INGHILTERRA E GALLES" "
La Corte suprema d’appello ha respinto i ricorsi contro l’apertura di un college a Richmond in base al presupposto che fosse discriminatoria l’opportunità data alle scuole cattoliche di dare la precedenza ad alunni battezzati. E ha sentenziato che a essere discriminate erano piuttosto le famiglie religiose anziché gli alunni cresciuti in un ambiente ateo
Con l’inaugurazione del St.Richard Reynolds college a Richmond, una scuola elementare e una superiore che accoglieranno quasi 1.300 studenti in questo quartiere del sud di Londra, si è conclusa un’altra battaglia della guerra tra un Regno Unito sempre più secolarizzato e le Chiese cristiane. All’apertura del nuovo complesso, intitolato a uno dei primi martiri della Riforma inglese avviata da Enrico VIII, si erano opposte la "British Humanist Association" di Richard Dawkins, un’organizzazione che promuove i valori di un umanesimo secolarizzato e la "Richmond Inclusive Schools Campaign", un’associazione che definisce discriminatoria l’opportunità data alle scuole cattoliche di dare la precedenza ad alunni battezzati. Lo scontro è arrivato fino a un giudice dell’Alta Corte, la corte suprema di appello in Gran Bretagna, che ha deciso che a essere discriminate erano le famiglie religiose anziché gli alunni cresciuti in un ambiente ateo.
Nessun carico sul contribuente. "La legge inglese dà ai genitori il diritto di scegliere la scuola per i figli e la possibilità di poter contare su un istituto religioso", spiega Kate Griffin, responsabile per il settore educazione della diocesi di Westminster dove si trova la scuola di st. Richard Reynolds. "In Inghilterra le cosiddette ‘faith schools’ sono nate nel 1852, grazie a donazioni di fedeli, e, solo col passare degli anni, lo Stato ha cominciato a contribuire alla loro manutenzione". Un finanziamento che non ha mai coperto tutti i costi di questi istituti. Ancora oggi è la Chiesa cattolica a garantire un edificio alla scuola e un terreno sul quale costruirlo, spese che finirebbero per essere scaricate sul contribuente se il sistema attuale venisse interrotto. Un rischio per oggi inesistente. "Benché viviamo in una società sempre più secolarizzata dove gli attacchi agli istituti religiosi sono inevitabili, le nostre scuole sono ancora il fiore all’occhiello del sistema educativo inglese. Ne siamo molto orgogliosi perché esse non soltanto diffondono un buon livello d’istruzione, ma alimentano anche la vita di comunità insegnando agli alunni i valori del bene comune", spiega Griffin.
È stata la comunità locale a difendere la scuola. "Proprio quello che è successo a Richmond lo dimostra perché è stata la comunità locale a difendere la nuova scuola cattolica dagli attacchi della Società umanista", continua la responsabile del settore istruzione della diocesi di Westminster. "Nella lunga campagna per proteggere l’istituto, i genitori cattolici sono stati sostenuti dal consiglio comunale. Nel mettere Cristo al centro delle lezioni i professori educano gli alunni ai valori fondamentali di una comunità". Come ha detto l’arcivescovo Vincent Nichols, primate cattolico d’Inghilterra e Galles, inaugurando il nuovo istituto, sono i gruppi di pressione umanisti e atei a "seminare divisione nella comunità" impedendo a chi crede di esprimere la propria identità e di trasmetterla ai figli e rendendo la religione un tabù da confinare tra le quattro mura di casa. "Questo diritto dei genitori di educare i figli a valori che ritengono preziosi è protetto dalle Convenzioni europee", ha dichiarato l’arcivescovo Nichols.
La presenza dei cattolici. Benché i cattolici in Inghilterra e Galles siano soltanto 5 milioni, su una popolazione di circa 60 milioni di abitanti, la Chiesa cattolica gestisce il 10% delle scuole, 2.257 istituti che possono vantare i risultati migliori degli alunni durante gli esami. Gli scolari cattolici superano i loro coetanei delle scuole non religiose del 5% agli esami G.C.S.E., quelli che si affrontano tra i 14 e i 16 anni benché in questi istituti il 33,5% degli alunni provenga da minoranze etniche e il 20% da famiglie poverissime. Non è soltanto la Chiesa cattolica a gestire scuole pubbliche. Anche la Chiesa d’Inghilterra e le comunità musulmane, ebree, sikh, greco-ortodosse e della Chiesa avventista possono contare sui finanziamenti dello Stato per gestire scuole dove lezioni su queste religioni formano una parte importante del curriculum.