INCIDENTE PORTO GENOVA

Il dolore di tutta la città

Il cardinale Angelo Bagnasco: “Profondo cordoglio, solidarietà e vicinanza ai familiari delle persone coinvolte”. Cordoglio per le vittime e solidarietà ai familiari e ai lavoratori portuali vengono espressi anche dalle autorità civili e dai responsabili diocesani dell’Apostolato del mare. Domani, giornata di lutto cittadino, l’arcivescovo e il clero pregheranno per la tragedia avvenuta, al Santuario di Nostra Signora della Guardia

Sette morti, quattro feriti e due dispersi: è il bilancio al momento della tragedia avvenuta ieri sera nel porto di Genova. Intorno alle ore 23 la nave portacontainer Jolly Nero della Compagnia Ignazio Messina – messa ora sotto sequestro – ha urtato il molo durante le operazioni per uscire dal porto, provocando il crollo della torre di controllo dei piloti. Tre delle vittime non sono ancora state identificate. I lavoratori dello scalo hanno interrotto il lavoro. Numerosi gli attestati di solidarietà dal mondo della politica, del lavoro e della Chiesa.

Profondo cordoglio. "Profondo cordoglio, solidarietà e vicinanza ai familiari delle persone coinvolte". Li ha espressi il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo del capoluogo ligure, venuto a conoscenza del tragico incidente. Il cardinale, si legge in una nota diffusa dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, "insieme ai fedeli tutti e ai sacerdoti della diocesi prega il Signore per tutte le vittime". La diocesi ha inoltre informato che "domani, giovedì 9 maggio, al Santuario di Nostra Signora della Guardia, in occasione della già programmata giornata della santificazione sacerdotale, il cardinale arcivescovo e il clero riunito pregheranno per la tragedia avvenuta".

Maria con i suoi figli. "Solidarietà e vicinanza alle vittime e alle loro famiglie per l’immane tragedia che ha colpito il porto di Genova, la città e il mondo marittimo italiano", è stata espressa anche da Massimo Franzi, diacono responsabile della "Stella Maris Genova" e presidente della Federazione nazionale "Stella Maris". Franzi, ricordando che "sulla Torre era stata ricollocata la statua di Maria Regina di Genova, ritrovata nei fondali del porto dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale", sottolinea: "Ancora una volta, Maria Santissima è scesa in mare con i suoi figli per condividerne le sorti". Il diacono ricorda anche che "il direttore nazionale dell’Apostolato del mare e il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti al quale l’Apostolato del mare mondiale fa capo, hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza alla città". Domani pomeriggio, alle 18.30, nella sede della "Stella Maris" di Genova, verrà celebrata una Messa "per invocare dal Signore il conforto per tutti".

La forza della fede. Tutta la Chiesa genovese in queste ore si sta stringendo attorno a quanti sono stati colpiti direttamente dalla tragedia. "Siamo vicini agli uomini e ai loro familiari con tutto il cuore perché tragedie come queste ci toccano da vicino come uomini e come sacerdoti", afferma monsignor Giovanni Denegri, primo cappellano militare di Genova, che si è subito recato al porto dopo la tragedia. Anche monsignor Luigi Molinari, responsabile dei cappellani del lavoro della diocesi di Genova, esprime "vicinanza e una grandissima solidarietà alle vittime, alle famiglie, alle aziende coinvolte e alle istituzioni", anche perché "le persone coinvolte le conosciamo tutte personalmente per rapporto di lavoro e di fiducia. Preghiamo per loro e per le loro famiglie". Di un "fatto che ci addolora tantissimo perché ha coinvolto i nostri ragazzi", ha parlato il comandante Giambattista Ponzetto, ufficiale della Capitaneria di porto (Genova). "Si tratta di un grave lutto per tutti noi – ha aggiunto – e il nostro corpo deve affrontare questa difficoltà con la forza dello spirito e, per chi crede, con la forza della fede". Il sindaco di Genova, Marco Doria, ha proclamato il lutto cittadino per il 9 maggio.

a cura di Adriano Torti (Genova)