GUERRA DOPO GUERRA

Profugo…” “scaccia profugo

Baghdad come Damasco, Mosul come Aleppo, Bassora come Homs. Oggi come ieri cambiano i nomi e i luoghi, ma non la sostanza di conflitti e crisi che si inseguono, come in una tragica consuetudine, in Medio Oriente. Dieci anni fa il secondo conflitto del Golfo contro l’Iraq di Saddam Hussein, oggi, ma la violenza dura da più di due anni, la guerra fratricida nella Siria di Bashar al Assad.In mezzo milioni di vittime, di profughi, di rifugiati, di sfollati. Ieri iracheni, oggi siriani. Domani chissà…Dalle prime pagine dei giornali è scomparso l’Iraq ed è entrata la Siria. Anche se la guerra in Iraq non è finita, e il Paese non è pacificato come dimostra la scia di attentati quotidiani. E non lo sarà ancora per lungo tempo, minato com’è dalla guerra tra sunniti, un tempo al potere con Saddam, e sciiti, maggioranza numerica, oggi al Governo. Con i curdi che reclamano l’autonomia del loro territorio ricchissimo di petrolio. A restare stritolati nei gangli di queste lotte di potere sono le popolazioni che nel giro di poco tempo si sono viste costrette a lasciare case, terreni, proprietà, a vendere se non addirittura a svendere i frutti di sacrifici di una vita per assicurarsene una forse più sicura ma priva di radici. Ieri quella irachena, oggi quella siriana.Le immagini sono quelle di sempre, famiglie in fuga su mezzi di fortuna, a piedi, cariche di quel poco che possono portarsi dietro, tendopoli enormi dove si viene identificati per numero e non per nome e cognome. Numeri, ovvero "carne da statistiche". Un milione, due milioni, cinque milioni…Cosa ci ricorderemo fra qualche tempo? Forse i numeri, le statistiche: tanti sfollati, i tanti rifugiati, tanti profughi, tanti morti, tante donne, tanti bambini, tanti anziani, tanti disabili, e così via.In Iraq come in Siria.Ricorderemo forse le loro sofferenze? Le atrocità cui sono stati sottoposti? Gli abusi e le violenze subite? Le discriminazioni continue? Sapremo mai se avranno fatto rientro in patria? I loro viaggi della speranza, magari verso Lampedusa?Oggi le luci sono puntate sulla Siria, ieri sull’Iraq e domani? Guerra scaccia guerra, profugo scaccia profugo, "vittime innocenti che noi, da cristiani, chiamiamo fratelli. Ed i fratelli, anche se lontani, si ricordano".