DOPO 4 SETTIMANE
Andriy Zelinskij è un giovane gesuita: sta facendo il suo PhD in Scienze politiche all’Università Nazionale di “Kyiv-Mohyla Academia”. Vive a Kiev ed è stato tra i manifestanti . Le sue parole: “La piazza chiede le dimissioni del presidente della Repubblica e del governo e di indire nuove elezioni. Ma non si vede come tutto ciò si potrebbe realizzare. Manca una visione comune. Manca una leadership”
Ancora una domenica ‘europeista’ a Kiev, la quarta da quando – sotto le pressioni di Mosca – il governo ha annunciato il congelamento di un accordo di associazione con l’Ue. In Maidan Nezalezhnosti, la piazza Indipendenza nel cuore della capitale ucraina, si sono riversati circa 200mila manifestanti pro-Ue. Con un ospite d’eccezione: il repubblicano John McCain, arrivato a portare la solidarietà degli Stati Uniti. Una simile mobilitazione con bandiere ucraine e vessilli europei non accadeva da nove anni, da quando cioè piazza Maidan divenne simbolo della Rivoluzione arancione filo-occidentale. Proprio in questi giorni a Mosca c’è stato l’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Victor Yanukovych e il Primo Ministro Mykola Azarov al termine del quale Mosca concederà a Kiev 15 miliardi di dollari prelevandoli dal proprio fondo di benessere nazionale e investendoli in titoli di Stato ucraini. Andriy Zelinskij è un giovane gesuita: sta facendo il suo PhD in Scienze politiche all’Università Nazionale di " Kyiv-Mohyla Academia". Vive a Kiev ed è stato tra i manifestanti. Quattro settimane di manifestazioni. Risulta difficile agli europei capire così tanta passione per l’Europa. Cosa spinge gli ucraini a scendere in piazza? " La speranza. Che cosa si aspettano gli ucraini dall’Europa? Direi che si aspettano la speranza. Non è facile stare quattro settimane in piazza a manifestare con una temperatura sotto zero e se lo si fa, è perché la gente sente che vale la pena di lottare per la speranza. È significativo che a dare il via alla manifestazione siano stati proprio i giovani e gli studenti che per primi sono scesi il 21 novembre in piazza Maidan. Sono stati loro i primi a reagire perché in gioco c’era la costruzione di un futuro nuovo". In quale situazione economica e sociale si trova oggi l’Ucraina?" Il problema è complesso. Il paese è vittima di una serie di questioni irrisolte. Prima di tutto è in gioco uno stato misero della nostra economia. I soldi non ci sono. E il 20 novembre c’è stato l’incontro del capo di governo con una delegazione del Fondo monetario internazionale che ha rifiutato un prestito tanto atteso, obbligando il governo a trovare i soldi da qualche altra parte". E così è subentrata la Russia." La difficile situazione economia, il buco delle finanze, il rifiuto del Fondo monetario internazionale di un prestito: tutto ciò ha inevitabilmente provocato un movimento verso la Russia. L’economia dell’Ucraina dipende molto dai mercati russi e proprio questo è un aspetto del problema. La metà della nostra élite economica, trova mercato in Russia. Ma non sono soltanto i mercati russi ad interessare l’élite economica ucraina. È anche l’Ucraina ad interessare la Russia del presidente Vladimir Putin. Il Paese si trova quindi a diventare oggetto conteso nel gioco geopolitico tra Russia e Unione Europea supportata da Stati Uniti". Ma l’Ucraina è in grado di entrare nel mercato europeo?" Per euro-integrazione, noi intendiamo la modernizzazione della nostra economia. E questo sarebbe molto importante per il Paese: è da 22 anni e cioè dall’indipendenza dall’Ucraina dal regime sovietico che l’economia del Paese sta vivendo una fase di stagnazione. Il potere politico che in questi anni è andato al governo, ha mancato di fare le riforme necessarie per paura di perdere il sostegno dell’elettorato. E l’Unione europea è stata molto chiara: bisogna dare il via a riforme concrete in economia. O si scelgono le riforme o rimaniamo in una situazione stagnante, senza sviluppo futuro". Quali ricadute ha avuto questa situazione sulla gente?" Era stato promesso un orientamento verso l’Unione Europea e poi con una decisione del tutto inaspettata il governo nel giro di due giorni ha cambiato il corso della politica internazionale. La gente ha percepito questo atteggiamento come una speranza rubata, come un colpo alla democrazia. Se a tutto questo si aggiungono corruzione, bisogno di modernizzazione economica, desiderio di avere un futuro, allora ci capisce perché la gente è scesa in piazza". E ora come pensa che evolverà la situazione?" Ciò che chiede la gente della piazza sono le dimissioni del presidente della Repubblica e del governo e quindi chiede di indire nuove elezioni per votare parlamento e presidente. Ma non si vede come tutto ciò si potrebbe realizzare. Comunque un primo risultato è stato ottenuto: la piazza di Maidan ha chiaramente fatto capire che da oggi in poi nessun governo potrà andare facilmente andare verso l’area russa e non prestare attenzione alla prospettiva dell’integrazione europea. La grande sfida è quella di dare alla protesta una organizzazione istituzionalizzata". Chi darà voce politica ai giovani di Maidan? " Questa è la domanda più grande che la gente sulla piazza si sta facendo in queste ore. Manca una visione comune. Manca una leadership".