FRAMMENTI DI BELLEZZA

Artisti raccontano” “la ricerca dell’Assoluto

Concluso ieri sera un progetto dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Don Walter Insero (direttore): questo percorso “ha permesso di raggiungere, attraverso la comunicazione universale dell’arte, molte persone anche lontane dalla Chiesa”. Franca Valeri, ultima ospite, ricordando le parole di Papa Francesco, ha sollecitato i giovani a “seguire i valori, quelli evidenti dettati dall’intelligenza. L’importante è avere uno scopo, per il quale si è disposti anche a soffrire”

È stata l’attrice Franca Valeri a chiudere ieri sera, nella basilica romana di Santa Maria in Montesanto, il ciclo d’incontri "Frammenti di bellezza", il progetto che ha visto artisti di diverse discipline confrontarsi sul tema della ricerca dell’Assoluto. L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna artistica "Una porta verso l’infinito. L’uomo e l’assoluto nell’arte", promossa dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma in collaborazione con il Pontificio Consiglio della cultura.

Artisti in ricerca. "Il tutto nel frammento" è il tema scelto per la rassegna, giunta quest’anno alla seconda edizione. La frase del teologo von Balthasar vuole "esprimere la ricerca dell’universale, del tutto nel particolare". "L’idea fondamentale – spiega don Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma – è quella di indagare come l’arte può permettere di percepire il mistero e di esplorarlo, andando oltre se stessi". Protagonisti degli incontri, che da gennaio si sono susseguiti nella Chiesa degli artisti in piazza del Popolo a Roma, Jannis Kunellis per le arti figurative, Franco Battiato per la musica, Santiago Calatrava per l’architettura, Alessio Carbone per la danza, Dacia Maraini per la letteratura; Franca Valeri, infine, per il teatro. Incontri realizzati in occasione dell’Anno della fede, che permettessero agli artisti di "raccontare, attraverso il loro percorso umano e artistico, la ricerca dell’Assoluto". "Non si tratta di testimonianze di fede – chiarisce don Insero – ma di percorsi in cui si manifesta una ricerca". Luogo deputato alla rassegna, la basilica di Santa Maria in Montesanto, dal 1941, per volere di mons. Ennio Francia (1904-1995), sede della Messa degli Artisti. Una chiesa che, come ricorda don Insero, "ha sempre avuto un dialogo privilegiato col mondo degli artisti", e che oggi diventa "luogo d’incontro per credenti e non credenti che s’interrogano sulla ricerca della bellezza", che vuole "accogliere gli artisti e accompagnarli nella loro ricerca dell’Infinito". Sulla scia delle parole di Benedetto XVI che ha definito l’arte una "porta aperta verso l’Infinito", il progetto, ammette don Insero, "ha permesso di raggiungere, attraverso la comunicazione universale dell’arte, molte persone anche lontane dalla Chiesa".

L’arma della cultura. Ospite dell’ultimo incontro della rassegna "Frammenti di bellezza", l’attrice Franca Valeri. Nata a Milano nel 1920, esordisce a teatro nel 1948. Da subito in scena con Strehler, Missiroli, Tofano, l’attrice scopre la sua vocazione per il teatro comico unendosi alla coppia formata da Vittorio Caprioli e Alberto Bonucci. L’esordio a Parigi, con il trio così composto della Compagnia dei Gobbi, la porta presto al successo. La vocazione e la predisposizione all’ironia, che l’ha resa celebre con i personaggi della Sora Cecioni o della Signorina snob, la rende ancora oggi una delle più grandi caratteriste del teatro e del cinema italiano. "Ogni artista deve avere il coraggio di essere se stesso, e io ho sempre avuto la capacità di osservare il mondo con ironia", ha dichiarato l’attrice. Da 65 anni sulle scene, Franca Valeri parla del teatro come "uno dei più importanti mezzi di divulgazione", "parola mondiale" che "la spunta anche sul computer" perché "modo di colloquiare che non finirà mai". Sollecitata dalla domande di alcuni giovani presenti, Franca Valeri, ricordando l’invito di papa Francesco rivolto di recente ai giovani ad "avere coraggio" e ad "andare controcorrente", ha sollecitato le giovani generazioni a "seguire i valori, quelli evidenti dettati dall’intelligenza": "L’importante – ha incalzato l’attrice – è avere uno scopo, qualcosa che interessa più di tutto, per il quale si è disposti anche a soffrire, a dubitare". Di fronte alle tensioni e alle paure che accompagnano il nostro tempo, Franca Valeri ha commentato che "è stupido non sperare": "Io – ha ammesso l’attrice, nata in una famiglia mista ebraica e cattolica – sono una superstite: ho vissuto momenti terribili, la guerra e le leggi razziali. Ma ho sempre vissuto con la speranza che l’orrore che ci circondava sarebbe finito. Non ne ho mai dubitato, neanche per un secondo". "Oggi il pericolo è il consumismo assurdo – ha continuato – ma se ne può venire fuori se l’umanità ricorda che deve essere contenta di quello che è, l’uomo contento di essere uomo". Grande arma contro la crisi, la cultura, grazie alla quale, ha detto l’attrice, "posso ricordarmi delle cose grandiose che hanno fatto i miei simili": "La cultura è una grande preservazione".