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Dare priorità al registro è per l’amministrazione “un provvedimento che va nel senso della tutela dei più deboli e delle minoranze”. In realtà ci sono discriminazioni ben più gravi e più urgenti, spesso ignorate. Colpiscono i portatori di handicap e gli anziani, mamme non tutelate sul lavoro e famiglie
Grazie, sindaco…
ne avevamo urgente bisogno!
In un momento di crisi della nostra società non sono le cose importanti che attirano la nostra attenzione, ma quelle scelte che infastidiscono i più perché ritenute non prioritarie.
Nella nostra Città, Siracusa, indiscutibilmente bella e molto apprezzata per il patrimonio artistico, non è l’economia, non è la spesa pubblica, non è l’educazione delle nuove generazioni, non è il problema dell’immigrazione, non è il tenore di vita dei cittadini che si fa sempre più precario e difficile: no!
Questi temi – pensa qualcuno del Palazzo – sono secondari, perché riguardano il nostro Paese in generale.
Ma nella nostra Città non vi sono problemi!
È coperta dalla spazzatura; è sommersa dai debiti per le amministrazioni che con allegria hanno dato incarichi esterni e che ancora si continuano ad attribuire; ha strade con voragini (si provi a transitare l’incrocio che conduce a piazza Marconi o quello tra viale Teracati e Santa Panagia). Non parliamo poi dei mezzi pubblici: per muoversi da un posto all’altro della città i cittadini debbono portarsi la colazione, perché non si sa se e quando potranno arrivare a casa.
Questi temi per i nostri "nuovi" amministratori sono secondari.
L’emergenza prima sembra riguardare prioritariamente il registro delle unioni civili.
Per gli amministratori "è un provvedimento ha dichiarato il sindaco Garozzo che va nel senso della tutela dei più deboli e della minoranze".
E le maggioranze? Non si vuole discriminare nessuno. La discriminazione ha ben altro spessore e coinvolge ben diversi destinatari.
Si tratta di discriminazioni ben più gravi e più urgenti, spesso ignorate dai nostri amministratori: la discriminazione dei portatori di handicap per la persistente presenza di barriere architettoniche; la mancata tutela della maternità nei posti di lavoro; la discriminazione di quei genitori che intendono scegliere la scuola con libertà e chiedono interventi economici per la scuola dell’obbligo ma restano inascoltati; la discriminazione degli anziani che sono lasciati soli e nell’indigenza; la discriminazione della famiglia che non è attenzionata come cellula primaria della società.
La nuova amministrazione comunale discrimina tutto ciò che è normale e urgente. Quale logica viene seguita? Non lo sappiamo!
Ci auguriamo che il sindaco non faccia pentire i suoi elettori.
(*) direttore "Cammino" (Siracusa)