VIOLENZE E PROTESTE

Fondamentalisti islamici” “In Bangladesh” “sempre più influenti

La forte corruzione che il paese vive – secondo la classifica internazionale, stilata da Trasparency International, il Bangladesh si attesta nella fascia dei paesi più corrotti – potrebbe favorire il partito nazionalista (Bnp), che aiuterebbe così i fondamentalisti islamici di Jamaat-e-Islami ad arrivare al potere attraverso le elezioni. Battendo nelle urne l’Awami League, partito che guida il governo

Sono stati tredici, in due giorni – insieme ad oltre cinquecento feriti – le vittime registrate in Bangladesh durante gli incidenti legati allo sciopero di tre giorni proclamato da diciotto gruppi e partiti di opposizione, capeggiati dal Bangladesh Nationalist Party (Bnp), presieduto da Begum Khaleda Zia. L’obiettivo è quello di indurre il Governo a dimettersi, al fine di costituire una compagine di tecnici che prepari le prossime elezioni generali, previste per il 2014. In 19 distretti del Paese – dilaniato negli ultimi mesi da scontri nei quali hanno perso la vita almeno 250 persone – ci sono state esplosioni, atti di vandalismo, blocchi stradali, incendi dolosi e scontri, anche con la polizia e l’esercito, che hanno messo a ferro e fuoco molte città, imponendo la chiusura di esercizi commerciali e scuole. La vittoria del BNP nelle elezioni comunali. Il Bangladesh Nationalist Party aveva vinto le elezioni comunali in tutte le quattro città in cui si era andati al voto nel mese di giugno scorso: Sylhet, Barisal, Rajshahi e Khulna. I candidati del Bnp avevano ottenuto il 60% delle preferenze, contro il 40% dei candidati dell’Awami League, partito che guida il Governo. Questa vittoria ha avuto un peso nella vicende successive. Da molti mesi il Partito nazionalista sosteneva scioperi e manifestazioni, promosse dal Jamaat-e-Islami (il partito fondamentalista islamico) – spesso hanno prodotto violenze – che dall’inizio dell’anno si è battuto contro i verdetti dei tribunali di guerra, creati dal premier Sheikh Hasina per giudicare i crimini commessi da esponenti del partito islamico durante il conflitto che portò all’indipendenza del Bangladesh. Tra i protagonisti di questi scioperi, vi è l’Hefajat-e-Islam (Protettore dell’islam), uno dei gruppi fondamentalisti islamici sorti negli ultimi mesi e nati in seno alle numerose madrasse (scuole coraniche) sparse in tutto il paese. L’alleanza tra i due partiti all’opposizione avrebbe favorito la vittoria del partito nazionalista. Il Jamaat – che non aveva candidati in nessuna delle quattro città – ha dimostrato di avere un forte seguito tra la popolazione e di poter giocare una forte influenza in vista delle prossime elezioni generali, previste per la fine dell’anno. La rivalità tra le due donne leader dei maggiori partiti. Da circa vent’anni, la politica del Bangladesh è stata caratterizzata dall’accesa rivalità tra le due donne leader dei maggiori partiti, Hasina e Zia, denominate le “begum battagliere”. "Begum" è un titolo onorifico per le donne musulmane di alto rango. La contesa tra le due leader rischia di portare gravi conseguenze sulla popolazione, che già aveva vissuto, negli anni tra il 2007 e il 2008, uno stato d’emergenza, nel corso del quale il potere fu affidato ad un governo ad interim sostenuto dall’esercito, che sospese i diritti civili e politici. Un altro elemento che potrebbe essere decisivo è costituito dall’alleanza tra i due partiti Bnp e Jamat, anche perché gli analisti sostengono che la forte corruzione che il paese vive – secondo la classifica internazionale, stilata da Trasparency International, il Bangladesh si attesta nella fascia dei paesi più corrotti – potrebbe favorire il partito nazionalista, che aiuterebbe così i fondamentalisti islamici ad arrivare al potere.