LA CAMPAGNA ''UNO DI NOI''

Non manipolare l’uomo è dovere di tutti” “

Anche “Alleanza Cattolica” è impegnata nella raccolta delle firme, nella consapevolezza, ribadita da Alfredo Mantovano, che “lo sforzo più efficace mi sembra quello di una presenza culturale e nelle piazze”

Un’altra voce si leva in favore di "Uno di Noi", la campagna europea di tutela dell’embrione umano: è quella di Alfredo Mantovano, parlamentare per varie legislature, e animatore dell’associazione "Alleanza Cattolica" (www.alleanzacattolica.org). Si tratta di un gruppo di cattolici che si propone la diffusione della dottrina sociale della Chiesa, al cui interno rientra la difesa della vita, dal suo sorgere fino al tramonto naturale. Il Sir lo ha intervistato.

Che riscontro avete, nelle vostre iniziative culturali e spirituali in giro per l’Italia, di come e quanto oggi la vita sia compresa e "difesa"?
"Trentacinque anni di aborto ‘legale’ e finanziato dallo Stato e dalle Regioni non passano invano: da tempo la vicenda abortiva, pur non perdendo la dimensione di dramma intimo che interessa in prevalenza (ma non esclusivamente) la donna, ha preso una china di preoccupante banalizzazione: ancora più accentuata dalla diffusione di composti chimici come la Ru486 (rifiuto la qualifica di ‘farmaco’ per prodotti che provocano la morte), che sembrano ridurre il tutto a qualcosa di semplice e veloce, e quindi poco importante. La convinzione, ribadita costantemente dai media, che il quadro normativo in materia di aborto è immodificabile, e che anzi può essere ulteriormente esteso, per esempio traducendo in norme le prassi amministrative persecutorie verso i medici obiettori, è propria di una buona parte della rappresentanza politica, nazionale e territoriale. Tutto questo, però, non va preso come un dato di fatto ineluttabile, bensì come una difficoltà da tenere in considerazione".

Il magistero dei Papi e dei vescovi da sempre insiste sull’unità dei credenti attorno ai valori cosiddetti "non negoziabili". In campo cattolico le sembra che le idee siano abbastanza chiare in materia?
"Il mondo cattolico italiano non è un blocco monolitico: è una realtà varia e diversificata, con sensibilità differenti. Se per rispondere alla sua domanda si dovesse fare riferimento soltanto al magistero pontificio ed episcopale, essa sarebbe incontestabilmente affermativa: nei documenti ecclesiali che da decenni trattano la questione non c’è dubbio sulla identificazione dei principi che Benedetto XVI ha qualificato ‘non negoziabili’. Proprio sulla scia del Magistero, e in particolare di quello degli ultimi Papi, lo sforzo che compete a ogni persona di buona volontà e di buon senso è segnalare la ragionevolezza di ciò che è ‘non negoziabile’".

L’obiezione che viene dal mondo laicista è che i cattolici in questo modo tendono a imporre la loro etica a tutti. Che ne pensa?
"Questa categoria del ‘non negoziabile’ non deriva dall’imposizione, dal dogma o da una affermazione di fede, ma dall’adesione attenta alla realtà, dalla constatazione di ciò che è proprio dell’uomo. A ben rifletterci, i principi ‘non negoziabili’ interessano chiunque, a prescindere dalla confessione religiosa: che l’embrione sia un essere umano non lo ricavo per fede dal Catechismo, ma lo vedo con i miei occhi attraverso l’ecografo. La maturità che i cattolici sono chiamati a dimostrare va alimentata dallo studio e dal costante aggiornamento e va sperimentata sollecitando il confronto con chi la pensa diversamente".

È pensabile una partecipazione aperta e propositiva di politici e parlamentari di tutti gli schieramenti a sostegno della campagna "Uno di Noi"?
"Sulla scorta dell’esperienza delle Legislature trascorse, la partecipazione va sollecitata al di là della dichiarata appartenenza cattolica, per il motivo che indicavo in precedenza. Da chi si richiama a una posizione di fede ci si attende un impegno attivo: il lavoro che ha condotto all’elaborazione e all’approvazione della legge sulla fecondazione artificiale, all’inizio del 2004, e quindi alla sua difesa referendaria, e poi ancora all’appoggio di una parte della politica al Family day del 2007, è stato aperto a tutti, ma ha visto in prima linea i parlamentari cattolici. Tuttavia, non ci si deve illudere che la presenza di una pattuglia di generosi e bene impostati deputati e senatori sia sufficiente a rilanciare la promozione della vita".

Quale, a suo avviso, la strada migliore per promuovere la vita?
"Lo sforzo più efficace mi sembra quello di una presenza culturale e nelle piazze: come la mobilitazione del Family day ha bloccato la costruzione normativa di un nuovo istituto paramatrimoniale quale era quello dei ‘dico’, così oggi solo la proposizione in ogni ambiente dei punti-chiave su vita e famiglia può garantire dall’aggressione laicista".

Come si impegnerà "Alleanza Cattolica" per la raccolta di firme per "Uno di Noi"?
"La raccolta delle firme è un mezzo perché i popoli europei facciano sentire la loro voce su una questione che coinvolge ogni donna e ogni uomo. Ci crediamo molto perché, in un momento in cui la propaganda e la pratica dell’eutanasia diventano sempre più diffuse ed esplicite, la sperimentazione sugli embrioni è praticata in tanti Stati dell’Ue, e si arriva a teorizzare l’infanticidio nei primi giorni dopo la nascita, per ragioni analoghe a quelle che permettono di abortire, richiamare alla assoluta non manipolabilità dell’uomo, è compito essenziale per chiunque abbia a cuore le sorti della civiltà".