GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

L’attualità politica italiana, la tragedia di Prato, gli insulti dei piccoli tifosi juventini allo stadio domenica scorsa, lo stile e i gesti di Papa Francesco, la cronaca e la vita delle diocesi: gli editoriali delle testate cattoliche

L’attualità politica italiana, la tragedia di Prato, gli insulti dei piccoli tifosi juventini allo stadio domenica scorsa, lo stile e i gesti di Papa Francesco, la cronaca, la vita delle diocesi… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

L’attualità politica italiana. “Il vero costo di un figlio”; “Furbi e furbetti”; “La sfida per salvare l’Italia”; “Ultima prova di maturità per il Pd”. Sono alcuni dei titoli dei settimanali che ben sintetizzano l’attualità politica italiana, concentrata sul nuovo Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), varato dal Consiglio dei ministri, e sul futuro del Partito democratico con l’elezione domenica 8 dicembre del segretario nazionale. A proposito del nuovo Isee, ovvero “lo strumento che misura la situazione economica delle famiglie per regolare l’accesso ai servizi e alle prestazioni sociali agevolate”, Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), ricorda che “la prima misura di giustizia rimane quella di riconoscere il vero costo dei nostri figli e il vero, straordinario contributo che le famiglie danno alla società. Speriamo che prima o poi anche il governo se ne accorga”. Per Ettore De Faveri, direttore della Valsusa (Susa), è una “cosa ottima” che il “governo riveda l’Isee alla caccia dei falsi poveri”. Ma, prosegue, “per i veri poveri cosa fa lo Stato?”. Per questo, osserva Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), “sarebbe ora di smettere di discutere sempre delle diverse collocazioni dei nostri politici all’interno dei loro ‘orti politici’ per allargare lo spazio e coinvolgersi, con occhio attento, nelle sofferenze spesso silenziose della quotidianità”. Purtroppo, annota Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), bisogna registrare un dato di fondo: “Il nostro Paese rischia di essere fondato sulla disonesta furbizia diffusa”, mentre “un Paese, che ha consapevolezza reciproca del bene comune, si fonda sulla virtù diffusa”. Da qui l’invito di Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), a “rammentare che è necessario agire sempre, soprattutto in politica, con uno stile e una sobrietà supplementari”. Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), si occupa invece delle primarie del Pd. “Domenica 8 dicembre – scrive Sini -, dopo lo spoglio delle schede delle elezioni per le primarie, il Pd incoronerà un nuovo segretario per il comando. Matteo Renzi, giovane sindaco di Firenze e volto noto a tutti gli italiani, si prepara a essere il numero uno del partito”. L’8 dicembre, aggiunge l’Eco del Chisone (Pinerolo), “segnerà un punto di non ritorno: o il Partito democratico darà prova di essere coesa forza di governo, o si disintegrerà in assenza dell’unico collante che lo ha tenuto insieme, ovvero l’antiberlusconismo”.

La tragedia di Prato. I settimanali diocesani dedicano ampi spazi alla tragedia di Prato, dove domenica scorsa (1° dicembre) un rogo nella fabbrica-dormitorio cinese al Macrolotto, alla periferia della città, ha provocato “un’ecatombe”: 7 morti e diversi feriti. “Di fronte a questa ennesima tragedia dell’immigrazione – afferma Luigi Lamma, direttore di Notizie (Carpi) – la reazione deve essere forte e unanime, se no da spettatori si diventa complici. (…) Solo così tragedie come quella di Prato e altre situazioni di sfruttamento potranno essere prevenute ancor prima che represse”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), riflette: “Occorrevano proprio queste sette morti per risvegliare le coscienze? Ricordiamo la ‘guerra’ di Rosarno di tre anni fa. Il lavoro degli immigrati se non è ‘governato’ dalla legge, prima o poi genera violenza e morte”. Un discorso, questo – secondo Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia) -, da allargare alla “cosiddetta libertà del mercato senza regole e senza controlli”: “Che, si voglia o no, questa finisce col diventare la libertà dell’egoismo, del tornaconto, dell’interesse, del profitto. Naturalmente a scapito di coloro che non hanno forza sufficiente per opporsi al sopruso, non hanno voce per farsi sentire da coloro che hanno in mano le chiavi del potere economico”. Secondo Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), “c’è un perverso intreccio tra inadeguatezza di scelte politiche, inefficacia dei controlli, interessi locali e sfrontatezza straniera che alla fine si ritorce – come s’è visto – ai danni dei miseri operai, costretti a lavorare proprio come schiavi. L’intreccio perverso si amplifica e si consolida con le scelte nazionali e internazionali legate agli aspetti peggiori della globalizzazione”. La vicenda di Prato, dice Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), “getta una luce sinistra su molti aspetti dell’immigrazione nel nostro Paese e ci sveglia dall’idea ingenua che basti solo un po’ di spirito di accoglienza per far funzionare bene i flussi migratori”. Per questo, sottolinea Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), “è ora di dire basta ai cuori che restano insensibili rispetto a un dramma infinito: gente che s’imbarca verso le nostre terre, a ritmo costante, traghettatori senza scrupoli, disattenzione e distacco da parte delle popolazioni europee e soprattutto dai governi che continuano a giocare su numeri per governare, spread, bilanci e poltrone”.

