DIARIO DA ALMA/1
Ce la mettiamo tutta per accogliere le storie dei giovani. Sono cariche di attese, di speranze e qualche volta – purtroppo – anche di delusioni e di qualche ammaccatura che lo sguardo, mai traditore, lascia trasparire
Abbiamo aperto Casa Italia. Sono già due giorni che l’abbiamo fatto "ufficialmente". Ma oggi, finalmente, la casa ha cominciato a funzionare a pieno regime: la prima ondata di pellegrini è arrivata. Il cortile è un formicaio umano, sono iniziate le file davanti ai banchi della segreteria, i computer dell’internet-point sono sempre occupati, le persone si incrociano e si salutano.
Ho perso molto tempo vagando tra le persone. Ho visto gli occhi pesti di chi non ha dormito per il lungo viaggio, ho visto gli occhi un po’ smarriti di chi si trova dall’altra parte del mondo, ho visto gli occhi interrogativi di chi rimane in sospeso: ci sarà un tetto sopra la mia testa? Riuscirò a mangiare qualcosa? Come faccio a muovermi in città? A volte bisogna proprio partire da casa, allontanarsi un po’ per capire che le nostre certezze fanno alla svelta a sgretolarsi; per capire che niente è scontato, a partire da quello che per noi è normalità di ogni giorno.
Stiamo provando ad accogliere; e questa è la parola d’ordine. Accogliere le persone; che sono tante e c’è una domanda per ciascuna di loro. Accogliere le loro storie; che sono cariche di attese, di speranze e qualche volta – purtroppo – anche di delusioni e di qualche ammaccatura che lo sguardo, mai traditore, lascia trasparire.
Prima di aprire Casa Italia ci siamo detti, con i volontari, che questo è lo stile che avremmo scelto a qualunque costo. Questa sera siamo a pezzi, ma siamo felici. Il prezzo è una grande stanchezza, perché gli orari sono saltati più o meno per tutti e avere una parola per ciascuno non è mai facile. Ma di una cosa siamo sicuri: le porte di casa aperte ti portano dentro il sorriso del mondo. Ce lo hanno detto i ragazzi italiani in arrivo a Rio e di passaggio a Casa Italia. Ce lo hanno detto le persone del quartiere che hanno fatto la fila per venire a comprare anche solo un piccolo ricordo degli italiani attraverso il kit del pellegrino. Giovani, adulti e anziani. Altre storie da incontrare e da accogliere. Ma, in fondo agli occhi, lo stesso desiderio di senso e di felicità.