L'INCONTRO IN VATICANO
L’arcivescovo di Mosca, monsignor Luigi Pezzi: “Siamo una Chiesa di minoranza e il cristianesimo in Russia è essenzialmente espresso nella sua forma ortodossa, ma questo non significa che non abbiamo un diritto all’esistenza”. Sull’ipotesi di un incontro in un paese neutro tra il Papa e il Patriarca Kirill: “Mi sembra più possibile oggi rispetto a qualche tempo fa”
Gli incontri si misurano anche nei gesti e quello che si è visto ieri nella biblioteca papale tra Papa Francesco e il presidente russo Vladimir Putin segna una tappa inedita nella storia tra i due Stati: la scena si svolge allo scambio finale dei doni quando per primo Vladimir Putin si esibisce in un lungo segno della croce ortodosso (cioè con la mano sulla spalla destra prima che su quella sinistra) e poi dà un bacio all’icona della Madonna di Vladimiro, una delle più amate e venerate dal popolo russo. Poi anche Papa Francesco segue il presidente e dà un bacio all’icona. Partiamo da qui con monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, al quale abbiamo chiesto di commentare l’incontro avvenuto ieri in Vaticano. Eccellenza, Putin e il Papa che baciano l’icona della Madonna, il segno della croce, l’inchino… Una sua prima impressione?"Positiva innanzitutto per gli elementi citati. È positivo poi il fatto che ci sia stato effettivamente un incontro, cosa che non era affatto scontata. Direi che il Papa e il presidente non si sono semplicemente visti ma profondamente incontrati. E il gesto dello scambio dei doni e il bacio sulle icone, non lo considererei formale". Nel comunicato della Santa Sede si dice che nei colloqui si è parlato della comunità cattolica in Russia. Cosa vi sta più a cuore?"Non possiamo fantasticare sui reali argomenti trattati nei colloqui. A noi quello che sta più a cuore è quello di poter testimoniare Cristo: questa è la preoccupazione principale che abbiamo. Perché quando Cristo è posto al centro, è anche più facile affrontare ed eventualmente risolvere i problemi". Sta facendo riferimento a un riconoscimento legale della Chiesa cattolica in Russia?"La Chiesa è già legalmente e giuridicamente riconosciuta. Noi questo problema non lo abbiamo. Siamo una Chiesa di minoranza e il cristianesimo in Russia è essenzialmente espresso nella sua forma ortodossa ma questo non significa che non abbiamo un diritto all’esistenza. Mi sembra – almeno da quanto si legge nel comunicato della Santa Sede – che sia stato menzionato il contributo fondamentale del cristianesimo nella società e mi sembra una segnalazione positiva: la Chiesa cattolica anche laddove è una minoranza, è portatrice di una testimonianza che è volta al bene della società in cui si trova". Si è sorpreso del mancato invito al Papa di visitare Mosca e il patriarca Kirill? "No, le premesse non c’erano. Il patriarca Kirill ha, comunque sia, mandato attraverso il presidente Putin il proprio saluto e augurio a Papa Francesco, ma era stato detto molto chiaramente che il possibile incontro tra il Papa e il Patriarca non era tra gli scopi dell’udienza di ieri. Nelle settimane passate, in altre circostanze, è stato detto e ribadito molto esplicitamente che questo incontro non ha bisogno di una mediazione politica o culturale o di altro genere. C’è un rapporto tra Mosca e Roma per quello che riguarda le relazioni intra-ecclesiali che non richiede la necessità di altri mediatori. Mi sembra che chi si aspettava questo, aveva forse riposto erroneamente le proprie speranze. Ciò non significa che questo incontro di ieri non lo possa favorire, ma certamente non mi aspettavo un invito né una mossa esplicita". Eppure qualche giorno fa, il metropolita Hilarion, a Roma, ha paventato la possibilità di questo incontro tra il Papa e il Patriarca parlando di un paese neutro. Lei lo crede davvero possibile? "Penso che questo incontro sia auspicabile. Mi sembra che stia crescendo il desiderio di poterlo fare. Mi sembra, perciò, più possibile oggi rispetto a qualche tempo fa e mi sembra – anche da quello che ha detto il metropolita Hilarion – che questo incontro ora trova una disponibilità in generale a prepararlo. E questo è un fatto nuovo emerso dall’incontro tra Hilarion e il Papa". Quale pensa sia il ruolo della Russia, in particolare per la pace in Medio Oriente? "Non sono un analista politico però mi sembra che sia sotto agli occhi di tutti il fatto che la Russia forse proprio a partire dalla crisi siriana, abbia nuovamente cominciato a giocare un ruolo importante a livello mondiale. Ci auguriamo che questo ruolo sia per la pace e il bene dei popoli".