GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

La crisi di governo e il voto di fiducia di mercoledì scorso, lo stile, le parole e i gesti di Papa Francesco, la cronaca e la vita delle Chiese locali: gli editoriali delle testate cattoliche

L’attualità politica italiana, lo stile, le parole e i gesti di Papa Francesco, la cronaca e la vita delle Chiese locali… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

L’attualità politica italiana. “Dal premier una lezione di normalità”; “Adesso un governo che governi”; “Ora senza più tergiversare”… Sono alcuni dei titoli dei settimanali che ben sintetizzano gli ultimi giorni convulsi della politica italiana, che hanno portato alla fiducia ottenuta dal governo Letta mercoledì scorso (2 ottobre). Il Paese, sintetizza Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), ha vissuto “in un caos totale”. Sono stati giorni “completamente imbambolati e, apparentemente, senza una via di sbocco”, afferma Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo). La crisi politica, ricorda Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), provoca “macerie per tutti, ricchi e poveri. Ma mentre i primi, alla fin fine, se la cavano, per i secondi s’intravedono lunghi tempi disastrosi”. Anche Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), invita a guardare al “popolo, incredulo e smarrito, che nella sua parte migliore continua a stringere la cinghia, senza dimenticare la solidarietà con chi sta peggio”. L’Eco del Chisone (Pinerolo), passata la deriva di questi giorni, guarda la futuro: “Vediamo se i nostri parlamentari sono sudditi o ragionano con la propria testa ed hanno a cuore l’interesse dell’Italia”. Secondo Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), “la lezione di ‘normalità’ data dal premier mercoledì, davanti alle Camere, è un buon segnale non solo per i mercati (che, tra l’altro, l’hanno immediatamente colto) ma soprattutto per chi non ha ancora perso la speranza di vivere un giorno in un Paese diverso. ‘Normale’ appunto…”. Per Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), “quello di cui si ha bisogno è un governo stabile e forte, capace di legiferare e di creare le tanto attese riforme per ridare lustro a un Paese che ormai è a pezzi”. Ora, aggiunge Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo), “dopo aver sfiorato l’abisso dell’ingovernabilità e con il solo risultato tangibile di ritrovarci con l’Iva aumentata di un punto percentuale, l’azione del governo dovrà ripartire dai problemi veri degli italiani. (…) Per Letta il governo del fare inizia ora”. La Valsusa (Susa) spera che “a bocce ferme” il voto di mercoledì “porti un po’ di chiarezza”. Un invito alla chiarezza viene anche dalla Vita del Popolo (Treviso): “Una nuova stagione politica si è aperta e questa passa da un rinnovamento della democrazia che passi per una partecipazione diretta dei cittadini e per una formazione e testimonianza personale di chi s’impegna in politica. Le novità, dal basso, non mancano. Ma spetta ai partiti coglierle per rinnovare se stessi e la politica”. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), si rivolge ai politici: “Ascoltate le sofferenze del Paese… Basta con il mandare tutto a rotoli, a scatafascio perché conviene a livello individuale. Basta con le leggi elettorali che non ci permettono di decidere chi scegliere nell’urna. La gente esca dal torpore. La speranza sia l’ultima a morire”. Nelle discussioni di questi giorni, concorda Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), “quello che sembra mancare è l’amore per il popolo, che in politica significa amore per coloro che ti hanno eletto e per coloro che sei chiamato a servire”. Per Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), “c’è da sperare che una sorta di catarsi delle classi politiche vecchie e nuove, con relativo cambio generazionale, possa presto – se non si ricadrà nei soliti giochi di potere – ridare nuovo slancio alla partecipazione democratica, assolutamente necessaria per evitare la stagnazione delle idee ancor più di quella economica e sociale”. Secondo Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), “se oggi la priorità è quella di assicurare all’Italia un governo, nessuno può nascondersi che il nostro Paese ha bisogno di ritrovare quanto prima un equilibrato sistema politico, chiaro nelle sue regole, scandito come tutti gli altri dalla logica dell’alternanza e dall’aggancio alle grandi famiglie politiche europee. È una questione che certo interroga anche il centrosinistra, e in particolare il Pd. Ma è, per prima cosa, tema che coinvolge profondamente il centrodestra”. E al centrodestra dedica l’editoriale Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste). “Sta avvenendo traumaticamente – osserva Fontana – quanto sarebbe stato più saggio prevedere e programmare, ossia il superamento di Berlusconi o, se vogliamo, la fase post-berlusconiana del centrodestra”. E i cattolici? “Per loro – dice Luigi Lamma, direttore di Notizie (Carpi) – è giunto il tempo di uscire dalla posizione di timorosi gregari, per diventare protagonisti di una stagione politica nuova”. Per i cattolici in politica, sostiene Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), questa “è l’ora del coraggio! Il loro impegno è una priorità necessaria e non più rinviabile”. Da Pietro Pompei, direttore dell’Ancora (San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto), l’invito a “pregare per chi governa, perché ami il suo popolo, sia umile, ascolti le diverse opinioni, per scegliere la migliore strada”.

