GIORNATA PER GIUSTIZIA PENALE
I mitra sparano e alcuni uomini, allineati, cadono a terra, senza vita. Nella stessa fossa comune, appositamente predisposta, vengono rapidamente schierati altri uomini, con la stella di Davide appuntata sugli abiti. Il mitra spara ancora. Altro sangue, altre vite perse. È solo uno dei video resi disponibili nel sito dello United States Holocaust Memorial Museum, museo dell’Olocausto di Washington, nell’ambito di una "operazione verità" in occasione della Giornata per la giustizia penale internazionale che si celebra ogni anno il 17 luglio.Il Museo americano ha deciso infatti di desecretare l’archivio della commissione a suo tempo istituita dalle Nazioni Unite per far luce sui crimini di guerra. Nel sito dello stesso Museo è inoltre presente la collezione intitolata "Some Were Neighbors", specificamente orientata a far luce sui collaborazionisti nazisti negli "Stati satelliti" della Germania di Hitler.Si tratta, nel complesso, di materiali – testi, foto, video – crudi, feroci, che delineano senza mezzi termini le peggiori nefandezze degli anni della seconda guerra mondiale, con un’attenzione specifica agli ebrei – ma non solo – perseguitati in ogni Paese, e ai collaborazionisti di tutte le nazionalità, dalla Francia all’Italia, dalla Norvegia alla Slovacchia. Un focus particolare è dedicato ai collaborazionisti cristiani: laici, religiosi, preti che, sedotti dalle parole d’ordine del Führer e accecati dall’odio antisemita, macchiarono di sangue le pagine del Vangelo.Ma il messaggio della mostra può essere più ampio e, purtroppo, sempre attuale. La guerra è una minaccia costante, le armi portano solo violenza e morte, la ferocia umana accompagna la storia dell’umanità. E l’unica risposta di segno contrario è la costruzione paziente della pace mediante il dialogo e la collaborazione tra popoli e Stati.