FESTA D'ACCOGLIENZA" "" "

Copacabana” “l’epicentro” “del cattolicesimo

L’accoglienza gioiosa dei giovani a Papa Francesco sulla spiaggia di Copacabana. Una festa ricca di segni e di gesti in un giornata densa di appuntamenti e di parole forti. Da oggi a domenica tutti gli eventi (la Via Crucis di questa sera, la veglia di sabato e la messa di domenica) si svolgeranno qui a causa della pioggia continua degli ultimi due giorni che ha allagato il Campus Fidei di Guaratiba

Saluti, baci, sorrisi, bandiere lanciate sulla Papamobile, addirittura un cambio di zucchetto, e poi grida, slogan, applausi. È stato un ingresso trionfale quello di Papa Francesco sul lungomare di Copacabana, lungo quattro chilometri, tra due ali festanti di giovani, un milione, la cifra stimata dagli organizzatori. Si è consumata in questo clima di grande affetto e simpatia l’accoglienza dei giovani al loro Papa. Un bagno di folla cui Bergoglio non si è sottratto, anzi con la consueta spontaneità di gesti ha cercato di salutare il maggior numero di giovani possibile, arrivando persino a scambiare con uno di essi lo zucchetto bianco, rimettendoci, è il caso di dirlo, nel cambio. Ma la Gmg di Rio de Janeiro è anche questo. Una distesa di telefonini, Ipod, smartphone e tablet aggiungevano luci a quelle già forti dell’Avenida Princesa Isabel rilanciando le immagini del Papa in ogni parte del mondo, in principal modo nei 175 Paesi di provenienza dei giovani. Un modo per dire "Io c’ero", una sorta di accredito futuro per raccontare, tornati a casa, l’esperienza di questa Gmg carioca, storica, perché la prima in America Latina di un Papa, il primo, latinoamericano. Un milione di giovani ma anche tanti bambini, quelli che al passaggio del Papa venivano issati dai loro giovani genitori perché venissero benedetti e baciati. E Francesco li ha accarezzati, baciati e benedetti. Le soste della papamobile sono state solo per loro. Una bella consuetudine per questo Papa così amato da tutti e dai giovani in modo particolare.

"Obrigado" e "Boa Tarde". "Obrigado" il grazie in portoghese l’arcivescovo di Rio, dom Orani Tempesta lo ha ripetuto più volte nel suo saluto al Papa. Era il grazie della Città Meravigliosa, Rio, il grazie dei giovani presenti. "Obrigado per essere venuto qui tra noi, per aver fatto visita alla favelas di Varginha, a chi è nel bisogno nell’ospedale di Sao Francis de Assis". "Boa Tarde, buona sera", ha esordito Papa Francesco che subito ha mandato il suo saluto a Benedetto XVI che aveva indetto questa Giornata nel 2011 a Madrid. Poi ha lodato il cuore dei giovani, l’entusiasmo e il coraggio con cui hanno risposto all’invito a venire a Rio, la loro generosità: "Siamo qui uniti per condividere la fede nella gioia. Sono venuto per confermarvi nella fede ma sono venuto anche per essere confermato dall’entusiasmo della vostra fede". L’incontro è continuato tra i sorrisi e con i doni di cinque giovani, in rappresentanza dei cinque Continenti. Sono saliti sul palco e con ciascuno Papa Francesco ha parlato, scambiato parole, ha sorriso. Nel volto della giovane latinoamericana è emersa tutta l’emozione del suo Continente, placata amorevolmente dall’abbraccio di un padre. Sulla spiaggia di Copacabana le bandiere sventolano ancora, la festa continua, i giovani cantano. L’appuntamento, per venerdì, sarà ancora a Copacabana, per la Via Crucis. Copacabana fino a domenica sarà il centro del cattolicesimo, della Chiesa più giovane. La pioggia continua degli ultimi due giorni ha allagato il Campus Fidei di Guaratiba, il luogo della veglia di sabato e della messa finale di domenica. Gli organizzatori della Gmg sono stati costretti a cambiare luogo, da venerdì a domenica tutti gli eventi si svolgeranno a Copacabana.