FAME DI ABITAZIONI

Emergenza sfratti” “Pinerolo soffre” “ma prova a reagire

Il vescovo Pier Giorgio Debernardi: “Faccio appello a tutti, ad ogni persona di buona volontà: non lasciamo vuoti gli alloggi di nostra proprietà”. Poi lancia la proposta di acquistare la Casa del Cottolengo per destinarla ad abitazione temporanea. L’azione del Comitato Rete Casa per la mediazione abitativa. Imu ridotta a chi fitta. Solidarietà di diocesi, chiesa valdese, associazioni e amministrazione

Emergenza casa. Anche in provincia accade. Non solo nelle metropoli. Lo sa bene chi vive a Pinerolo e dintorni. Siamo vicino a Torino, una quarantina di chilometri. Qui la crisi sta colpendo duro. Il tessuto imprenditoriale era tutto sbilanciato sul manifatturiero, indotto ex Fiat. In pochi anni tante, troppe famiglie, si sono trovare senza più alcun reddito. Hanno chiuso aziende anche importanti, lasciando a casa centinaia di lavoratori. Una crisi strutturale del tessuto industriale locale. La città non ha risentito neppure dell’onda lunga delle Olimpiadi del 2006 che avevano visto le vallate pinerolesi protagoniste soprattutto per le gare di curling. Chiudono le aziende e stenta a nascere qualche cosa di nuovo. "La notte non riesco a dormire, penso a tutte le persone che non riusciamo a sostenere" confessa Agnese Boni, assessore alla Politiche sociali di Pinerolo.

I numeri. Il Piemonte è la quarta regione per numero di sfratti. Nel 2001, registra il ministero dell’Interno, c’era uno sfratto ogni 439 famiglie, nel 2013 si è arrivati a uno sfratto ogni 285 famiglie. E nella provincia di Torino: uno sfratto ogni 266 nuclei familiari. L’amministrazione comunale di Pinerolo nel 2011 ha speso 24mila euro per ospitare negli alberghi le famiglie sfrattate, nel 2013 la cifra è vertiginosamente salita a 105mila. Rispetto alla forte richiesta di edilizia sociale, in città ci sono solo 450 alloggi. Con scarsissimo ricambio. Il Comune ha ancora 16 alloggi che gestisce in regime di subaffitto, con un costo annuo di circa 72mila. In città sono almeno duemila gli alloggi sfitti. I disoccupati sono oltre 3.400, su una popolazione di quasi 35mila abitanti, di cui il 30% è over 65 anni. Il dieci per cento della popolazione, secondo le stime dell’assessore alle politiche sociali vive "una povertà povera", una fascia che solo fino a tre anni fa aveva un reddito dignitoso. Oggi una pensione seppur minima è già meglio di niente.

L’appello del vescovo. "Una famiglia senza casa e senza lavoro è come se perdesse la propria dignità. Nessuno può sentirsi estraneo di fronte a questa drammatica emergenza". Ancora una volta il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, davanti al numero crescente di sfratti interviene sulla questione e rivolge un nuovo appello a tutti i cittadini della diocesi: "Faccio appello a tutti, ad ogni persona di buona volontà: non lasciamo vuoti gli alloggi di nostra proprietà". E ricorda che nessuno può sentirsi estraneo di fronte "a questa drammatica emergenza".

La proposta. Il vescovo va oltre e formula una proposta concreta. A Riva, vicino a Pinerolo, c’è la Casa del Cottolengo, gestita per anni dalle suore giuseppine per le suore anziane malate. Ora è vuota e in vendita, e monsignor Debernardi ha in mente di destinarla a luogo di abitazione temporanea in attesa di soluzioni migliori. La diocesi quindi è disposta ad acquistarla, anche grazie a un prezzo di favore applicato in considerazione del possibile utilizzo. Ma le risorse della diocesi non sono sufficienti. Per questo il vescovo lancia un altro appello: "Invito coloro che possono aiutarmi con donazioni o prestiti per far sì che questo bene possa essere acquistato a scopo di solidarietà a servizio della nostra città".

Prevenire l’emergenza. Da un paio d’anni opera a Cumiana, centro vicino a Pinerolo, il Comitato Rete Casa. Il gruppo contatta i proprietari di alloggi vuoti, fa da ponte con chi cerca casa, ma non ha le possibilità di sostenere i prezzi di mercato. I volontari mediano chiedendo una riduzione ai proprietari in cambio l’amministrazione pubblica abbatte la percentuale dell’Imu. "In sostanza – spiega il presidente Luigino Caucci – abbiamo cercato di unire le forze per intervenire prima che scoppi l’emergenza". Un lavoro di rete che ha coinvolto anche la Caritas regionale e quella diocesana, oltre che la Fondazione Mario Operti da molti anni impegnata proprio sul fronte casa. Da qualche mese il Comitato ha lanciato la stessa iniziativa anche a Pinerolo. Si aggiunge ad altre messe in cantiere direttamente dal Comune. L’assessore Boni è convinta che le risorse devono essere utilizzate per evitare che si arrivi alla tragedia, ma ogni giorno sempre più uomini e donne si presentano agli sportelli comunali, della Caritas, delle agenzie di aiuto dei valdesi per chiedere un sostegno. La buona notizie è che all’emergenza sta rispondendo un fronte compatto. Diocesi, chiesa valdese, associazioni, amministrazione pubblica stanno collaborando per fornire risposte e non abbandonare chi sta soffrendo per il lavoro e la casa.