TREND ANTROPOLOGICO

La natalità a picco? A Taiwan corsa al congelamento ovuli

Forti pressioni sociali sulle donne: si fa leva sul loro desiderio di fare carriera, in un Paese che ha uno degli indici di occupazione femminile tra i più alti dell’Asia. Innalzata a trent’anni l’età media del matrimonio. È la vittoria del modello occidentale: prima il lavoro e i figli fuori dall’età fertile

Nello Stato di Taiwan, altrimenti conosciuto come Cina Taipei o Taipei cinese, si stanno consolidando tendenze analoghe a quelle che si registrano nei Paesi più avanzati dell’Occidente. Insieme all’aumento del numero delle cliniche che selezionano il sesso dei nascituri – con la preferenza per i figli maschi, come da regola ferrea di molti Paesi asiatici – e alla crisi della natalità, da una parte si eleva l’età del matrimonio, dall’altra si diffonde sempre più tra le donne la pratica del congelamento degli ovuli, che favorisce, attraverso le tecniche di crioconservazione, di partorire anche in età non più fertile.

Sviluppo economico e crisi della natalità. Fortissimi sono i legami di carattere economico tra Taiwan e la Cina continentale, che fino alla fine dello scorso luglio ha approvato 89mila progetti finanziati da Taiwan, per un valore di 58 miliardi di dollari. Se a questo dato si aggiungono gli investimenti dei commercianti di Taiwan nella Cina continentale, ci si avvicina a 110 miliardi di dollari. Alla crescita economica dello Stato – che con il suo Pil raddoppiato negli ultimi quindici anni, che si prevede cresca ancora nel corso di quest’anno e lo sviluppo inarrestabile del settore dei servizi e dell’industria manifatturiera, fa parte, insieme a Singapore, Corea del Sud e Hong Kong, delle cosiddette "tigri asiatiche" e compete con le migliori economie del mondo – fa da contraltare, il decremento del tasso di crescita della popolazione: negli anni sessanta era pari al 3,5%; oggi è vicina allo zero, tanto che Taiwan, con una media di 1.11 figli per donna, nelle classifiche si situa negli ultimi posti, precedendo solo Macao e Singapore. Questo fenomeno è determinato dal processo di urbanizzazione, che rende particolarmente gravoso il costo della vita e, quindi, d’impegnarsi nel matrimonio e nella filiazione, e dalle pressioni esercitate sulle donne: fanno leva sul loro desiderio di fare carriera, in un Paese che ha uno degli indici di occupazione femminile tra i più alti dell’Asia.

Il congelamento degli ovuli. Se negli anni Ottanta, le donne si sposavano all’età media di 24 anni, oggi si è passati a un’età media di trent’anni. Oltre questa tendenza, che da sola spiega il decremento della natalità, le giovani donne taiwanesi si recano, in un numero sempre maggiore, nelle cliniche thailandesi, dove è consentita la possibilità d’impiantare embrioni nei quali è selezionato il sesso, illegale nelle cliniche di Taiwan. Dopo essersi indirizzate per lungo tempo ai trattamenti degli embrioni in vitro, praticano ora sempre più il congelamento degli ovuli in età giovanile, per poter concepire anche dopo l’età maggiormente fertile: alcune cliniche registrano un aumento del 200% annuo delle richieste di quello che negli Stati Uniti, in particolare, viene anche chiamato "social egg freezing", "congelamento sociale degli ovociti". La procedura, che viene chiesta e prenotata ogni giorno da un numero crescente di donne, ha un costo di circa 80mila dollari taiwanesi (circa 2.000 euro).

Il modello occidentale. Insomma, quello che si può chiamare legittimamente "modello occidentale", conquista il mondo asiatico più sviluppato e lo condiziona, non solo nei processi d’industrializzazione di consumo e di andamento del mercato, ma anche relativamente ai comportamenti sociali, con la sua capacità seducente e forse anche manipolativa, condizionando pesantemente il suo modello di sviluppo. Come se lo sviluppo economico, degli affari e della carriera debbano procedere su binari indipendenti da quello del rispetto dell’integrità e della dignità della persona umana.