L'OPINIONE DEL TERRITORIO
I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, ricordano che domenica ricorre la Giornata per la carità del Papa, la colletta che si svolge in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. E rilanciano le parole del Papa in Calabria: “Il Pontefice ha scomunicato i mafiosi”
Domenica ricorre la Giornata per la carità del Papa. I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, ricordano l’appuntamento annuale con l’Obolo di San Pietro, la colletta che si svolge in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Al cento degli editoriali anche la forte presa di posizione del Santo Padre a Cassano all’Jonio. "Hanno colpito tutti le parole pronunciate da Papa Francesco durante la sua visita in Calabria", concordano le testate Fisc. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: i cento anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, la politica, i mondiali di calcio, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.
Il Papa in Calabria. "È la condanna definitiva della logica della criminalità organizzata, dell’anti-Stato che prevale sullo Stato, dell’organizzazione familistica dei clan". Le parole di Papa Francesco sui mafiosi durante la visita a Cassano all’Jonio sono al centro di diversi editoriali. Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), scrive: "Finalmente la parola è stata pronunciata: scomunicati. I mafiosi di ogni specie sono scomunicati. Lo ha detto Papa Francesco, non con la sua firma in calce ad un decreto stilato nelle stanze degli uffici vaticani, lo ha gridato davanti ad una folla di 250mila fedeli, raccolti nella piana di Sibari. Lo ha gridato in questa terra dominata dalla ‘ndrangheta, interrompendo la lettura del testo scritto dell’omelia e alzando gli occhi verso la folla". Commentando le parole del Papa, Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), osserva: "La mafia è un cancro che da tempo ha colpito il tessuto sociale ed economico dell’intero Paese, in particolare di quelle zone dove circolano più soldi e si possono fare affari". Per questo, "ognuno di noi può, con i suoi comportamenti personali, ‘scomunicare’ la mafia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ricordavano spesso che la mafia non va combattuta solo con le inchieste della magistratura o grazie alle operazioni delle forze dell’ordine: serve, prima di tutto, un nuovo modo di vivere da parte dei cittadini, che affondi le sue radici nel rispetto delle regole e nella difesa del bene comune". L’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri) rilancia l’articolo di Domenico Marino, direttore dell’Abbraccio (Cassano all’Jonio), pubblicato sul Sir, nel quale si evidenzia che sabato 21 giugno "resterà nella storia perché in un suo angolo di mondo un Pontefice ha accompagnato boss e picciotti, capibastone e sottopancia, fuori dalla grande e accogliente famiglia cattolica. Perché Vangelo e rituali criminali, Parola di Dio e regole di malavita, sono inconciliabili come più volte sottolineato da singoli vescovi e anche dalla Conferenza episcopale calabra". Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), fa notare: "Non possiamo far passare però questa visita come la visita della scomunica alla ‘ndrangheta, giusta e opportuna per diradare qualsiasi nube e tacitare presunte connivenze, ma è stata la visita nella quale con la sua dolcezza il Santo Padre ci ha indicato Colui al quale dobbiamo volgere il cuore e lo sguardo per il riscatto della nostra terra". Periferia è una parola chiave del Pontificato di Francesco, osserva Cammino (Siracusa): "Il Papa non ne parla soltanto, ne offre una testimonianza personale e diretta", come nelle "sue visite pastorali da Pontefice, da Lampedusa (la prima) fino alle carceri di Castrovillari (la più recente)".
Politica italiana ed europea. Si registrano novità in politica e i settimanali subito lo fanno notare. Per Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), "qualcosa sta cambiando in Europa, pare proprio per merito del ‘nostro’ Renzi. Persino la cancelliera tedesca sembra ammettere o tollerare una maggiore flessibilità nei conti pubblici degli stati in difficoltà". E non basta: "Qualcosa sta cambiando anche in Italia, ancora – pare – per merito di Matteo Renzi, che ha costretto a Canossa persino il M5S, che ora si sbraccia per partecipare alla riforma elettorale giurando di essere depositario della formula giusta e assicurando che intende collaborare con il vituperato Pd". "L’Europa cambia rotta?", si chiede la Guida (Cuneo), che, a proposito delle larghe intese avviate dopo le elezioni, parla "di risultati interessanti, che contribuiranno a modificare il paesaggio politico europeo. Con la speranza che quello di domani sia migliore di quello di oggi e, soprattutto, in grado di dare una nuova spinta in avanti all’Unione europea".
