GENITORI PROTAGONISTI
Fabrizio Azzolini, neo-presidente dell’Age (Associazione italiana genitori): “Dovremmo pensare a una scuola senza divisioni tra statale e paritaria… La scuola si deve ristrutturare interamente, altrimenti assisteremo a un degrado inesorabile della statale e a una sparizione della paritaria. A tal fine dovremmo fare un’alleanza tra associazioni, indipendentemente dal credo politico e religioso”
"Un genitore che si associa diviene ‘genitore sociale’, si occupa anche dei figli degli altri, della comunità in cui i figli crescono". È lo slogan che campeggia nell’homepage del sito web dell’Age, Associazione italiana genitori (www.age.it), federazione di circa duecento associazioni locali di genitori. Nata nel 1968, "opera prevalentemente – riporta la sua presentazione – nella formazione dei genitori, negli organismi di partecipazione scolastica, nelle politiche della famiglia, dei media, dell’educazione". In un colloquio con il Sir, il neo-presidente Fabrizio Azzolini riflette sulle "questioni calde" che interessano la famiglia e la scuola.
Quale ruolo ha oggi l’associazionismo familiare?
"Significa mettersi in gioco come genitori nella salvaguardia della famiglia rispetto a un momento storico nel quale di famiglia spesso si parla, ma non viene protetta".
Qual è il principale problema delle famiglie oggi?
"È la mancanza di dialogo, da cui consegue la difficoltà nel superare le problematiche quotidiane".
Si parla spesso di un fisco che ignora o, peggio, penalizza le famiglie…
"È ora di domandarsi se i nostri governanti da qualunque parte provengano siano rappresentativi delle nostre famiglie. È vero che ‘la coperta è corta’, ma non si può continuamente parlare di questo problema e poi non fare nulla, contraddicendosi con i fatti. Si prometta poco, ma poi si mantenga la parola data! Per fare un bilancio servono previsioni abbastanza certe, ma oggi una famiglia come può farlo se non sa neppure le tasse che dopo poco dovrà pagare?".
Tra le scelte cui viene chiamata la famiglia vi è la scuola per i figli. Rientra qui la questione della libertà educativa…
"Abbiamo scuole paritarie in enorme difficoltà: devono far fronte alle spese correnti, alle rette di studenti le cui famiglie non ce la fanno a pagare, mentre non sanno neppure quando arriveranno i pochi fondi cui hanno diritto. Anche qui si vive una situazione d’incertezza e le scuole paritarie rischiano di chiudere".
Le scuole che pagano le rette dei propri studenti sono la dimostrazione concreta che non sono "scuole per ricchi"…
"Non è vero che la paritaria è la scuola dei ricchi e i nostri governanti dovrebbero rendersene conto. È invece vero che assolve a tante problematiche, come dimostra quel milione di bambini e ragazzi che le frequentano. Ci vanno, ad esempio, famiglie che per problematiche legate al lavoro dei genitori non possono usufruire di quelle statali. In tanti casi le paritarie aprono prima e tengono i bambini più a lungo, con una maggiore ‘elasticità’ nell’orario".
Nelle scuole statali manca persino la carta igienica e, in diversi casi, non vi sono fondi sufficienti per il tempo pieno; quelle paritarie vedono a rischio la loro sopravvivenza. Quale futuro ci aspetta per la scuola?
"Dovremmo pensare a una scuola senza divisioni tra statale e paritaria, che tenga presenti le necessità dei genitori. La scuola si deve ristrutturare interamente, altrimenti assisteremo a un degrado inesorabile della statale e a una sparizione della paritaria. A tal fine dovremmo fare un’alleanza tra associazioni, indipendentemente dal credo politico e religioso, affinché la scuola possa godere di una tranquillità economica e permetta ai ragazzi di essere educati".
La scuola è uno dei principali protagonisti della questione educativa, assieme alla famiglia e agli altri luoghi che frequentano i giovani. Cosa può fare l’Age per aiutarla in questo compito?
"L’associazionismo dei genitori è importantissimo: se non ci si allea tra genitori, società, scuola ed enti che hanno a che fare con la vita quotidiana dei nostri figli è compromessa la loro educazione, che parte dalla famiglia e dalla società in generale ma interessa tutti gli ambiti nei quali loro trascorrono le giornate".
In questi giorni ci s’interroga su quella che viene definita "baby prostituzione". Al di là dei casi specifici, è possibile che un genitore non sappia come trascorrono il tempo i propri figli?
"Fare il genitore oggi è più difficile di un tempo, quando ci s’imponeva come massima autorità in famiglia e si veniva rispettati. Oggi manca il dialogo, non si parla più. Occorre tornare a interessarsi di ciò che fanno i figli, ‘perdere’ tempo al loro fianco, mettersi in gioco, trovare il proprio ‘svago’ nello stare con loro".