Papa Francesco. Lo stile, le parole e i gesti di Papa Francesco continuano a tenere desta l’attenzione delle testate Fisc. La Voce (Umbria) dedica, ad esempio, uno speciale al Papa, in occasione della visita pastorale ad Assisi (4 ottobre). Con questa iniziativa, spiega il direttore Elio Bromuri, “abbiamo tentato di rappresentare la voce dell’Umbria, di tutta la gente umbra, quella che offre l’olio per la lampada votiva che arde sulla tomba di san Francesco. Tutta l’Umbria, infatti, dalle otto diocesi, da parrocchie, città e Comuni si mette in cammino, come un unico popolo, incontro a Papa Francesco. Un pellegrinaggio religioso e laico insieme, e insieme evento religioso e sociale. Un Papa che si è voluto chiamare Francesco e ha assunto come propria la sua personalità spirituale, ora va a visitare il suo modello e ispiratore Francesco d’Assisi, nella sua città e nei luoghi della sua vita”. Il Ticino (Pavia), riflettendo sulla scelta del nome del Pontefice, sottolinea che è un “grande dono per la Chiesa e per il mondo questo vescovo di Roma, che ha avuto il coraggio di segnare il proprio ministero con la novità di chiamarsi solo Francesco: la sua novità è testimoniare con i suoi gesti, che è possibile una Chiesa altra, che si rinnova non guardandosi allo specchio, per ‘aggiornare’ il suo ormai vecchio volto, ma sperimentando di nuovo l’incontro con il suo Signore”. Secondo Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), “viviamo un momento di grazia, che in nessun modo dobbiamo sciupare per la nostra pigrizia e le nostre incapacità”. Papa Francesco, riprende Francesca Cipolloni, direttrice di Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), “continua a conquistarci nel segno della verità, e sbagliamo se pensiamo a lui come a un invincibile ‘Tarzan’ della Chiesa moderna. Nella sua umanità di peccatore è stato il Pontefice stesso, rivolgendosi ai giovani sardi, a ricordare da dove nasce la sua forza: ‘Nei momenti più bui ho guardato Gesù e lui non mi ha lasciato da solo'”. Il Pontefice, riflette Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), “non si tira indietro su vari fronti. La sua anima è sintonizzata al meglio. E per questo c’interpella senza sosta e ci scuote pressoché ogni giorno. Siamo forse un po’ noi che abbiamo le nostre anime in… ritardo. Perché lui da solo non può fare la Chiesa tutta. Traccia un cammino. Ma i passi sono i nostri”. Il Papa, aggiunge Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), “si pone in dialogo con tutti, convinto che la Chiesa sia composta dalla ‘totalità del popolo di Dio’. La nostra vita – quella di tutti noi, nessuno escluso, propone Bergoglio – è andare, camminare, fare, cercare e vedere. Non c’è più tempo per la tiepidezza: bisogna essere impavidi, alla maniera di Francesco”. Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), si sofferma su uno degli auspici rivolti dal Papa alla Chiesa italiana: ridurre il numero delle diocesi. “Dal mio punto di vista – osserva il direttore – cogliendo lo spirito dell’auspicio del Papa che dà valore alle relazioni, sarebbe più opportuno mantenere diocesi non troppo vaste, per il rischio che il vescovo e gli organismi pastorali si burocratizzino per la necessità di tenere in piedi una struttura. Tuttavia, e Papa Francesco lo dimostra, non si tratta solo di strutture. Dipende dallo stile in cui si vivono le relazioni”.

