LE VITTIME DELL'ODIO " "
Roma non dimentica. E come potrebbe? Dopo giorni infuocati di polemiche legate alla conclusione della vicenda terrena di Erich Priebke, l’aguzzino delle Fosse Ardeatine, oggi la Capitale rende onore alle vittime del rastrellamento del Ghetto compiuto dai nazisti 70 anni fa. Era l’alba del 16 ottobre 1943 quando le SS invasero le strade del Portico d’Ottavia e strapparono per sempre dalle loro case 1.023 ebrei, tra cui oltre 200 bambini. Solo in quindici ritornarono. Nessun bambino si salvò. La voce dei sopravvissuti non si è stancata di raccontare in tutti questi anni l’orrore della prigionia.
Sono passati 70 anni, quasi la durata della vita di un uomo. Settant’anni di memoria, di volti, di racconti, di foto ingiallite. Eppure, nonostante la distanza storica del tempo, di quei racconti e di quei volti, il mondo ancora oggi custodisce il ricordo. Una memoria preziosa che suscita nuove domande: non è forse lo stesso odio per la vita a spingere un uomo a uccidere un altro uomo solo perché appartenente a un’altra fede religiosa? Non è forse la stessa insofferenza per la diversità a spingere a commettere violenze e sopraffazioni? E non sono forse gli stessi volti emaciati e sofferenti quelli che abbiamo visto arrivare sulle coste italiane in fuga dalle zone di guerra? I volti di tutti i bambini del mondo che soffrono di povertà, solitudine ed emarginazione oggi sono gli stessi volti dei bambini, figli del ghetto. E il buio vissuto nelle celle di Aushwitz è dello stesso colore del mare che ha inghiottito per sempre le vittime del Mediterraneo.
Forse un giorno, in un futuro lontano 70 anni, qualcuno cercherà di negare l’assurdo di quanto, ancora oggi e nonostante la lezione della storia, stiamo vivendo. È dunque una necessità, anzi un’urgenza che la memoria del passato si trasformi in un appello perché non si cada mai più – come ha detto Papa Francesco – nella tentazione di giustificare il male che incontriamo e i giovani sappiano avere il coraggio dei martiri, tessere reti di amicizia e di fraternità anche con chi è diverso e proviene da terre e storie lontane.