FOTO DI PRIMA LINEA

Immagini perfette di guerre imperfette

Un anno di guerre, 30 foto in prima linea, a cominciare dalla Siria, per proseguire con il Kenya, il Pakistan, il Congo, le Filippine, la Turchia, la Palestina, la Somalia, il Mali: istantanee di grandi fotoreporter dell’Agenzia France-Presse, a ricapitolare il 2013.
Amina, una donna fotografata ad Aleppo in un edificio abbandonato con la sua bambina di cinque mesi: fondo nero, solo i loro visi tagliati da uno squarcio di luce obliquo, gli occhi che guardano in alto smarriti, in cerca di un riparo. Soldati della pattuglia delle forze governative a bordo di un carro armato in una strada distrutta a Homs, città simbolo della rivolta contro il presidente Bashar al-Assad. Un ribelle punta il suo fucile durante uno scontro con le forze governative ad Aleppo: occhi di ragazzo, sembra che, nonostante la forza con cui imbraccia l’arma le gambe gli tremino, divaricate su una pozza di fango. Un soldato e un bambino attraversano un ponte distrutto nella città di Deir Ezzor, sempre in Siria: sono in due su una stentata bicicletta, riusciranno ad andare dall’altra parte e a vedere l’alba del giorno dopo? Una donna cerca di fermare un bulldozer militare di fronte a un giovane ferito durante gli scontri che allontanarono le forze di sicurezza contro i sostenitori del deposto presidente Morsi. È di spalle, alza il braccio sinistro, avvolta nel burqa nero: la sua dignità di madre contro la spietatezza delle macchine da guerra.
Immagini bellissime, giocate su forti contrasti di colori: gli sfondi cupi, alcuni colori violenti e nitidi che guazzano qua e là. Immagini bellissime, la cui perfezione stilistica ci rende ancora più crudele e insensata – se possibile – una realtà, come la guerra, con cui continuano quotidianamente a convivere, ma della quale forse non ci accorgiamo quasi più. Tanto che per risvegliarci dal nostro torpore c’è voluto Papa Francesco, che il 7 settembre scorso ha convocato il suo popolo in una piazza, per una Giornata di preghiera da cui si è levato un grido silenzioso, eppure tanto potente da riuscire a fermare il fragore delle armi.
In questi giorni, su Internet, sono molto popolari due video altrettanto belli delle foto di cui parliamo: uno in cui, da uno a cento, ognuno dei protagonisti dice, semplicemente, la sua età, e l’altro in cui due genitori hanno immortalato, giorno dopo giorno, qualche secondo della vita del proprio figlio, dal giorno in cui è nato fino a quello in cui ha spento la sua prima candelina. Due immagini di vita, che in pochi minuti ci mettono davanti la complessità – bella e tragica, e così fragile – dell’intera nostra esistenza. E che c’insegnano che il tempo, in ogni istante e in ogni situazione, è prezioso. Non può essere mai sprecato. Va vissuto con gli occhi aperti, e con la capacità di dire basta alle scelte di morte. Anche sfogliando, come oggi, 30 foto in prima linea.