Cronaca locale. I giornali diocesani dedicano ampi spazi anche alla cronaca locale. Giovanni Tonelli, direttore del Ponte (Rimini), si occupa dello spettacolo “Messa laida” di Massimo Santamicone, messo in scena durante il “BlogFest”, svoltosi a Rimini dal 20 al 22 settembre. All’autore il direttore del settimanale ricorda che “può avercela con la Chiesa, le religioni e tutto quel che vuole, ma il rispetto del sacrificio di un uomo (se non vuol credere che è Dio) che muore innocente sulla croce, perdonando chi lo insulta, come ha fatto pure lei, se lo tenga caro”. Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), torna a occuparsi della realizzazione del nuovo ospedale San Gerardo: “Un sacrificio enorme per i monzesi, compensato soltanto dalla certezza che l’investimento renderà la struttura efficiente per i prossimi trent’anni, all’altezza della tradizione di eccellenza del San Gerardo. Forza e coraggio dunque: i lavori abbiano inizio e noi, insieme a voi, vigileremo”. Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), racconta di “alcune esperienze importanti in campo sportivo” vissute in queste settimane a Fossano, “con vetrine ormai consolidate come ‘Sport in piazza’ che si è appena concluso, o come ‘Il sogno di Santiago’ che ha avuto il suo momento clou domenica con la camminata e il meeting a Boschetti con il grande Patrick Gabarrou. Momenti di sport, ma non soltanto come agonismo. Soprattutto come occasioni per riflettere sul suo valore educativo. E sulla grande responsabilità educativa di allenatori, preparatori, dirigenti sportivi”. Il Portico (Cagliari) dedica l’apertura all’inizio dell’anno scolastico e all’eterno rito dell’assegnazione delle cattedre. “Anche quest’anno – confida Gabriele Colombini, che firma l’editoriale – ho completato la cattedra e – da non credere! – i circa 30mila km complessivi che farò da ora a giugno mi sembrano una strada lastricata di fiori. Ma ci sono i ragazzi che conosco già. Non vedo l’ora di rivederli. E altri nuovi. Non vedo l’ora di conoscerli”. Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) offre un approfondimento sulla campagna nazionale “Slot mob”. In particolare, spiega il direttore Luigi Sparapano, “l’iniziativa chiede una legge che limiti e regolamenti seriamente il gioco d’azzardo e invita i cittadini ad agire subito: recandosi a fare colazione in un bar che ha scelto ‘la disinfestazione’ dalle slot e/o altri giochi d’azzardo. Un modo per ‘premiare’ le virtù civili, e soprattutto fare cultura e opinione”. Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), commenta il progetto di “ripensamento delle autonomie locali (Province, Comuni e Comunità montane) in atto nella regione Friuli-Venezia Giulia”, suggerendo dinanzi alle obiezioni di “non perdere mai i fili del dialogo con i cittadini, il territorio e le autonomie locali, che in fondo sono gli utenti ultimi della riforma”. Toscana Oggi (settimanale regionale) rivolge un appello alla Regione, chiedendo “un altro passo avanti sulla famiglia”: “Pensiamo a politiche che possano garantire alla famiglia di continuare a creare il futuro e costruire una società più umana”.

La vita delle Chiese locali. Non manca, infine, negli editoriali l’attualità ecclesiale. Marco Piras, direttore dell’Arborense (Oristano), presenta due iniziative: il corso d’introduzione al giornalismo e il convegno diocesano. “Entrambe – dice Piras – riusciranno soprattutto nella misura in cui i partecipanti si sentiranno coinvolti e interessati e non solo per la bravura dei relatori interpellati. Questo vale, in misura maggiore, per il Sinodo sulla parrocchia che verrà indetto al termine del convegno: solo con il contributo di ogni membro della comunità arborense, nessuno escluso, sarà possibile individuare le strade migliori per il futuro delle nostre realtà parrocchiali”. Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), propone una riflessione sulla spiritualità cristiana, concludendo che “i cristiani sono mistici ma con gli occhi aperti”. Cammino (Siracusa) parla del dolore provato dai genitori per la morte di un figlio. Questa esperienza, si legge, “può essere vissuta anche come un’offerta, come un consegnare al mondo tutto quello che di buono, di bello, di pulito egli ha compiuto, perché sia per tutti un seme di rinascita”. Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino), ritorna sulla recente Settimana Sociale di Torino, dedicata alla famiglia. In quel contesto, annota Mazzoli, è emerso, “senza mezzi termini, che bisogna suonare la sveglia perché la crisi della famiglia non è un’invenzione, c’è davvero e si allarga a vista d’occhio e rischia di diventare una deriva sociale”. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), si sofferma su un altro recente evento ecclesiale: il convegno internazionale dei catechisti, svoltosi a Roma dal 26 al 29 settembre. E presenta una sintesi dei principali momenti: l’udienza con Papa Francesco venerdì 27 e la Messa celebrata in piazza San Pietro domenica 29. Montefeltro, periodico di San Marino-Montefeltro, ricorda il cardinale Ersilio Tonini, già amministratore apostolico della diocesi, scomparso lo scorso 27 luglio. “Lo salutiamo con grande affetto – scrive il direttore Francesco Partisani – e con la commozione vera di chi sa di aver perso una figura di sacerdote e pastore straordinariamente amato”. La Voce Alessandrina (Alessandria) prosegue nella presentazione dell'”ottobre missionario”, un mese in cui poter “approfondire il senso del partire e del tornare, la necessità di un annuncio, l’urgenza di una solidarietà”. Infine due “focus” sulla “vita” dei settimanali. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola), ricordando che quasi tutte le diocesi hanno un giornale, invita ad “amare il nostro settimanale. Amarlo, leggendolo e diffondendolo”. Mentre Verona Fedele (Verona) è in edicola, da questa settimana, con una rinnovata veste grafica. Così la presenta il direttore Alberto Margoni: “Un giornale che rimane legato alla propria tradizione quasi settuagenaria, al territorio e alla Chiesa veronese. E, al tempo stesso, un settimanale che si presenta rinnovato nella veste grafica e con nuovi contenuti. Questo è il giornale che avete tra le mani, cari lettori, ed è il frutto di un’operazione di restyling che ci ha impegnato per parecchio tempo e ora abbiamo la gioia di potervi presentare, sperando nel vostro gradimento”.