FRANCIA

Bioetica, stracciato” “il patto di consultazione

L’Assemblea nazionale ha modificato la legge in materia di ricerca sull’embrione umano e sulle cellule staminali embrionali, ponendo meno limiti. Le associazioni denunciano un grave deficit democratico. La legge è stata approvata “di soppiatto, al termine di una sessione straordinaria e alla vigilia delle vacanze parlamentari”

Il patto era questo: ogni modifica alle leggi che regolano le questioni bioetiche sarebbe stato frutto di un vasto dibattito nazionale e dunque l’esito di un processo di discernimento condiviso. E invece ieri pomeriggio con un iter legislativo che qualcuno ha addirittura definito "fantasma", l’Assemblea nazionale francese ha approvato con 314 voti favorevoli e 223 contrari, la legge che apre con minori restrizioni alla ricerca sull’embrione umano e le cellule staminali embrionali. È soprattutto questa mancanza di processo democratico ad essere denunciato oggi da associazioni, istituti universitari, giuristi ed esperti che da tempo stavano esprimendo il loro parere contrario alla modifica sulla legge. La decisione presa in Assemblea arriva nel giorno in cui Papa Francesco in un messaggio ai cattolici di Irlanda, Scozia, Inghilterra e Galles per l’annuale Giornata per la vita ne invoca la protezione dal concepimento fino alla morte naturale: "Anche i più deboli e vulnerabili, i malati, gli anziani, i non nati e i poveri, sono capolavori della creazione di Dio, fatti a sua immagine, destinati a vivere per sempre, e meritevoli della massima riverenza e rispetto".

La legge. La modifica alla legge 2011-814 approvata ieri dall’Assemblea nazionale in seconda seduta, si articola in un articolo unico: fino ad oggi la Francia vietava la ricerca sull’embrione umano e le cellule staminali adulte mettendo in atto un regime di interdizione con deroghe che erano accordate da un organismo pubblico, l’Agenzia di biomedicina (Abm). La modifica approvata ieri permette ora la ricerca sebbene – così si legge – "in maniera inquadrata". Significa che l’autorizzazione sarà sempre accordata dall’Agenzia di biomedicina ma a "quattro condizioni": il progetto di ricerca deve essere "scientificamente pertinente", avere "uno scopo medico" e "rispettare i principi etici". Inoltre, il progetto di ricerca "allo stato delle conoscenze scientifiche" deve dimostrare di non avere alternative se non quelle di ricorrere agli embrioni umani e alle cellule staminali embrionali. I protocolli saranno sempre autorizzati dalla agenzia di biomedicina ma di fatto l’Assemblea nazionale ha aperto con la modifica di ieri una prima breccia sulla protezione degli embrioni umani.

Ricerche non giustificate. L’approvazione alla modifica di legge cade su un terreno civico particolarmente sensibile ai temi bioetici, grazie anche al lavoro di sensibilizzazione portato avanti in Francia da un cartello di 4 associazioni unite per la campagna europea "Uno di noi" che ha già raccolto 66.799 per la protezione dell’embrione. Le Associazioni Familiari cattoliche (Afc), Alliance Vita, la Fondazione Jérôme Lejeune e il Comitato protestante evangelico per la dignità umana (Cpdh), in un comunicato, parlano di una legge che "capovolge un principio fondamentale della nostra società" e sottolineano l’inutilità della ricerca scientifica sugli embrioni umani viste le enormi possibilità offerte dalle cellule staminali adulte, dal sangue di cordone ombelicale e dalle promettenti cellule riprogrammate (Ips) su cui si stanno "concentrando gli sforzi della comunità scientifica internazionale". Anche padre Brice de Malherbe, co-direttore del dipartimento di etica biomedicale del Collège des Bernardins, ricorda il lavoro condotto sulle cellule riprogrammate dallo scienziato Shinya Yamanaka che gli è valso il Premio Nobel per la Medicina lo scorso anno ed esprime rammarico che "una disposizione di legge sopprima il dovere di favorire le ricerche alternative e conformi all’etica, a partire dalle cellule adulte e dal sangue del cordone ombelicale".

Difetto di democrazia. La Fondazione Jérôme Lejeune – fondazione a confessionale che si occupa dei bambini con trisomia 21 – denuncia la mancanza di iter democratico. La legge – si legge in un comunicato – è stata approvata "di soppiatto, al termine di una sessione straordinaria e alla vigilia delle vacanze parlamentari". E aggiunge: "il testo non è stato oggetto del dibattito che meritava. Mutismo del ministro e del relatore, riserva di voto, assenza dei deputati sui banchi dell’emiciclo". Le Associazioni Familiari cattoliche invece prendono la difesa dell’embrione perché "sono i figli delle nostre famiglie" e chiedono ai poteri pubblici di incoraggiare la ricerca sull’infertilità che è "causa di grande sofferenza per molte famiglie. Ma – aggiungono le associazioni – non si può alleviare questo dolore con qualsiasi mezzo, attraverso la fabbricazione di bambini in provetta alcuni dei quali poi sono destinati a divenire materiale di laboratorio".