IL SANTO TAUMATURGO
Promotore dell’importante appuntamento religioso è il patriarcato di Mosca, presente stabilmente in città dal 1999, attraverso il rappresentante del patriarca Kirill, padre Andrej Boytsov, rettore e custode della Chiesa russa. Per i baresi e per i domenicani che custodiscono la basilica, chiamati qui dalla Santa Sede nel 1951, significa avere la possibilità di essere un ponte verso l’Oriente
Prima di attraversare il portone bronzeo della basilica di san Nicola a Bari baciano le lesene che incorniciano l’ingresso, entrano e s’inchinano prima di farsi il segno della Croce. È uno dei riti dei circa quattromila fedeli ortodossi accorsi, il 18 dicembre a Bari, per la festività del santo Nicola Taumaturgo secondo il calendario Giuliano. Provenienti, per lo più, da Russia, Ucraina, Georgia, Estonia e Moldavia hanno iniziato il loro programma liturgico, recitando i vespri, nel pomeriggio di mercoledì nell’altro luogo d’incontro tra cattolici e ortodossi, sia greci sia russi: la Chiesa russa di Bari. Promotore dell’importante appuntamento religioso barese è il patriarcato di Mosca, presente stabilmente in città dal 1999, attraverso il rappresentante del patriarca Kirill I, padre Andrej Boytsov, rettore e custode della Chiesa russa.
San Nicola, il santo di tutti. È entrato in tutte le culture, basti solo pensare a Babbo Natale, Santa Klaus. San Nicola è davvero uno dei Santi più venerati nella cristianità, uno dei Santi più "antichi" della Chiesa. I russi, in particolare, sono legati tanto alla sua figura quanto alle reliquie custodite nella basilica di Bari. Si prostrano davanti all’altare della cripta per venerare i suoi resti. "Questo pellegrinaggio – spiega padre Vladimiro, uno dei frati dell’ordine dei predicatori domenicani a Bari – si è intensificato dopo la caduta del muro di Berlino, per cui i russi festeggiano, insieme ad altre Chiese slave, non solo la data del 6 dicembre, ma anche il giorno della traslazione, il 9 maggio". E così, di anno in anno, s’intensifica questo movimento, i pellegrini popolano la chiesa, la rivestono di loro icone. Non hanno la possibilità di porre un’iconostasi ma, in queste occasioni, posizionano le due icone più importanti per loro, quelle a cui ci si rivolge durante la liturgia: Gesù e la Madonna a destra del Signore Gesù. "Nicola – prosegue padre Vladimiro – è davvero un Santo che ricorda l’unità apostolica. Egli è uno dei padri della Chiesa in quanto presente al Concilio di Nicea. E la speranza è che questo essere vicini a Bari, possa trovare in Nicola un legame affettivo, un segno che è in relazione con ciascuno di questi fedeli, russi e italiani. Lui può da padre nostro, padre pastore di tutti, essere un segno di unità che un giorno potrebbe essere sacramentale intorno al sacrificio di Cristo gradito a Dio".
Bari e Nicola ponte con l’Oriente. Il capoluogo pugliese, in questi giorni, si trasforma letteralmente in una terra russa. Per Bari e per i domenicani che custodiscono la basilica, chiamati qui dalla Santa Sede nel 1951, significa avere la possibilità di essere un ponte verso l’Oriente. Bari è stata sempre tappa di pellegrinaggio verso Gerusalemme. Numerose sono le storie e le leggende che gravitano attorno a Bari, san Nicola e del santuario a lui intitolato. Oggi resta un punto di snodo importante poiché rimane uno dei luoghi religiosi più rilevanti del Mediterraneo. L’invasione dei pellegrini di questi giorni ne è infatti la riprova. Bari e Nicola sono fisicamente e religiosamente connotati e legati all’Oriente, e nessuno può negarlo. L’unità e l’unione con la realtà ortodossa hanno tanto in comune con noi anche dal punto di vista liturgico. Ci sono tantissimi modi di approcciarsi al mistero cristiano, infatti, che dichiarano la comune radice apostolica di queste Chiese, tanto quella cattolica quanto quella ortodossa. Un canto della tradizione barese, scritto dal canonico della basilica di san Nicola, Francesco Saverio Abbrescia, recita: "Tu, felice Bari, perché per tutti i popoli custodisci le sue reliquie, a Bari vengono devote le genti stranier. O sole di Licia, decoro di Bari, Signore dei mari, conforto a virtù".