, si è registrato un aumento del 71% di questo mercato, partendo dal dato del 53% del 2008. Il fenomeno, frutto di un cambiamento radicale dello stile di vita della fascia medio-alta della popolazione, spingerebbe il Governo cinese a ridurre del 50% le tasse sui beni di lusso, al fine di scoraggiare i viaggi all’estero per gli acquisti e stimolare la domanda interna. Il nuovo sistema dovrebbe entrare in vigore prima della Festa Nazionale di ottobre. Secondo quanto emerso da uno studio del ministero del Commercio, in Cina i beni di lusso sono soggetti ad una tassazione che li rende più costosi del 45, 50, fino al 72%, rispetto agli stessi beni se acquistati ad Hong Kong, negli Stati Uniti o in Francia, dove, nel solo 2010, i cinesi avrebbero speso 650 milioni di euro per acquistare beni che rappresentano uno status-symbol.

76 milioni di ricchi nel 2015. Nel Paese, i volumi di vendita del mercato del lusso sono cresciuti del 20% nel 2012 e si stima possano migliorare ancora dell’8% quest’anno, così come nell’intero Oriente, che si può considerare il motore mondiale di questo mercato. In base alle ricerche più attendibili in circolazione, in Cina, nel 2015, i beni di lusso raggiungeranno la quota di 27 miliardi di dollari di vendite, con una quota pari al 20% dei consumi dell’intero pianeta. La Cina, che già rappresenta il secondo mercato al mondo per l’abbigliamento, sarà presto il primo mercato mondiale. Questo processo può contare sulla crescita esponenziale del numero dei cinesi ricchi, stimati in 13 milioni oggi, ma che nel 2015 raggiungeranno la cifra record di 76 milioni, se continuerà, ai poderosi ritmi attuali, l’urbanizzazione della popolazione rurale e il numero dei giovani che sarà attratto dai richiami del consumismo e del benessere.

L’ostentazione del benessere. Chi sono coloro che animano questo mercato? In base ad una ricerca del China Lab della Sda Bocconi, il profilo del consumatore cinese (rapporto uomo-donna, 7 a 3) che si orienta sul mercato del lusso ha un’età media intorno ai 37 anni (rispetto ai 57 anni degli americani), apprezza i marchi occidentali piuttosto che quelli indigeni, perché sono il simbolo di una persona di successo e di uno stile di vita di alta qualità. Egli ostenta il suo benessere e la sua capacità di acquistare, perché in questo modo dimostra di aver raggiunto una ragguardevole posizione nella scala sociale. Sa individuare il marchio giusto e comprende la valenza del rapporto qualità-prezzo. A tutto ciò, ha contribuito l’espansione del web e dei social network (attualmente, sono 600 milioni i cinesi che usano internet), che con le loro informazioni consentono, soprattutto ai giovani cinesi, che si aprono al mondo della globalizzazione, di discernere gli acquisti in maniera oculata, privilegiando l’originalità e le creazioni di nicchia, senza disdegnare le grandi firme. Come dimostrano, ad esempio, i casi dei marchi internazionali Louis Vuitton e Gucci. Nel 2005, il primo era presente in dieci città, oggi ha 36 negozi in 29 città. Il secondo nel 2006 aveva sei punti vendita, oggi ne ha 39.