RIAPERTO ALLA LITURGIA
Una grande partecipazione, come nell’età delle cattedrali medievali, quando alla loro costruzione concorreva tutta la popolazione. Anche dal punto di vista economico è stato un impegno corale: raccolti oltre 3 milioni di euro. Il vescovo Oscar Cantoni: “La cattedrale è la casa di tutti”. L’impronta artistica dello scultore Mario Toffetti. Il ruolo del settimanale diocesano “Il Nuovo Torrazzo”
La folla ha invaso il duomo di Crema sabato 12 aprile, il giorno della riapertura liturgica, dopo oltre tre anni di restauri, iniziati il 24 novembre 2010. Quasi una nuova presa di possesso con gran voglia di vedere la luminosa cattedrale e di toccare con mano le prestigiose opere dello scultore Mario Toffetti che arricchiscono il nuovo presbiterio.
Il riassetto del duomo cittadino ha avuto una partecipazione corale a tutti i livelli: di interesse, di curiosità, di proposta, anche di critica. Molti i dibattiti sul settimanale diocesano "Il Nuovo Torrazzo" che ha pubblicato oltre sessanta pagine, accompagnando e illustrando ai lettori, passo passo, il cammino dei restauri e spiegando il significato spirituale dei segni architettonici e liturgici.
Insomma, una grande partecipazione, come nell’età delle cattedrali medievali quando alla loro costruzione concorreva tutto un popolo. E ciò anche dal punto di vista economico. In questi anni la diocesi ha sempre pubblicato sul suo giornale con assoluta trasparenza spese e offerte. Lo ha fatto anche alla fine dei lavori, indicando i costi complessivi (4 milioni 85.803,26 euro) e le offerte già raccolte: ben 3.140.588,35 euro. Mancano all’appello ancora 945.214,91 euro, non molti se si considera il budget dei costi.
Alla copertura hanno concorso tutti: enti pubblici e privati, ma anche tanti cittadini. Determinanti i contributi degli Istituti bancari, in primis la Fondazione Cariplo, l’Associazione Popolare Crema per il Territorio; la Fondazione Banca del Monte di Pavia; la Banca Cremasca; la Cassa Rurale dell’Adda e del Cremasco; la Stogit (ex Eni). Anche i fedeli non hanno mancato all’appuntamento: c’è stato chi, chiedendo di restare anonimo, ha messo nelle mani del vescovo 100mila euro. Un’eredità ne ha portati tre volte tanto. E il vescovo Oscar Cantoni ricorda "le tante persone semplici che si sono avvicinate a me con molta discrezione e mi hanno dato quel poco che potevano. Erano i loro risparmi. Ebbene, qui il Vangelo si è ripetuto: come la povera vedova che, donando pochi spiccioli, ha donato tutto".
Al termine dei lavori la Commissione per i restauri, presieduta da don Vito Barbaglio, ha pubblicato sul settimanale diocesano una tavola con l’elenco delle opere non ancora finanziate, buone idee per fare un dono al duomo. "Coraggio – vi si legge – singoli cittadini, parrocchie, enti, aziende, club, associazioni, è possibile lasciare un segno di sé nella nuova cattedrale, finanziando interamente o in parte un’opera di quelle elencate. È lecito sperare in un sussulto di buon cuore? Crediamo di sì. Sarà il segno di una comunità cristiana viva che ama il suo duomo". E, ogni settimana, Il Nuovo Torrazzo renderà conto delle offerte man mano pervenute.
Già in questi giorni qualcuno ha risposto all’invito. Nel mese di maggio sono poi in programma i pellegrinaggi in cattedrale di tutte le zone pastorali della diocesi. Nell’occasione toccherà alle singole comunità, tramite i propri parroci, consegnare al vescovo un contributo.
Ma per raccogliere fondi per i restauri si sono mossi anche i panificatori e i pasticceri della città, realizzando persino un dolce speciale: "la mattonella del Duomo". Le Tavole Cremasche, un’associazione di ristoratori, ha organizzato un grande pranzo di beneficenza. Infine sono state realizzate tavolette artistiche in terracotta con la facciata del Duomo da omaggiare a chi consegna un’offerta pari o superiore a 60 euro. E sabato sera, 12 aprile, la liturgia di apertura con la veglia dei giovani e la professione di fede dei diciannovenni, è stata davvero una festa di popolo. "È un’ora che a lungo abbiamo atteso – ha detto il vescovo Oscar nell’omelia – perché la cattedrale è un punto di riferimento comune, è la casa di tutti".
L’intervento conservativo dei tre anni scorsi, ha interessato l’intero edificio del duomo, dal riassetto delle coperture, al lavaggio di tutte le pareti in cotto, al restauro dei manufatti lapidei (fra cui quelli splendidi del portale principale), degli arredi lignei interni e dei numerosi lacerti d’affresco. È stato l’impegno di un gran numero di aziende locali, corale anch’esso. Insomma, il duomo ha dato lavoro a tantissime persone… in questo tempo di crisi un toccasana per il Cremasco.
Due le novità della cattedrale restaurata. Innanzitutto la collocazione nella parete dell’abside della meravigliosa tela dell’Assunta (alla quale è dedicato il duomo) di Vincenzo Civerchio (Crema 1470-1544), in sostituzione della precedente Annunciazione. La seconda è il nuovo presbiterio. Era rimasto incompiuto da quando mons. Manziana, nel 1966, l’aveva adeguato alla riforma liturgica conciliare, commissionando poi – nel 1979 – il nuovo altare al giovane scultore Mario Toffetti, di cui aveva intuito il genio. Nel 2010 il vescovo Oscar lo ha richiamato per completare l’opera. E l’artista bergamasco ha realizzato, da par suo, il pavimento in Palissandro (persino scolpendo le curve della gradinata), l’ambone e la cattedra in Rosso di Asiago, come l’altare. Sono le ultime opere eseguite dal grande scultore dei Papi, prima di chiudere la sua straordinaria parabola artistica nel novembre scorso.
(*) direttore de "Il Nuovo Torrazzo" (Crema)