MEDICI SENZA FRONTIERE

Crisi ed emergenze Tg italiani distratti

La denuncia di Msf: nei telegiornali solo il 4% dei servizi, il dato più basso dal 2006. “Il 2012 è stato l’anno peggiore, contesti come la Repubblica Centroafricana o alcune malattie tropicali sono stati del tutto dimenticati. E dell’Aids si è parlato solo in 7 servizi”. Una “lettera aperta” rivolta ai responsabili dei principali gruppi editoriali, per sollecitare un’informazione a 360° sul mondo

"Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono". Riprendendo questa frase di Josè Saramago contenuta in "Cecità", Medici senza frontiere (Msf) ha delineato come i media italiani, in particolare i tg, hanno informato l’opinione pubblica in merito alle crisi umanitarie nel 2012. L’occasione è stata la presentazione a Roma, presso la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), del 9° Rapporto su "Le crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2012". "L’anno scorso i telegiornali hanno dedicato solo il 4% dei servizi a contesti di crisi, conflitti, emergenze umanitarie e sanitarie – si legge nel report – ed è il dato più basso dal 2006, cioè da quando Msf ha avviato il monitoraggio dei tg".

Crisi dimenticate. Nell’indagine, realizzata, con il supporto dell’Osservatorio di Pavia, si analizza la copertura delle crisi umanitarie nei principali notiziari italiani in prima serata della televisione generalista, in particolare 3 della tv pubblica e 4 della tv privata. "Il pesante calo viene attribuito alla crisi economica e politica del Paese che nel 2012 ha occupato il 40% dell’agenda di programmazione dei tg, alla mancanza di grandi drammi internazionali e alla diminuzione dell’immigrazione", rileva il Rapporto. A parte i conflitti in Siria e Afghanistan, per il resto, la notiziabilità e, quindi, la visibilità di alcune aree, è stata collegata a singoli eventi, che vedono il coinvolgimento di cittadini occidentali, in particolare italiani. "Il 2012 è stato l’anno peggiore, contesti come la Repubblica Centroafricana o alcune malattie tropicali sono stati del tutto dimenticati – viene evidenziato nella ricerca – e dell’Aids si è parlato solo in 7 servizi".

L’approccio dei tg europei. Eppure, come emerge da un’altra ricerca, commissionata sempre da Msf all’Eurisko, il 63% della popolazione italiana desidera ricevere dai media più informazione sulle emergenze umanitarie e viene considerato eccessivo lo spazio riservato alle notizie di gossip. "Le notizie di costume e le curiosità solo in Italia occupano ancora il 6% dello spazio riservato ai tg, una percentuale assente negli altri tg europei", sottolinea il report. Ma, più in generale, l’informazione internazionale manifesta un approccio completamento diverso a questo tipo di notizie, non solo a livello quantitativo, ma anche qualitativo. Lo spazio riservato dal tg tedesco Tagesschau Ard alle crisi umanitarie, nello stesso anno, è stato, per esempio, del 14,4%, seguito dall’8,7% della Bbc, accompagnati spesso da reportage, volti a fornire una visione più ampia del fenomeno anche in rapporto, per esempio, al contesto geo-politico e all’evoluzione della crisi.

Più notizie dall’estero. L’auspicio che emerge nella conclusione del Rapporto è che non si accendano i riflettori solo per parlare delle crisi umanitarie internazionali che possono suscitare sentimenti d’insicurezza perché prossime o perché riguardano direttamente dei connazionali, ma che vi sia lo spazio anche per ricordare la gravità e la drammaticità delle "crisi dimenticate". "Le crisi umanitarie che si svolgono lontano dall’Italia, non sono ‘isolate’ e i media sono fondamentali per mobilitare la solidarietà internazionale e sensibilizzare l’opinione pubblica", si evince dal report. "Lo spazio dedicato agli esteri non può essere ridotto alle storie delle corti reali europee e non è concepibile che il Darfur o Haiti, siano menzionati solo quando sono visitati dalle celebrità di Hollywood". Per tale motivo, quest’anno Msf in occasione della presentazione del Rapporto ha anche divulgato una "lettera aperta" rivolta ai responsabili dei principali gruppi editoriali italiani e sottoscritta da importanti esponenti del mondo accademico e giornalistico, per sollecitare un’informazione a 360° sul mondo.