PRIMO BILANCIO

La Chiesa si fa compagna di strada dell’umanità” “

Padre Lombardi ai giornalisti: “Penso che non si tratti tanto di una riforma delle strutture quanto dell’atteggiamento fondamentale della Chiesa chiamata ad accompagnare l’umanità nel mondo di oggi”. E in questo percorso Papa Francesco può riservare ancora tante sorprese

Il successo di una manifestazione come la Gmg non si misura sui numeri ma sulla qualità delle presenze, sulle motivazioni che hanno spinto le persone a esserci, sulle scelte future che si prenderanno. Sta di fatto, però, che l’immensa spianata di Copacabana riempita dalla spiaggia fino alle strade limitrofe con 3 milioni di persone non lascia indifferenti. È il "segno della vitalità della Chiesa che può attrarre molti giovani". È un bilancio positivo quello stilato oggi da padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, con i giornalisti, al termine della Gmg. Anche l’imprevisto cambio del luogo della Veglia e della Messa finale da Guaritiba a Copacabana a causa delle intense piogge cadute in questi giorni è stata gestita dalle autorità cittadine egregiamente. Papa Francesco lascia poi un segno di solidarietà tangibile a questa città. Il sindaco di Rio de Janeiro ha informato il Papa che sul Campus Fidei, sul quale si doveva svolgere l’incontro della Gmg, saranno costruite abitazioni per 20mila persone.

La dimensione dei poveri. Ma la lettura di questo primo viaggio di Papa Francesco a Rio non si può leggere solo a partire dalla Gmg. Il Papa ha compiuto gesti che segnano lo stile di un Pontificato e indicano un orientamento per la Chiesa del futuro. Si può parlare, quindi, di un viaggio nel viaggio. La visita agli ammalati nell’ospedale "São Francisco de Assis", nella favela di Varginha e l’incontro con i giovani carcerati sono stati, ha fatto notare padre Lombardi, "un segno molto concreto di come il Papa imposta i problemi e di come da il suo messaggio partendo dai poveri". Il Papa ha mostrato come dalla fede nascono atteggiamenti molto concreti nell’impegno a favore della società, per costruire una società migliore. Alcuni commentatori hanno definito questo stile pastorale: "La dottrina sociale della Chiesa tradotta nella vita concreta dei giovani". "Penso che sia vero", commenta Lombardi.

Ai vescovi latinoamericani. Molto atteso il discorso di Papa Bergoglio ai 50 vescovi che compongono il Consiglio episcopale latino-americano (Celam). "Siamo in un momento cruciale – dice al Papa monsignor Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla e presidente del Celam -, le sfide della svolta epocale che viviamo esigono una revisione degli atteggiamenti, delle strutture e delle attività pastorali rimanendo fedeli a Cristo e all’uomo contemporaneo. Per questo, dobbiamo discernere i segni dei tempi ascoltando quello che lo Spirito Santo dice alle Chiese". Il Papa non ha ricette. Pone, però, ai vescovi una serie d’interrogativi molto concreti. All’episcopato latino-americano lascia, dunque, una proposta di discernimento profondo sullo stato della Chiesa alla luce dei cambiamenti epocali in atto nella società e delle esigenze dell’uomo contemporaneo. "I vescovi – dice il Papa alla Chiesa dell’America Latina – devono essere pastori, vicini alla gente, padri e fratelli, con molta mansuetudine; pazienti e misericordiosi. Uomini che amano la povertà" che "non siano ambiziosi", capaci di "accrescere la speranza: che abbiano sole e luce nei cuori".

La riforma della Chiesa. "Il discorso ai vescovi del Brasile e al Celam – dice ancora padre Lombardi – sono segni di come il Papa incoraggi a lavorare per una Chiesa più sinodale con una maggiore partecipazione dei vescovi che sono i corresponsabili della vita della Chiesa e del suo cammino nei vari Paesi".
"Sarà dunque un Pontificato di riforma?", domanda un giornalista. "Quattro mesi – risponde il portavoce vaticano – sono un tempo molto breve: ci sono molte cose che il Papa può fare e molte sorprese: ogni giorno prende nuove iniziative e compie gesti importanti. Ma la riforma è una dimensione perpetua della vita della Chiesa. C’è sempre una necessità di rinnovare la Chiesa". prima di lasciare i giornalisti, padre lombardi fa un’ultima osservazione: "Penso che non si tratti tanto di una riforma delle strutture quanto dell’atteggiamento fondamentale della Chiesa chiamata ad accompagnare l’umanità nel mondo di oggi".