DIRITTI UMANI
Nonostante le rassicurazioni delle autorità, il Vietnam continua a non rispettare i diritti umani e a violare la libertà religiosa. Secondo l’ultima edizione del Rapporto dell’organizzazione “Porte Aperte”, insieme all'”antagonismo tribale” e alla “paranoia dittatoriale”, la fonte principale di persecuzione che affligge i cristiani è “l’oppressione del comunismo”
Secondo l’ultima edizione del Rapporto dell’organizzazione "Porte Aperte", insieme all’"antagonismo tribale" e alla "paranoia dittatoriale", la fonte principale di persecuzione che affligge i cristiani in Vietnam è "l’oppressione del comunismo". "Le autorità – rileva il Rapporto – continuano a percepire i cristiani come un’influenza straniera, oltre che agenti dell’Occidente". I cristiani subiscono la maggior parte delle pressioni nelle sfere che riguardano la vita pubblica e di Chiesa (sia che si tratti di Chiese sorvegliate e senza possibilità di registrarsi, sia che si tratti d’impedire la formazione di guide di comunità ecclesiali). Fino al punto d’impedire il lavoro fra i giovani credenti. Tanto la Chiesa cattolica che quella evangelica, subiscono espropriazioni e affrontano l’impossibilità di riottenere le proprietà confiscate prima del 1975. La stampa di materiale religioso necessita l’approvazione del governo. I convertiti al cristianesimo, che affrontano ulteriori restrizioni nella sfera privata e comunitaria, una volta scoperti, subiscono enormi pressioni da parte della famiglia e dei vicini per indurli a rinunciare alla loro nuova fede, affrontando anche restrizioni di tipo economico.
La sorte di Le Quoc Quan, avvocato cattolico. Tra gli ultimi perseguitati, una delle voci più autorevoli del dissenso interno – come denunciano le Ong pro-diritti umani di tutto il mondo – l’avvocato e blogger cattolico Le Quoc Quan. Arrestato il 27 dicembre 2012, con l’accusa di frode fiscale, viene condannato il 2 ottobre scorso a 30 mesi di prigione e al pagamento di una multa di 56mila dollari. Contro la sua detenzione, hanno protestato centinaia di credenti, non solo cattolici. Nei giorni precedenti alla celebrazione del processo d’appello, che ha confermato la condanna, Le Quoc Quan – che sin dall’inizio della sua detenzione non ha mai ottenuto d’incontrare un sacerdote – dalla sua cella ha pubblicato una lettera aperta in cui ha affermato di nutrire una "fede salda" nell’avvenire del popolo vietnamita e ha ringraziato per il sostegno ricevuto.
L’Unhrc boccia il Vietnam sul rispetto dei diritti umani. Nel corso dell’ultima riunione che si è tenuta a Ginevra, in Svizzera, della Commissione Onu per i diritti umani (Unhrc), i rappresentanti del governo vietnamita hanno rassicurato la comunità internazionale sui miglioramenti in tema di libertà e rispetto dei diritti umani. Il Gruppo di lavoro in seno all’Unhrc – che già nello scorso mese di giugno aveva scritto nel suo Rapporto che nel Paese "esiste un elevato livello di sospetto sia nei confronti della comunità cattolica di circa 8 milioni di aderenti, sia nei confronti dei gruppi evangelici protestanti vicini a 1 milione e 700 mila aderenti" e che viene esercitato "un elevato controllo di tutte le attività religiose" e "limitata ogni pratica religiosa indipendente" – ha fornito al Vietnam 227 fra suggerimenti e raccomandazioni in cinque diversi settori, per un reale miglioramento in tema di diritti umani. Fra i vari punti, il "rilascio incondizionato" di tutti i prigionieri politici. Il governo dovrà dare le risposte entro la prossima riunione del gruppo, che è in programma nel giugno prossimo in occasione della 26ma Sessione del Consiglio.