MUSICA E NON SOLO
Nel sabato sera di piazza Castello c’erano bambini, coppiette poco più che adolescenti, tanti giovani e altrettanti adulti. Le testimonianze delle famiglie e le bambine con “il gioco delle differenze”. E poi la teoria incessante di coppie di novelli sposi giunti per ricordare con qualche foto una giornata memorabile
Una festa "intergenerazionale", con famiglie, giovani e adulti. Un momento di apertura alla città, ma pure di apertura della città verso i delegati giunti a Torino da tutt’Italia. Così si è sviluppato, ieri sera in piazza Castello, "Famiglie in piazza", l’ultimo momento pubblico della 47ª Settimana Sociale dei cattolici italiani che oggi si chiude con le sintesi di quanto emerso nelle assemblee tematiche e le conclusioni di monsignor Arrigo Miglio e di Luca Diotallevi, rispettivamente presidente e vice del Comitato scientifico e organizzatore dell’evento.
Guardando la piazza, con le sedie davanti al palco tutte occupate e tanta gente in piedi, venivano in mente le parole di Papa Francesco nel messaggio di saluto, laddove afferma che "per la comunità cristiana la famiglia è ben più che ‘tema’: è vita, è tessuto quotidiano, è cammino di generazioni". Nel sabato sera di piazza Castello c’erano bambini, coppiette poco più che adolescenti, tanti giovani e altrettanti adulti. Generazioni fianco a fianco, tutte insieme in un evento che ha visto artisti del calibro di Luca Barbarossa con il maestro Cenci, di Linda Valori e Junior Robinson accompagnati dal coro Hope e dagli Anno Domini, ma pure il "duo" comico formato da Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli. A inframmezzare musica e comicità, le testimonianze di una famiglia straniera che vive in Italia e di una numerosa che conta ben 15 membri in tre generazioni. Poi a Torino – città che ha registrato come forse nessun’altra tra Otto e Novecento una massiccia immigrazione dal Sud Italia, e dove tuttora si trovano, ad esempio, ottimi ristoranti con cucina campana o siciliana – non poteva mancare la voce della famiglia di origini pugliesi: papà e mamma, sarti, emigrati verso il Nord in cerca di fortuna.
Mentre, come il tema della diversità tra uomo e donna è stato uno dei fili conduttori di questa Settimana Sociale, così un gruppo di bambine è stato fatto salire sul palco per "il gioco delle differenze": che differenza vedono tra mamma e papà, tra genitori e nonni. Tanta la timidezza dei piccoli protagonisti di fronte al pubblico, che solo dopo un applauso d’incoraggiamento hanno fatto sentire la loro voce.
"Il matrimonio è più del vostro amore reciproco"; attraverso di esso "venite collocati attivamente nel mondo e ne divenite responsabili", scriveva il teologo luterano tedesco Dietrich Bonhoeffer. Parole che sono risuonate nella sera torinese, mentre la piazza era meta incessante di coppie di novelli sposi giunti per ricordare con qualche foto una giornata memorabile. Un caso che forse racchiude la risposta migliore della città alla sfida lanciata dalla Settimana Sociale: sì, c’è ancora chi ci crede, la famiglia ha un futuro.