GIOCO D'AZZARDO

Per sanare l’economia il Giappone vuole legalizzare i casinò

Si calcola che 29 milioni di cittadini siano coinvolti in un gioco d’azzardo chiamato “pachinko”. Giro d’affari di 5.500 miliardi di euro in venti anni. Una cifra che fa gola alle casse dello Stato. Di qui l’iniziativa del primo ministro Shinzo Abe, anche in vista delle Olimpiadi del 2020. Prime città candidate a ospitare le sale da gioco: Tokyo e Osaka

Spopola in Giappone un gioco d’azzardo – forse ideato sul finire della seconda guerra mondiale, nella città di Nagoya – che coinvolge tutti e che viene praticato in sale grandi come i casinò. È una specie di flipper, con il quale si lanciano biglie d’acciaio. "Pachin-Pachin", il suono del suo funzionamento meccanico, ne ha identificato per onomatopea il nome. Viene chiamato "pachinko". Si entra nella sala, dove vi sono qualche centinaio di flipper, che diffondono un rumore sopportabile solo per coloro che sono coinvolti da questa mania. Si cambia il denaro in biglie, che si depositano nei carrellini e ci si reca davanti ai flipper-slot-machines. S’inseriscono le sferette e pressando bottoni si devono comporre combinazioni vincenti, che permettono la fuoriuscita delle sferette. La legge giapponese non permette la vincita diretta in denaro: al momento del cambio, si ricevono dei buoni per acquisti. Basta però recarsi dietro al negozio, al sicuro e si riceve l’importo in denaro della vincita.

Il giro d’affari. In tutto il territorio giapponese, si contato 17mila locali, dove uomini e donne di tutte le età si cimentano e sono anche disponibili a fare lunghe file – naturalmente ordinate – di prima mattina per accedere. Milioni e milioni di persone – se ne stimano 29 – giocano ogni anno a "pachinko". Il giro d’affari è enorme – si stima che dal 1991 al 2011 sia stato di 5.500 miliardi di euro – tanto che le catene di centri "pachinko" da anni si sono riuniti in associazioni, per ottenere agevolazioni per la loro attività.

Il ruolo delle associazioni dei centri del gioco. Sembra che proprio queste associazioni abbiano avuto un ruolo, nell’ultimo periodo, nel convincere il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, di puntare sul gioco d’azzardo per risollevare lo stato dell’economia. Già nel marzo scorso, Abe aveva dichiarato in Parlamento: "Vorrei che si facesse uno studio sugli effetti positivi dei casinò". L’intenzione del primo ministro – che è sostenuto dagli esponenti del Partito liberaldemocratico – è quella di legalizzare i casinò, sostenendo che questi creerebbero nuovi posti di lavoro e favorirebbero il turismo, generando nuove entrate. Il mensile giapponese "Sentaku" ha anche espresso il dubbio che su questa decisione ci siano gli interessi personali di Abe, in stretto contatto con queste Associazioni.

I casinò verranno legalizzati entro il 2016? Nelle ultime settimane, si è fatta sempre più insistente la voce che una prima bozza di regolamentazione per le sale da gioco sarebbe già pronta. C’è chi addirittura sostiene che possa essere discussa entro la fine dell’anno, per essere approvata all’inizio del 2014. Entro i due anni successivi, si approverebbe la vera e propria legge attuativa, che dovrebbe prevedere la formazione di un organismo regolatore indipendente: avrebbe il compito di attribuire le licenze e di controllare i dati bancari e fiscali dei dirigenti delle aziende che ne vorranno fare richiesta, così come i dati dei membri delle loro famiglie. Entrambe le misure, avrebbero l’obiettivo di eliminare o limitare il più possibile l’influenza sul business della delinquenza organizzata. In vista delle Olimpiadi che si terranno in Giappone nel 2020 – è questo il tempo che il primo ministro si sarebbe dato per l’apertura dei casinò – le prime città candidate ad ospitare le sale da gioco saranno Tokyo e Osaka, ma sarebbe anche prevista una congrua presenza per i centri più piccoli.