MADAGASCAR
Uno dei due cittadini stranieri bruciati vivi dalla folla inferocita era di origini italiane. Si trovava sull’isola di Nosy Be da irregolare
Due stranieri vittime di una vendetta popolare. Hell-Ville, capitale dell’isola di Nosy Be, a nordovest del Madagascar, meta turistica assai apprezzata da molti europei, è stata segnata in questi ultimi tempi da gravi problemi. All’origine delle tensioni il linciaggio pubblico di due cittadini europei, un francese e un italiano, sospettati di complicità in un caso di traffico di organi.
Mercoledì scorso, verso le 23, il corpo senza vita di un bambino di otto anni, Mohamad, scomparso pochi giorni prima, è stato trovato sulla spiaggia, rigettato dal mare, non lontano dal luogo in cui si trovava anche l’imbarcazione di questi due cittadini stranieri. Secondo testimoni presenti sul posto, le spoglie del ragazzo sono state rinvenute prive di alcuni organi. Le informazioni sulla macabra scoperta si sono diffuse molto rapidamente.
Appresa la terribile notizia, una folla inferocita si è diretta all’hotel che ospitava i due presunti assassini: un francese di nome Thierry, e un franco-italiano di nome Roberto Gianfalla, indicati da un malgascio, ancora secondo fonti locali, come suoi complici nella vicenda.
Secondo alcuni testimoni, a seguito delle accuse i due uomini avrebbero ammesso il proprio coinvolgimento nell’omicidio e nella mutilazione del bambino, confessione che ha ulteriormente scatenato l’odio dei rivoltosi. Così i due uomini sono stati trascinati in un luogo pubblico per essere bruciati vivi con l’altro malgascio, che sarebbe stato ucciso prima di essere gettato nel fuoco.
Secondo fonti diplomatiche, il franco-italiano era nell’isola in modo irregolare perché il suo nome non figurava nella lista consolare al momento dei fatti, e questo potrebbe confermare il suo coinvolgimento nell’omicidio. Quanto al francese, negli ultimi tempi aveva spesso soggiornato a Hell-Ville.
Nell’attesa del ritorno alla calma, le autorità francesi hanno raccomandato ai propri cittadini che risiedono nell’isola di Nosy-Be – circa 700 persone – di rimanere vigili, e contano, tra l’altro, sulla competenza della giustizia malgascia per fare chiarezza sulla vicenda.