DIECI COMANDAMENTI

Gli artigiani della vita” “in piazza a Palermo” “No alla cultura di morte

Tante le voci in piazza Castelnuovo per riflettere sul “non uccidere”. In una città e in una terra profondamente segnata dalla violenza, ma anche illuminata dal coraggio dei martiri

Migliaia di fiaccole illuminano piazza Castelnuovo a Palermo, in un abbraccio corale che unisce laici e credenti. È l’immagine finale della serata organizzata il 21 settembre nell’ambito dell’iniziativa "Dieci piazze per dieci comandamenti", promossa dal Rinnovamento nello Spirito Santo in collaborazione con il Pontificio consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione, sotto l’egida della Conferenza episcopale italiana. "Non uccidere" è il precetto analizzato, in una città ferita da gravi delitti. Non una limitazione, ma un’indicazione di libertà. Nel ventesimo anniversario della morte del giudice Rosario Livatino, di cui è in corso la causa di beatificazione, si sono alternati sul palco magistrati come Nicola Gratteri e Vittorio Aliquò, scrittori come Maria Pia Bonanate, giornalisti come Domenico Quirico, l’inviato de La Stampa appena liberato dopo una lunga prigionia in Siria. Due i videomessaggi trasmessi: uno di monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che ha parlato di "un’esperienza utile a ritrovare il valore della piazza, spazio della vita sociale, culturale, politica e religiosa", e uno di Papa Francesco. Il Pontefice ha invitato a "seguire la strada tracciata da Dio con i comandamenti", che "non sono una limitazione della libertà", ma "un’indicazione per la libertà più autentica". "I dieci comandamenti – ha proseguito – vengono da un Dio che ci ha creato per amore, che ha stretto un’alleanza con l’umanità e vuole solo il suo bene". Il ricordo dei martiri di mafia. "Nessuno può privare un essere umano del diritto alla vita, nemmeno lo Stato", ha esordito il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. "I terribili delitti perpetrati in terra di Sicilia – ha aggiunto – sono diventati un seme per gridare ancor più forte il nostro inno alla vita". "La morte e la mortificazione dell’uomo rattristano le nostre città, spengono la voglia di vivere, impediscono di vedere il futuro, soprattutto ai nostri figli", gli ha fatto eco il cardinale di Palermo Paolo Romeo. "Troppe volte abbiamo conosciuto la morte e per questo sappiamo quanto vale la vita", ha concluso il porporato. Impossibile dimenticare il beato padre Pino Puglisi e i giudici Falcone e Borsellino. Al loro ricordo il pubblico si alza commosso in piedi e risponde con un lungo applauso. Eliminare la "cultura dello scarto". Fra gli interventi anche quello di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, che si è soffermato sulla necessità di difendere la vita sin dal suo concepimento. "Il valore della vita è insito nel cuore di tutti, credenti o non credenti", ha detto. Occorre però una maggiore presa di coscienza, eliminando in primo luogo "la cultura dello scarto". Bastano piccoli gesti, come una firma per l’iniziativa europea "Uno di Noi" contro la sperimentazione sugli embrioni. Casini ha invitato i presenti ad apporre la propria firma nel banchetto allestito in piazza Castelnuovo, ricordando anche l’appuntamento del "click day". Artigiani della vita. A chiudere la serata è stato il presidente di Rinnovamento nello Spirito Santo Salvatore Martinez. "In una data simbolica come quella della Giornata internazionale della pace – ha rilevato – siamo in piazza per dire ‘no’ allo spirito di morte e ‘sì’ alla difesa della vita in tutte le sue articolazioni". Affinché non rimanga sterile, "alla riflessione deve seguire l’impegno": tutti dobbiamo e possiamo diventare "artigiani della nostra vita", traendo "nuovo vigore anche dalla sofferenza". I siciliani sembrano avere colto il messaggio: "La nostra dedizione verso la vita sarà ancora più forte", dicono in coro un gruppo di trapanesi, allontanandosi a fine serata. "Siamo mobilitati con gioia e continueremo a farlo", aggiunge Mimmo Smeraldi, coordinatore di Rinnovamento nello Spirito Santo per la diocesi di Catania, da dove sono arrivate 150 persone. "Il nostro invito è leggere anche questo comandamento in una chiave di lettura positiva e propositiva", ha sottolineato infine il coordinatore regionale Ignazio Cicchirillo. a cura di Graziella Nicolosi (Palermo)