OGGI UN SUMMIT
L’arcivescovo Filippo Santoro ha promosso un convegno con la presenza di politici, scienziati, amministratori regionali e locali, esponenti dell’industria, sindacato, cultura e della scuola. “Già il poter realizzare quanto previsto nella nuova legge sull’Aia, l’autorizzazione ambientale integrata, sarebbe un grosso passo avanti. Come Chiesa locale da subito è stato istituito un apposito vicariato per la custodia del creato e il lavoro”
La Chiesa locale che si fa parte attiva e propositiva di una sforzo comune per preservare la salute, salvare il lavoro e bonificare l’ambiente. Questo l’intento della curia metropolita di Taranto, retta da quasi due anni dall’arcivescovo monsignor Filippo Santoro, che ha promosso il convegno in corso oggi con la presenza di politici, scienziati, amministratori regionali e locali, esponenti dell’industria, sindacato, cultura e della scuola. All’arcivescovo mons. Santoro abbiamo posto alcune domande a margine dei lavori. Da una parte il fantasma di una pesante disoccupazione di massa, dall’altra la presenza oggi di esponenti estremamente qualificati della società, politica e cultura per "salvare Taranto". Che impressione ha di questa giornata?"Mi sembra un’esperienza straordinaria, molto intensa, che lascia sperare per il futuro. Il punto di partenza è stato una visione sapienziale, con uno sguardo sulla creazione come un bene dato all’uomo, da non depredare e non distruggere. Poi gli interventi scientifici di altissimo livello, che mostrano l’urgenza di attuare una vera prevenzione contro l’inquinamento. E poi ancora la presentazione di un caso concreto, simile al nostro di Taranto: quello della città di Duisburg, in Germania, che si è risolto positivamente. Tutto ciò mi pare consenta di guardare al domani con fiducia. Occorre lavorare perché anche qui a Taranto si riesca tutti insieme a difendere la vita, la salute, l’ambiente, senza perdere posti di lavoro". Quale è stato l’impatto con la città e i suoi problemi, appena nominato arcivescovo da parte del Papa?"Appena giunto qui mi è stata fatta presente la drammatica situazione della vertenza Ilva, con tutto ciò che comportava. L’esperienza missionaria in Brasile mi aveva già posto di fronte a realtà ugualmente drammatiche e in quel contesto avevo imparato a condividere con la povertà, l’esclusione, la depredazione della natura, stando particolarmente vicino ai più poveri e deboli. Quindi appena arrivato a Taranto ho sentito subito l’esigenza di essere vicino agli ammalati di cancro e ai loro familiari, ma anche a tutta la comunità dove circa 20mila famiglie tra addetti diretti e lavoratori dell’indotto rischiavano di precipitare nella disoccupazione di massa. Oltre ad alcuni gesti simbolici di forte impatto, quale la fiaccolata cui sono stati invitati tutti, da allora è iniziata un’azione di sensibilizzazione a vari livelli, col desiderio di arrivare davvero a una concertazione positiva e produttiva. E ciò in vista di poter dare una risposta positiva, per il bene di tutta la comunità tarantina". Come può proseguire l’impegno, sia a titolo personale, sia come Chiesa diocesana perché Taranto superi questo difficilissimo momento?"Mi pare importante che i diversi e autorevolissimi contributi al convegno odierno, da quelli dei ministri all’ambiente e alla salute, a quelli degli scienziati e uomini della cultura, possano offrire elementi concreti per proseguire nell’impegno. Già il poter realizzare quanto previsto nella nuova legge sull’Aia, l’autorizzazione ambientale integrata, sarebbe un grosso passo avanti. Come Chiesa locale da subito è stato istituito un apposito vicariato per la custodia del creato e il lavoro, due valori che non devono essere in competizione l’uno contro l’altro. In ogni parrocchia vorremmo che ci fosse un gruppo di persone sensibili che si facciano carico del problema ambientale con un’attenzione non occasionale o reattiva. Soprattutto vorremmo poter contribuire come Chiesa a condividere il dramma di chi è malato o senza lavoro, al tempo stesso proponendo soluzioni positive che difendano e promuovano insieme salute, lavoro, ambiente, offrendo speranza a tutti e favorendo il riscatto della nostra terra".