SCORRETTISSIMA
Restiamo in attesa di conoscere il nome del bimbo e potrebbe volerci anche una settimana, perché a casa reale non si consulta il libro dei nomi, ma un albero genealogico che risale quasi a Noé. Da qui ad allora, auguri Kate e auguri piccolino, ma spegnete le telecamere. Almeno fino al battesimo
È nato, è maschio e l’Inghilterra ha un nuovo re. La venuta al mondo dell’erede al trono dei Windsor ha dato ai genitori una gioia infinita, all’augusta bisnonna un po’ di sollievo e ai giornalisti di costume di tutto il mondo di che marciare per anni e anni. Del resto le premesse ci sono tutte. Il piccolo principe è il figlio della coppia di principi più glamour, paparazzati e così perfettamente felici da suscitare desideri misti di compiacimento e invidia. Ma non solo. È anche, anzi, sarebbe, il nipote di quella sfortunata principessa, così triste e così amata, che perse la vita inseguita da troppa fama. Da allora, per una sorta di moratoria e di espiazione collettiva, i fotografi e i giornalisti hanno tenuto a utile distanza d’obiettivo la famiglia reale inglese. Non per questo hanno risparmiato loro qualcosa: le foto delle reali giovani nudità in viaggio di nozze erano un boccone troppo ghiotto per farsi venire improvvidi scrupoli.
Il copione del circo mediatico si ripete immancabile con la nuova generazione. La gravidanza di Kate Middleton è stata seguita in diretta, dalle prime nausee al travaglio, nemmeno che con la nascita di questo bambino si giocasse sul serio il destino di una Nazione. Ancora il reale infante non era che una deliziosa curva sull’esile figura della Duchessa, che i bookmaker già scommettevano: maschietto o femminuccia? E che dire dei giornalisti accampati per una settimana davanti alla clinica, in bivacco trepidante e accaldato, illusi da un’affrettata quanto errata interpretazione sui calcoli di presunto parto. Calcoli che, a modesta opinione, solo i neogenitori potevano avere sufficientemente chiari e forse nemmeno loro.
La spettacolarizzazione della maternità famosa è un fenomeno non nuovo, ma che sta raggiungendo fenomeni parossistici. Solo per guardare al nostro piccolo Paese, non c’è copertina di settimanale di gossip che non ritragga la star (o starlette) di turno che mostra orgogliosa e desnuda la pancia abitata, o trasmissione televisiva in cui novelle e riscoperte Cornelie presentino orgogliose i loro piccoli Gracchi. Ma la saggezza popolare ci dice che non si vende nulla che la gente non voglia comprare. Figuriamoci quando è tenerissima ciccia di principino. E quindi prepariamoci sereni all’invasione di prime foto del pargolo, al gioco delle somiglianze con parenti più o meno blasonati, agli arditi parallelismi di beltà con altri piccoli rampolli parigrado.
Mancheranno purtroppo le prime proiezioni sulle possibili spose principesche, data ormai l’invalsa abitudine dei principi moderni di cercarsi moglie più tra ragazze in carriera che tra aristocratiche annoiate. Sì, perché ci vuole fiuto e cervello per gestire il marketing e le pubbliche relazioni della monarchia 2.0, meno protocollo e più strette di mano, possibilmente a favore di fotografo. Restiamo ora in attesa di conoscere il nome del bimbo e potrebbe volerci anche una settimana, perché a casa reale per scegliere non si consulta il libro dei nomi, ma un albero genealogico che risale quasi a Noé. Da qui ad allora, auguri Kate e auguri piccolino, ma, per favore, spegnete le telecamere. Almeno fino al battesimo.