LA CACCIA AI GIORNALISTI
Non c’è dubbio: i comici televisivi sono abituati agli applausi incondizionati (anche quelli registrati, non fa differenza…). Ma soffrono maledettamente il dissenso. Pensate al povero Maurizio Crozza, paralizzato sul palco di Sanremo da una contestazione isolata del pubblico. Roba da comici televisivi, perché uno come Lino Banfi, cresciuto sulle tavole dell’avanspettacolo e abituato alle gazzarre del pubblico e ai lanci di insalata marcia, certamente avrebbe messo a zittire la contestazione. Magari con una battutaccia in un pugliese storpiato.Il Grillo parlante, il comico prestato alla politica italiana, anche lui drogato dagli applausi, si è offeso con i giornalisti e ha lanciato la caccia al giornalista cattivo, reo di criticare il suo Movimento adorante. Inutile evocare riflessi da protofascismo, meglio sorriderci su.Il Grillo di oggi ricorda l’indimenticabile Nerone di Petrolini. Quello del dialogo serrato con il popolo romano.Nerone: Roma risorgerà più bella e più superba che pria!Il popolo: Bravo!Nerone: Grazie!E poi una serie infinita e serrata di "bravo" e "grazie". Anche con una inversione di ruoli e battute fra Nerone e il pubblico che la dice lunga sul rapporto fra popolo e leader…Sappiamo tutti com’è andata a finire: Nerone bruciò Roma. Grillo brucerà l’Italia?