Piccoli tifosi, grandi insulti. Al centro degli editoriali dei giornali Fisc anche l’iniziativa della Juventus di aprire, domenica scorsa (1° dicembre), le curve chiuse per i cori razzisti ai piccoli tifosi. Peccato che questi hanno emulato i più grandi negli insulti alla squadra avversaria, provocando una multa di 5mila euro alla Juventus. “La multa – commenta Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina) – è veramente ridicola e ipocrita. Cosa si vuol moralizzare se la volgarità è diventata la bandiera degli italiani? Probabilmente questi piccoli tifosi sono i figli di quelli che frequentano le curve degli stadi, che probabilmente saranno pure orgogliosi che i loro pargoli ne hanno seguito l’esempio. Altro che emergenza educativa! Qui siamo alla catastrofe”. Per Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), “andrebbe recuperato il senso delle parole, che non sono scatole vuote, ma contengono concetti, idee, pensieri. Non è solo forma, ma stile. Che è qualcosa di più. Un insulto gratuito, per quanto goliardico e scherzoso, non sempre è innocente. E il fatto che venga utilizzato durante una gara sportiva non può essere un alibi”.

Papa Francesco. Lo stile e i gesti di Papa Francesco continuano a tenere desta l’attenzione delle testate diocesane, impegnate questa settimana, in modo particolare, nella presentazione e nell’analisi della recente esortazione apostolica “Evangelii gaudium”. Questo documento, scrive Giovanni Barbieri, vicedirettore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), “sta scuotendo la tranquillità di chi si adagia su un annuncio del Vangelo ancorato alla pura e semplice tradizione, senza tener conto dei cambiamenti in atto nel mondo contemporaneo”. L’esortazione apostolica, sintetizza Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), “ha il tono familiare della lettera, quindi è molto accessibile, il linguaggio molto semplice, diretto, immediato: non c’è il ‘plurale maiestatis’, né la ricerca di citazioni dotte. (…) Papa Francesco insiste sulla gioia e sull’ottimismo: il Vangelo è vita e gioia, non un insieme di precetti”. Cammino (Siracusa) ospita una riflessione di monsignor Giuseppe Greco, direttore della Biblioteca “Alagoniana” della diocesi siciliana, per il quale ci sono dieci “parole-chiave” nel documento: “Gioia, evangelizzazione, misericordia, apertura, accoglienza, tenerezza, condivisione, dialogo, coraggio, promozione umana”. Nel testo, concorda la Guida (Cuneo), “c’è una parola che torna spesso ed è ‘gioia’, già esplicita nel titolo”. Toscana Oggi (settimanale regionale) pubblica il comunicato con cui i vescovi toscani esprimono la propria gratitudine al Papa per il dono dell’esortazione che “sarà oggetto di attenta considerazione”. Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), riporta una sintesi dell’intervento di padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, all’assemblea elettiva della Fisc (Roma, 28-30 novembre). In quell’occasione, “padre Lombardi – riferisce Sedioli – ha raccontato ai giornalisti questi primi otto mesi di Papa Bergoglio citando episodi che la dicono lunga sullo stile e sulle priorità che il Papa indica alla Chiesa”. Come ad esempio, il fatto che “nell’incontro con i fedeli, dopo aver salutato i vescovi presenti, si porta immediatamente nel settore dove sono gli ammalati e i disabili, li saluta uno a uno, senza fretta, dedicando loro tutto il tempo necessario”. Dell’incontro con padre Lombardi parla pure Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), che cita quanto affermato dal portavoce vaticano circa le resistenze all’opera del Papa: “Il consenso è sempre alto e anche il suo prestigio di fronte alle potenze del mondo è in crescita, nonostante non rimanga in silenzio di fronte a situazioni dolorose come la guerra in Siria e le disuguaglianze sociali in questo tempo crisi”.

