STATI UNITI
Da 43 anni percorre a piedi gli Stati americani, ma anche Europa e Asia, per portare il messaggio del Vangelo. La storia di George Walter, diacono, originario della Pennsylvania, che vive alcuni mesi in viaggio e il resto dell’anno con i frati del monastero della Santissima Trinità a Butler
Si chiama George Walter, ma per tutti è il "pellegrino George". Negli ultimi 43 anni ha percorso rigorosamente a piedi 65mila chilometri per portare la parola di Gesù tra la gente. Dopo aver camminato per giorni nell’America del Nord, in Europa, in Siberia, nel Medio Oriente e in Asia, il pellegrino George è oggi un settantaduenne con una fluente barba bianca. Ma è ancora robusto e pieno di energie, e non rinuncia a scarpinare. Come sempre viaggia senza soldi, confidando nella provvidenza, che, dice, lo ha sempre sostenuto. E a chi gli chiede dove è diretto, risponde: "Vado in cielo". "Dio ti ama infinitamente". Avvolto in una cappa di jeans, con un’icona della Vergine al collo e un inseparabile bastone sormontato da una croce, è partito per il suo annuale pellegrinaggio il 20 maggio scorso, con transito nel ventre agricolo del Midwest statunitense. "Il mio messaggio è semplice", racconta al Sir: "Dio ti ama infinitamente. Se apri il cuore al suo amore, troverai pace, gioia e felicità". Cresciuto vicino a Pittsburgh, in Pennsylvania, da ragazzo ha preso la via del seminario con l’idea di farsi prete. Eppure, dopo otto anni di formazione, non si sentiva ancora pronto. "Sono stato ordinato diacono", dice, "ma la mia fede era debole". "Avevo tutte le nozioni in testa, ma mi sembrava di avere il cuore vuoto. Per cui mi sono preso una pausa per ascoltare il Signore". Per qualche tempo sul finire degli anni ’60 si è unito a un gruppo di hippy che sfamavano i senzatetto di Los Angeles. Poi ha frequentato in Colorado una compagnia di ragazzi che vaticinavano la fine del mondo. "Aspettavano l’ultimo giorno, ma in realtà cercavano un motivo per vivere nei boschi", dice. "Quando si sono accorti che il pianeta non era giunto al capolinea, ognuno è andato per conto suo, e io sono salito in montagna per pregare e cercare Dio". Primo pellegrinaggio. È stato durante questi periodi di ritiro e contemplazione che Walter ha "conosciuto l’amore del Padre" e ha accolto la chiamata ad avviarsi in pellegrinaggio. Era il 1970, lui aveva 29 anni. S’imbarcò all’alba, una mattina d’estate, a New Orleans, e qualche giorno dopo sbarcò in Spagna da dove poi proseguì a piedi fino a Gerusalemme per ripercorrere le strade attraversate da Gesù. "Quando quel primo pellegrinaggio terminò, sentii un messaggio risuonare nel cuore", spiega Walter. "Quella voce diceva ‘ora sarai un pellegrino per tutta la tua vita e camminerai nei deserti della città dell’uomo’". Spronato da quell’esperienza, nel 1973 entrò a far parte del movimento del Rinnovamento carismatico cattolico. "Instaurai una relazione personale con lo Spirito Santo", dice. "Mi sentivo pronto per testimoniare e condividere la mia fede". Preghiere, incontri. Da quel momento è cominciata la vita da pellegrino di George Walter. Fra preghiere, canti, saluti e strette di mano, negli anni ha incontrato migliaia di persone, cattoliche e protestanti, musulmane, buddiste, agnostiche. "È un cristiano straordinario con un amore straordinario per il Signore, e un modo straordinario di esprimerlo", spiega Connie Beatty, 67 anni, che ha condiviso cinque pellegrinaggi con Walter. La prima volta l’ha incontrato nel 2001 al santuario di Monte San Macrina a Uniontown, in Pennsylvania. "Non avevo idea di chi fosse", rammenta Beatty, "ma quando mi ha stretto le mani e mi ha detto ‘pace a te’ sono rimasta colpita dalla sua carica spirituale". Molte delle persone incontrate lungo le strade hanno offerto al pellegrino George cibo, acqua, qualche spicciolo, un posto per dormire. A Roma, Papa Giovanni Paolo II lo ha ricevuto in udienza privata; in Ucraina, gli abitanti di un paesino si sono accalcati in strada per ascoltare le sue preghiere; in Siberia un uomo in motocicletta lo ha presentato a sua moglie e ai suoi sei figli. "Era l’ateo del villaggio ma mi ha accolto nella sua casa", dice il pellegrino George. "Da figlio di Dio ha fatto la volontà del padre". Eremita e giardiniere. Walter cammina da maggio a settembre, quando solitamente termina la stagione dei pellegrinaggi a Monte San Macrina, il monastero delle suore di San Basilio a Uniontown. Quando non sta deambulando per il globo, Walter vive con i frati del monastero della Santissima Trinità a Butler, sempre in Pennsylvania. Due giorni alla settimana li trascorre in solitudine, come un eremita. Per il resto del tempo è a disposizione dei frati per i lavori domestici e la cura del giardino. "Il pellegrino George è stata una benedizione per la nostra comunità ed è un meraviglioso testimone", afferma padre Leo. "Dio e Cristo sono i punti focali della sua vita". Per il pellegrino George, la spiritualità è qualcosa che chiunque può cercare. "Non importa – afferma ancora Walter – a quale stile di vita Dio ci chiama, se siamo sposati, single, sacerdoti o laici. Ciò che conta è quello che sentiamo nel nostro cuore".