AMERICA LATINA
Monsignor Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla e presidente del Celam, ripercorre lo straordinario incontro con Papa Francesco e il mandato affidato alle Chiese latino americane. Primo fra tutti, quello di “una Chiesa rinnovata interiormente che sia in grado di dialogare con le attuali generazioni nel contesto globale”
Una Chiesa rinnovata interiormente che sia in grado di dialogare con le attuali generazioni nel contesto globale". Questa la sfida "più urgente" che Papa Francesco ha lasciato ai vescovi latino-americani. È monsignor Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla e presidente del Celam a sottolinearlo ad un mese dall’incontro del Papa a Rio de Janeiro con il Comitato di coordinamento del Celam, il Consiglio episcopale Latinoamericano che raggruppa le 22 Conferenze episcopali della regione. Quello pronunciato dal Santo Padre in quella occasione è stato uno dei discorsi più lunghi e articolati di questo pontificato. Alcuni lo hanno definito addirittura "un’enciclica". In cui il Papa ha chiesto soprattutto ai vescovi di attuare la "rivoluzione della tenerezza", rompendo con quelle "pratiche pastorali impostate con una tale dose di distanza che sono incapaci di raggiungere l’incontro". "La vicinanza – ha detto il Papa – crea comunione e appartenenza, rende possibile l’incontro. La vicinanza acquisisce forma di dialogo e crea una cultura dell’incontro". Il Sir ha raggiunto in Messico mons. Carlos Aguiar Retes. Mons. Aguiar, è passato un mese dal vostro incontro con Papa Francesco a Rio de Janeiro. Ci può dire che tipo di reazione hanno suscitato le parole del Papa? Cosa hanno commentato i vescovi dopo l’incontro? Si aspettavano un discorso così forte?"Quando, il 25 aprile, la Presidenza del Consiglio del Celam ha incontrato il Papa, abbiamo commentato alcuni dei punti che il Papa avrebbe potuto trattare con noi. Per questo motivo, ci aspettavamo degli spunti importanti, e personalmente ho trovato eccellente il suo discorso. Evidentemente anche gli altri vescovi sono rimasti piacevolmente sorpresi dal messaggio del Papa. Molti hanno commentato che ci aveva lasciato un bel compito di riflessione e di discernimento sulla responsabilità episcopale. Tutti noi gli eravamo molto grati". Il Papa ha posto una serie di domande sul lavoro della Chiesa nel dialogo con il mondo. Ha chiesto per esempio, se il lavoro del vescovo e quello dei sacerdoti sia più pastorale che amministrativo. Se il principale beneficiario del lavoro ecclesiale, sia la Chiesa come organizzazione o il Popolo di Dio nella sua totalità. Quale domanda ha attirato maggiormente la sua attenzione? Quale crede che sia la "sfida" più urgente per la Chiesa di oggi?"Ritengo che le domande siano orientate a rivedere il nostro processo di rinnovamento pastorale (una specie di esame di coscienza pastorale). La sfida più urgente consiste nel conseguire una Chiesa rinnovata interiormente che sia in grado di dialogare con le attuali generazioni nel contesto globale". Qual è la "periferia" che è più vicina al suo cuore come vescovo?"La drammatica situazione dei bambini e dei giovani che dalle scuole stesse sono indotti al consumo di droga, dei migranti che sono trattati come delinquenti, in particolare la tratta delle ragazze schiavizzate per la prostituzione, così come il sequestro dei bambini per togliergli gli organi e farne commercio sul mercato nero internazionale". Come interpreta la tentazione del clericalismo?"Il Papa ci ha esortato ad evitare che i fedeli laici siano limitati nella loro libertà e a promuovere le condizioni che facilitano lo sviluppo dei loro carismi, in modo che possano rispondere alla loro vocazione battesimale di essere il lievito evangelico del mondo". Dopo questa splendida giornata mondiale della gioventù, quali nuove prospettive si aprono per la Chiesa in America Latina? Da dove ricominciare?"Dobbiamo continuare con la chiamata alla conversione pastorale, intensificare, alla luce di Aparecida, il rinnovamento delle diocesi e delle parrocchie, aiutare coloro che sono rimasti indietro nel processo di rinnovamento". Il Papa e la Chiesa in America Latina stanno dando un nuovo vigore alla Chiesa universale. Quale sarebbe il "regalo" più importante e caratteristico che l’America Latina può dare al mondo e alla Chiesa?"Lo Spirito Santo ha donato alla Chiesa la persona di Papa Francesco. Ora spetta a noi accompagnarlo nel suo ministero petrino con una Chiesa in comunione, viva e partecipativa".