Cronaca. Sui giornali diocesani spazio ai principali fatti di cronaca. In tanti commentano la graduatoria del “Sole 24 Ore” sulla qualità della vita nelle provincie italiane. Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), riferisce che “quest’anno siamo al 17° posto. In qualcosa però siamo primi, cioè nel settore della popolazione, dove si tiene conto di densità demografica, tasso migratorio, coppie in crisi (divorzi e separazioni), giovani (da 0 a 29 anni), investimenti in formazione (laureati ogni mille giovani dai 25 ai 30 anni) e stranieri regolari rispetto al totale della popolazione”. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) fa sapere che “la provincia si conferma posizionata oltre la metà della classifica: al 60° posto. Complessivamente, dunque, resta collocata nell’area della mediocrità, in ‘buona compagnia’ di quasi tutte le altre province piemontesi”. Come, ad esempio, Biella che – si legge sul Biellese – “perde 8 posizioni. Eravamo a metà classifica nel 2012 e ora scendiamo al 62° posto. Siamo penultimi in Piemonte, ci segue solo Novara. Tra i problemi più sentiti emerge quello della sicurezza”. Angelo Zema, direttore di Romasette.it, torna a occuparsi della vicenda delle “baby-prostitute” denunciando, ancora una volta, “il virus dell’afasia educativa” che “ha già contagiato tanto”. Marco Piras, direttore dell’Arborense (Oristano), riporta la delusione di “oltre 130 enti sardi, di cui molte piccole cooperative e imprese non-profit”, che a causa dei “ritardi causati dalla Pubblica amministrazione” sono “in una situazione di emergenza lavorativa”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) propone una riflessione sulle cooperative, “mentre ci si avvia verso il sesto anno di crisi”. Pare, si legge nell’editoriale, di “essere giunti a un punto di svolta. A quel momento in cui, se non si va alla ricerca di strade nuove, se non si mettono in atto cambiamenti forti, il rischio per il territorio imolese diventa perdere un patrimonio economico e sociale insostituibile”. Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), si occupa “dell’indignazione della gente” per il caos del pagamento della Tares (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi). “La conseguenza – annota Bardaglio – è la pressione che sale e un tappo che ho l’impressione possa saltare alla prima occasione buona”. Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), tematizza invece “il futuro dei giornali” con l’interrogativo: “Carta stampata, sì o no?”. Per ora, risponde, “analizziamo la situazione: anche dal nostro osservatorio – un piccolo giornale di 92 anni – il domani della comunicazione appare ibrido e incerto. Ma siamo certi che, continuando a dialogare con il lettore, a fargli amare il territorio e soprattutto a fargli cogliere l’essenza del messaggio cristiano, il giornale potrà ancora godere di un lungo (spero affascinante) periodo di presenza”.

La vita delle diocesi. Non manca, infine, negli editoriali l’attualità ecclesiale. Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), si sofferma sul tempo d’Avvento, iniziato domenica 1° dicembre. “Questo – scrive Zanotti – è il tempo propizio per un po’ di silenzio e di raccoglimento. Sostiamo, ogni tanto. Non corriamo sempre. Il Signore ci aspetta, nel tabernacolo, in famiglia, nel vicino di casa che non salutiamo, nel mendicante che incontriamo per strada e a cui non facciamo neppure caso”. Da Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) l’auspicio che “la speranza, a cui c’invita questo tempo d’Avvento, ci aiuti a cercare e a percorrere cammini di prossimità, che tocchino non solo il vissuto dei singoli ma anche il cuore della collettività”. Tenendo sempre presente, aggiunge Marco Caramagna, direttore della Voce Alessandrina (Alessandria), che “seminare la speranza può anche non farci cogliere i frutti che paventiamo di vedere; però non siamo autorizzati a toglierla a chi viene dopo di noi”. Luigi Sparapano, direttore di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), ritorna sulla chiusura della fase diocesana del processo di canonizzazione di don Tonino Bello, celebrata nella diocesi pugliese il 30 novembre scorso. Durante la celebrazione, racconta Sparapano, “abbiamo visto scorrere idealmente le pagine di Vangelo madide di vita, di volti, d’incontri, di dialoghi, che don Tonino ha scritto in ogni istante della sua vita”. Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), traccia un bilancio a un anno dal Sinodo diocesano sulle unità pastorali, informando che “in questi giorni arriverà nelle parrocchie il frutto del lavoro della Commissione diocesana”. Il Ticino (Pavia) pubblica una nota del vescovo, monsignor Giovanni Giudici, sulla festa di san Siro (9 dicembre). “A san Siro – annuncia il presule – chiederemo la grazia di luce e di coraggio che ci renda evangelizzatori per il nostro tempo”. La Voce dei Berici (Vicenza) apre il numero con la lettera di Natale del vescovo, monsignor Beniamino Pizziol, in cui evidenzia l’impegno della diocesi in una gestione sempre più evangelica dei beni immobili di proprietà. “L’esperienza di avere un luogo in cui sentirsi al sicuro – scrive il vescovo – è indispensabile per realizzare in pienezza la propria umanità”. La Voce dell’Jonio (Acireale) fa sapere che “la diocesi si è attivata per la diffusione del questionario sulla famiglia in vista del Sinodo. Se ne sta occupando personalmente il vicario generale, don Guglielmo Giombanco”. Gazzetta d’Asti, infine, dedica l’apertura alla nuova straordinaria ostensione della Sindone nel 2015, evidenziando “quattro aspetti” che la caratterizzeranno: “Fede, preghiera, accoglienza, sobrietà”.