DOPO 500 ANNI
I luterani hanno ribadito al Papa la loro volontà di “festeggiare l’anniversario della Riforma del 2017 in modo ecumenico, anche con la Chiesa cattolica”. Dal canto suo, Francesco, dinanzi al riconoscimento delle tante questioni ancora aperte ha affermato: “Non ci spaventiamo!”
La via del perdono reciproco come via di riconciliazione. Ecco l’altro nome del dialogo ecumenico e ad indicarla sono cattolici e luterani, nel documento "Dal conflitto alla comunione. L’interpretazione luterano-cattolica della Riforma nel 2017" che segna un passo importante sul percorso di avvicinamento tra le due Chiese. Oggi a riproporre la parola "perdono" al mondo del dialogo è stato Papa Francesco che ha ricevuto in Vaticano una delegazione della Federazione luterana mondiale e i rappresentanti della Commissione per l’Unità luterano-cattolica. Grande apprezzamento è stato espresso dal Papa per la pubblicazione del testo alla luce del quale – ha detto – "cattolici e luterani possono chiedere perdono per il male arrecato gli uni agli altri e per le colpe commesse davanti a Dio, e insieme gioire per la nostalgia di unità che il Signore ha risvegliato nei nostri cuori, e che ci fa guardare avanti con uno sguardo di speranza". Il documento: "Dal conflitto alla comunione". Il documento – frutto di un dialogo teologico che ha compiuto 50 anni e redatto in vista della commemorazione del quinto centenario della Riforma che si celebrerà nel 2017 – è lungo ed è diviso in 245 paragrafi. Cattolici e luterani si confrontano minuziosamente sui problemi e sulle conseguenze storiche della Riforma e sulle risposte che ad essa vennero date. E concludono che la commemorazione prevista per il 2017, oltre ad essere motivo di "gioia e di gratitudine" è purtroppo anche fonte di "rammarico e di dolore" per "i fallimenti e le trasgressioni, la colpa e il peccato nelle persone e negli eventi che vengono ricordati". La storia di questi lunghi 500 anni è infatti costellata di "fraintendimenti", "pregiudizi" e "incomprensioni" che ebbero un ruolo importante nel modo di rappresentare l’altro. "Si fabbricarono ostilità e le si tramandarono alla generazione successiva" ed oggi sia luterani che cattolici hanno la responsabilità di fronte alle nuove generazioni di ammettere "una colpa che va confessata apertamente nella memoria degli eventi di 500 anni fa". Ma il documento non è un esame solo sul passato. Tenta di aprire vie di dialogo per il futuro elencando "cinque imperativi ecumenici". E la rotta da seguire è quella di "partire dalla prospettiva dell’unità e non dal punto di vista della divisione"; "lasciarsi continuamente trasformare dall’incontro con l’altro e dalla reciproca testimonianza di fede"; intraprendere "passi concreti" per raggiungere l’obiettivo della unità visibile; riscoprire la potenza del Vangelo per il nostro tempo e rendere insieme testimonianza. I luterani. Oggi al Papa i luterani hanno ribadito la loro volontà di "festeggiare l’anniversario della Riforma del 2017 in modo ecumenico, anche con la Chiesa cattolica". E questo è un atto estremamente positivo perché denota, come loro stessi dicono, "il desiderio di continuare il dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica, al momento incentrato sul tema del battesimo". E in segno di riconoscenza, hanno donato al Papa una teiera proveniente dal campo rifugiati Dadaab in Kenia, come "simbolo per l’apprezzamento dell’attenzione che Francesco ha per i rifugiati, i poveri, e coloro che vivono in stato di guerra". "Non ci spaventiamo!". Certo, come in ogni dialogo, le difficoltà non mancano e non mancheranno. Sono moltissime e a tutto campo le questioni aperte. Vanno dalla giustificazione all’eucarestia, al ministero ordinato fino alla Scrittura e la tradizione. Sono questioni – ha detto il Papa – che "richiederanno ancora pazienza, dialogo, comprensione reciproca, ma – ha subito aggiunto – non ci spaventiamo! Sappiamo bene che l’unità non è primariamente frutto del nostro sforzo, ma dell’azione dello Spirito Santo al quale occorre aprire i nostri cuori con fiducia perché ci conduca sulle vie della riconciliazione e della comunione".