MARCIA DELLA PACE

A Campobasso ” “nel segno ” “della fraternità” “

L’ arcivescovo della diocesi molisana, Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione lavoro, giustizia e pace della Cei alla presentazione dell’appuntamento previsto per la sera del 31 dicembre: “Bisogna far capire che la guerra è terribilmente disumana ed è una pazzia pensare che possa risolvere i problemi. La guerra non è mai né giusta né legittima, è sempre crudele e senza risposte”” “

Un passaggio di anno all’insegna dell’austerità e della fraternità, con gesti simbolici come la visita alla mensa dei poveri, al carcere, all’università, ai luoghi ecumenici. E la promessa di un messaggio di Papa Francesco da leggere nell’omelia. Così si presenta la 46ma edizione della Marcia nazionale per la pace che quest’anno si svolgerà il 31 dicembre a Campobasso, Città della pace per il 2014, organizzata congiuntamente da Cei, Pax Christi, Caritas italiana, Azione cattolica italiana, centrata sul tema del Messaggio per la Giornata mondiale della pace di Papa Francesco "Fraternità, fondamento e via per la pace". Testimoni d’eccezione saranno il giornalista de "La Stampa" Domenico Quirico, sequestrato in Siria; Agostino Burberi, allievo di don Milani; don Franco Esposito, cappellano del carcere di Poggioreale di Napoli. È prevista la partecipazione di un migliaio di persone. Il percorso partirà alle 16.30 dalla chiesa di San Giuseppe Artigiano, arriverà alla mensa Caritas (inaugurata per l’occasione), quindi all’aula magna dell’Università degli studi del Molise, per l’incontro con gli ospiti e un momento musicale. I partecipanti faranno poi un momento di preghiera e riflessione al carcere di Campobasso, sosteranno davanti al Municipio, quindi a S.Antonio Abate, luogo ecumenico delle diverse culture. La Marcia si concluderà con la messa in cattedrale alle 22.30 (in diretta su Tv2000), con scambio di auguri equo-solidali a mezzanotte. "Campobasso ospiterà la marcia la sera del 31 dicembre – così la presenta in una lettera l’arcivescovo monsignor Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione lavoro, giustizia e pace della Cei -, con quel sapore di secca contestazione che vuol trasformare un veglione spendereccio in un’austera marcia di speranza". Un messaggio forte. "Può sembrare un momento ripetuto che con gli anni perde efficacia – ha detto oggi durante la presentazione a Roma monsignor Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei -. In realtà la Marcia vuole dare un messaggio forte, attraverso il digiuno e la testimonianza dello spirito di fraternità". La presenza del giornalista rapito in Siria, ad esempio, "sarà l’occasione per parlare di conflitti che si consumano nell’indifferenza generale". Mentre la testimonianza dell’allievo di don Milani "vuole ricordare la straordinaria esperienza della scuola di Barbiana". Il segretario nazionale dell’Azione cattolica Luigi Borgiani ha fatto presente invece il carattere itinerante della Marcia, che ogni anno viene organizzata in una città diversa, "per coinvolgere la popolazione e gettare semi di pace che poi frutteranno". Già dall’inizio di dicembre sono partite infatti numerose iniziative che proseguiranno per tutto il 2014 (www.diocesicampobassobojano.it): incontri, recital, concerti, fino al convegno nazionale di Pax Christi che si terrà dal 29 al 31 dicembre nell’Auditorium S.Pietro Celestino V. Si cercherà di coinvolgere anche le diocesi delle regioni limitrofe. "Bisogna far capire che la guerra è terribilmente disumana – ha affermato oggi monsignor Bregantini – ed è una pazzia pensare possa risolvere i problemi. La guerra non è mai né giusta né legittima, è sempre crudele e senza risposte". L’arcivescovo di Campobasso ha citato la forza della preghiera dell’iniziativa di Papa Francesco per la Siria il 7 settembre, che ha scongiurato "i missili già orientati su Damasco", come nel 1963 fece Giovanni XXIII con i missili americani già pronti a colpire Cuba. Mons. Bregantini ha incontrato oggi il Papa, al quale ha consegnato la locandina della Marcia della Pace. "In Segreteria di Stato ci hanno promesso che per il 31 dicembre avremo una sua omelia", ha confidato. L’attualità. Rispondendo poi alle domande dei giornalisti mons. Bregantini ha toccato vari temi di attualità, dalla Marcia di Forconi in corso a Piazza del Popolo a Roma al nuovo stile di Papa Francesco. La Marcia dei Forconi, ha detto, è "un campanello d’allarme terribile" da "non sottovalutare né ridicolizzare", una iniziativa che "va capita nel suo dramma", "accolta nelle sue domande e nel vuoto". "Un vuoto che deve essere riempito da una politica saggia, che non può più essere dichiarativa ma effettiva altrimenti il problema diventa esplosivo". Mons. Bregantini ha commentato poi le immagini passate in tv che denunciano le condizioni disumane nel centro per migranti a Lampedusa: "È un video tristissimo che non documenta solo la violenza dei singoli ma il fatto che le strutture siano inadeguate. Se facciamo un paragone con gli arrivi di centinaia di migliaia di profughi in Libano, in Africa, da noi sono pochissimi. Ma non siamo in grado di gestirli". "La vergogna e allo stesso tempo la violenza – ha sottolineato -, è quella di uno Stato che non sa adeguarsi" all’emergenza immigrati. Ha poi espresso soddisfazione per il provvedimento sulle carceri approvato ieri: "Dopo i suicidi, dopo la lettera di Napolitano – ha detto – finalmente si è arrivati al superamento di certe barriere e a comprendere che il lavoro è la grande realtà che permette anche ai carcerati di darsi e dare dignità". Poi, rispondendo ad una domanda sul Papa: "Ha uno stile tutto suo. A noi vescovi ha dato oggi un ascolto abbastanza rapido rispetto ai malati, con cui si è soffermato moltissimo. Il Santo Padre è talmente bravo, ha una tale velocità, una tale capacità innovativa che tutti siamo ansimanti nello stargli dietro. C’è il rischio che sia considerato bello, eroico e santo ma rimanga solo. Che sia ammirato, applaudito ma poco imitato".