DIECI COMANDAMENTI

“Nelle piazze d’Italia” “abbiamo dimostrato” “che c’è spazio per Dio”

Il bilancio di Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo, sull’iniziativa “10 Piazze per 10 Comandamenti”: “Era la prima volta al mondo che si tentava una rilettura propositiva, popolare dei 10 Comandamenti, con un format live televisivo. Peraltro nelle più prestigiose e sfidanti piazze delle principali città d’Italia”. E ancora: “Abbiamo voluto ridare credito alla verità di Dio sull’uomo. Noi non abbiamo vergogna di stare dalla parte di Dio”

"La tutela dei diritti, la ricerca del bene comune e della giustizia, il sostegno alla famiglia tradizionale, e poi la difesa della vita, della bellezza del corpo, la riaffermazione della fedeltà coniugale come anche dell’onestà nel gestire la cosa pubblica". È quanto contiene il Manifesto finale del Progetto "10 Piazze per 10 Comandamenti", voluto dal Rinnovamento nello Spirito Santo, che per 13 mesi ha attraversato l’Italia passando per Roma, Napoli, Verona, Milano, Bari, Genova, Cagliari, Palermo, Bologna, Torino e, ultima tappa, il 6 ottobre, a Firenze. "È stata un’impresa senza precedenti – sottolinea Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito santo tracciando al Sir un bilancio dell’iniziativa – era la prima volta al mondo che si tentava una rilettura propositiva, popolare dei 10 Comandamenti, con un format live televisivo. Peraltro nelle più prestigiose e sfidanti piazze delle principali città d’Italia". "Se si pensa al fatto che tutti i Sindaci e gli arcivescovi sono saliti sul palco per significare il dialogo tra Istituzioni civili e religiose e con essi oltre 70 personaggi noti al grande pubblico, credenti e non credenti – dichiara il presidente – allora possiamo dire che si è trattato davvero di un piccolo miracolo di fede". Presidente Martinez, nel Manifesto raccogliete le diverse istanze e urgenze della società italiana propugnando una "rinnovata vita spirituale e un rinnovato idealismo cristiano" per uscire dalla crisi. Cosa intendete per "rinnovato idealismo cristiano" e soprattutto non crede che ci sia il rischio di parlare solo ai credenti?"Il Progetto nasce in occasione del 40° del Rinnovamento in Italia. Volevamo dare un volto alla nostra fede e così abbiamo lanciato a noi stessi e al Paese una sfida: è possibile ancora dare credito alla laicità cristiana, specie nel tempo della crisi, per rifecondare le buone prassi che hanno fatto grande la nostra civiltà, per ritrovare un codice etico e una piattaforma valoriale comune a tutti, credenti e non credenti? Oggi possiamo testimoniarlo: sì, è possibile! La gente ha bisogno di ‘uscire’ dalle proprie solitudini, va in cerca di parole vere che possono illuminare il buio della vita. Di qui il Manifesto che raccoglie 11 appelli ad 11 diverse categorie sociali cui è affidata la costruzione del bene comune".  Ma in che modo i Comandamenti possono rappresentare un nuovo indicatore di progresso umano e sociale?"Nei Comandamenti è ancora espressa un’ansia di vera modernità, di progresso e di umanizzazione dell’umano che tutti possono comprendere e accogliere. È sintomatico, infatti, che leggi così antiche – eppure ancora tanto attuali se si considera che stanno a base di tutti gli ordinamenti democratici delle società più avanzate in termini di diritti umani – abbiano bisogno di essere riaffermate e trasmesse alle nuove generazioni. Il cristianesimo ha compendiato il Decalogo nella ‘legge tridimensionale dell’amore’, verso Dio, gli altri e se stessi, così da ribaltare il ‘non fare’ in un ‘fai’. Vince, cioè, non la passività dell’amore, ma la creatività e l’universalità del fare il bene. In ogni Piazza abbiamo riscoperto quante attualizzazioni virtuose e risolutive per i problemi del nostro tempo è possibile trovare nella legge di Dio". Nel corso di questi mesi avete trattato anche temi caldi come il lavoro, la vita, la famiglia e piaghe sociali come la pedofilia e le deviazioni della sessualità, avete fatto dialogare istituzioni e società civile. C’è ancora spazio per il Decalogo nella società di oggi?"C’è spazio per Dio perché di Dio l’uomo non può fare a meno. Se non incontra il Dio vero, se non lo riconosce, se non ne conosce il pensiero, l’uomo finisce con il crearselo a propria immagine e somiglianza e a fare di sé un essere onnipotente destinato all’infelicità, perché incapace, da solo, di governare con la ragione e con il sentimento il mondo che è dentro e fuori di lui. I Comandamenti sono legge naturale, legge positiva, sono il fondamento della coscienza che vuole sempre il bello, il buono, il vero, il giusto. Rimetterli in azione nella vita ha un effetto liberante straordinario".  Nel suo video messaggio, diffuso nella tappa finale di Firenze, Papa Francesco ha ricordato che "La vera libertà non è seguire le nostre cieche passioni ma è quella di amare, di scegliere ciò che è bene in ogni situazione. I comandamenti non sono un inno al ‘no’, sono sul ‘sì’". In sostanza indicano una strada di libertà: crede che la società di oggi sia pronta a recepire un tale messaggio?"Siamo grati a Benedetto XVI e Francesco di essersi voluti unire al nostro Progetto con due speciali video messaggi in cui i Comandamenti sono indicati come ‘vie di libertà’ e ‘vie d’amore’. In Gesù Cristo tutti i ‘no’ sono divenuti ‘sì’. In Lui è il bene che vince il male, sempre; a qualunque costo, anche al prezzo del martirio che non è solo fisico, ma oggi anche morale e sociale. Con ’10 Piazze per 10 Comandamenti’ abbiamo voluto ridare credito alla verità di Dio sull’uomo. L’abbiamo gridata dal cuore delle città, perché potesse essere riscritta e letta nel cuore degli uomini. Noi non abbiamo vergogna di stare dalla parte di Dio".