MARTIN AMIS SI RIPETE

Morire con un drink” “nella cabina” “per l’eutanasia…

Il “Corriere della Sera” spaccia per nuove le vecchie opinioni dello scrittore inglese, già nel mirino della critica inglese. Le domande: qual è il gioco del giornalone della borghesia italiana? A chi giova riproporre la tesi dello “tsunami d’argento” e della “guerra civile tra i giovani e i vecchi”?

La cosa più triste, a ben guardare, non è l’ennesima celebrazione dell’eutanasia (altrui, mi raccomando) a mezzo stampa, ma è che spacciano per opinioni nuove e dirompenti idee già vecchie. L’intervista allo scrittore inglese Martin Amis su "La Lettura" del "Corriere della Sera" domenica in edicola ieri e ripresa con la fanfare sul sito del quotidiano per inaugurare la rubrica "Criticalmastra", consegna, addirittura quasi con le stesse parole, concetti che Amis aveva espresso ben tre anni fa. In un’intervista al Sunday Times del 24 gennaio 2010, riproposta il giorno dopo in un articolo proprio dallo stesso "Corriere", lo scrittore parlava di anziani ed eutanasia: "Con annessa proposta choc, da far (volutamente) rabbrividire i borghesi: eutanasia di massa per gli over 70. Più precisamente, secondo lui, ‘dovrebbe esserci una cabina a ogni angolo di strada, dove se hai l’età giusta puoi prenderti un Martini e la pastiglia della buona morte’. … una società presto costretta a mantenere plotoni di vecchi (li definisce ‘uno tsunami d’argento’), di città popolate in futuro da ‘dementi decrepiti, simili a un’invasione di terribili immigrati, puzzolenti, assembrati fra ristoranti e negozi’. Inevitabile conseguenza, ‘una specie di guerra civile fra vecchi e giovani entro dieci o quindici anni’. A meno che… ed ecco l’ idea del suicidio assistito di massa appena varcata la soglia della settantina: una cabina, un cocktail, una pastiglia e addio" (l’originale si trova qui http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/style/living/Health/article195705.ece).
Ricorda qualcosa? Sì, un brano della lunga intervista pubblicata ieri, domenica: "Ci sarà una ‘guerra civile tra i giovani e i vecchi. Ci sarà quello che viene definito tsunami d’argento. Le persone anziane saranno una mostruosa invasione di rifugiati. Il mondo occidentale si sta ingrigendo, sarà il più grande salto demografico mai avvenuto nella storia del pianeta. Le distorsioni nel sistema sociale saranno catastrofiche’. Per questo, secondo Amis, bisogna superare il tabù dell’eutanasia: ‘Deve esserci una cabina per l’eutanasia a ogni angolo di strada, dove ti servono un Martini, ti danno una medaglia e ti sopprimono".
Quindi, se abbiamo ben capito, quello che il pluricelebrato scrittore sostiene, e non da ieri, è che l’unico contributo possibile delle persone anziane all’umanità è quello di togliersi rapidamente di mezzo così da non pesare sulla società e sui conti pubblici. Non è ben chiaro dove sia la compassione in tutto questo, ma siamo certi che il "Corriere della Sera" potrà chiederlo agevolmente ai quasi 13milioni di anziani del nostro Paese, che parteciperebbero sicuramente con entusiasmo a un sondaggio sulla loro disutilità sociale e conseguente eliminazione.
Già l’intervista del gennaio 2010 provocò in Inghilterra un’ondata di indignazione. I commenti dello scrittore furono bollati come "offensivi" dalle associazioni inglesi che si occupano di assistenza agli anziani e ai malati di Alzheimer. In particolare, Alistair Thompson, di "Care Not Killing Alliance", sulle pagine del Guardian definì "molto preoccupanti" le idee espresse da Amis: "Siamo estremamente delusi dal fatto che le persone promuovano cabine di morte per le persone anziane e disabili. Come diavolo possiamo fingere di essere una società civile se la gente sta dando l’ossigeno della pubblicità a tali proposte?". Persino "Dignity in Dying", gruppo di pressione pro-eutanasia, si era affrettata a prendere le distanze: "Come tutte le troppe persone nel Regno Unito, Martin Amis ha visto la brutta morte di una persona cara, ma la nostra campagna per una modifica della legge non riguarda l’introduzione di ‘stand eutanasia’, né è in previsione uno ‘tsunami d’argento’".
Tre anni dopo, la ri-proposta di eutanasia prêt-à-porter è ancora qui. È evidente che il buon Amis ama ripetersi, non fosse altro per continuare a indossare la maschera del contestatore agnostico, del politicamente scorretto che tanto piace alla cultura mainstream, quella per cui essere belli e dannati e scomodi è tanto, ma proprio tanto, cool. E dove, anche per morire, ci vuole un drink in mano.