GIÙ LE MANI DALLE DONNE

Uomini violenti” “fatevi aiutare!

"Perché l’ho fatto?". "Voglio che non succeda mai più". "La mia reazione è stata eccessiva, ma poi mi sono pentito e ho realizzato che avevo sbagliato". Sono alcune delle frasi ricorrenti nelle condivisioni degli uomini che hanno usato violenza contro le donne e hanno deciso di farsi aiutare per cambiare. Si tratta in genere di gruppi di auto-aiuto o centri per uomini "maltrattanti", ma sono ancora troppo pochi in Italia: una quindicina, di cui nessuno sotto Roma.Nella Giornata internazionale di contrasto alla violenza contro le donne, indetta dall’Onu, è necessario parlare anche degli uomini: di un fenomeno trasversale che non conosce ceto sociale, livello culturale, appartenenza geografica, politica, religiosa. Uomini normali. Famiglie insospettabili. Perché non è affatto vero che la violenza contro le donne si manifesta solo in contesti di degrado sociale, dove sono presenti dipendenze da sostanze tossiche o gioco, patologie psichiatriche o miseria economica. In questi centri gli uomini trovano ascolto e ricevono gli strumenti per cambiare, con l’aiuto di psicologi e operatori.Al Cerchio degli uomini di Torino, nato una quindicina di anni fa per favorire la comunicazione tra uomini e con le donne, ci dicevano che uno dei motivi occulti capaci di innescare la violenza è il timore dell’uomo di essere umiliato dal giudizio degli altri, parenti, amici o conoscenti, soprattutto quando viene lasciato o tradito dalla donna. È una questione di potere più che di onore. Per cui è necessario un lavoro psicologico e culturale profondo, da fare a più livelli, dall’ascolto e confronto personale e di gruppo, alle campagne di comunicazione e sensibilizzazione – già se ne vedono alcune interessanti con volti noti dello spettacolo e del cinema come testimonial – con uomini che parlano ad altri uomini. Un cambiamento di prospettiva totale: né più vittime, né carnefici, ma persone che dialogano alla pari, per una società finalmente più ugualitaria.