Prima guerra mondiale. Anche i cento anni dall’attentato che costò la vita all’arciduca Franz Ferdinand, erede al trono dell’Impero asburgico e alla moglie Sofia e fu la scintilla per lo scoppio della prima guerra mondiale, sono l’occasione per riflettere. Per Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), "il problema irrisolto è ancora quello del 1914: lo status delle minoranze culturali e linguistiche, dei ‘popoli senza Stato’, troppo spesso compressi nei loro diritti naturali". Se l’Europa "non affronterà seriamente questo nodo cruciale con un balzo in avanti della democrazia, dell’autonomia e della sussidiarietà a tutti i livelli per realizzare l’Europa dei popoli, capace di accogliere e valorizzare ogni cultura, l’intreccio con le tensioni economiche dettate dalla globalizzazione rischia di diventare molto pericoloso". Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), rivolge "un appello a un rinnovato impegno per la pace: è il vero modo per raccogliere l’eredità di chi cadde vittima di quel primo conflitto mondiale".
Mondiali di calcio. I Mondiali di calcio in corso in Brasile fanno discutere, per un motivo o l’altro. Il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) attraverso le parole di monsignor Giancarlo Dallospedale, prete "fidei donum", vicario generale della diocesi di Boa Vista in Roraima (Brasile), pone l’accento su fatto che "i vescovi brasiliani, mentre riconoscono il valore dello sport e la ricchezza dell’incontro di tante culture differenti, e il contributo alla comprensione mutua e alla edificazione della pace tra i popoli, proveniente da tale evento, solidarizzano con tutti coloro che, a causa delle opere della ‘Coppa’, sono stati feriti nella loro dignità umana e visitati dal dolore per la perdita di persone care". Questione ben diversa è l’eliminazione della nazionale italiana dai Mondiali, che fa vagheggiare altri tempi, come capita alla Valsusa (Susa): "Ieri sentivo alla tv Ardito Desio raccontarci l’impresa italiana per la conquista del K2. Al presidente De Gasperi che gli diceva: guardi che questa impresa non ce la possiamo permettere, Desio gli risponde: no, presidente, dobbiamo riuscirci, dobbiamo puntare in alto. Ma quella, si sa, era davvero un’altra Italia". Per Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), "è difficile parlare e scrivere di calcio, mentre una famiglia piange un figlio ucciso da un colpo di pistola durante gli scontri tra tifosi prima della finale di Coppa Italia".
Cronaca. Sono tanti i fatti di cronaca nazionale e locale che offrono spunti per gli editoriali. Su come i media si siano accaniti sulla vicenda di Yara Gambirasio riflette Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro): "È giunto il momento, ed è già tardi, di trovare un modo per non avvelenare del tutto la convivenza civile. Questa ‘toccata e fuga’ imperante nelle relazioni e nell’informazione sempre più spettacolarizzata non è né etica né umana ma solo irresponsabile; lascia alle spalle vittime e vuoto". Commentando il delitto di Motta Visconti, Gesualdo Purziani, direttore della Voce Misena (Senigallia), evidenzia: "Un bambino dovrebbe crescere con la certezza che una madre e un padre sono il rifugio più sicuro. Che da qualunque tempesta potrà trovare riparo tra le loro braccia. Invece, molte volte chiediamo alla loro infanzia di sostenere le nostre fragilità di adulti, e quando accadono queste tragedie, ci troviamo a doverli rassicurare che il mostro non avrà il volto della loro madre e del loro padre". Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), evidenzia le conseguenze negative della sentenza della Corte Costituzionale sulla fecondazione eterologa: "Se non si percepisce più il figlio come un ‘dono’, si ottenebra la nostra capacità di cogliere il dono in tutti gli altri campi della vita". A parlare della crisi demografica e delle sue conseguenze anche sulle pensioni in futuro è Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone): "Nei prossimi dieci anni si produrrà uno squilibrio tra numero di lavoratori e pensionati. Un esempio chiarisce meglio il fatto. Se oggi occorre almeno un milione di lavoratori stranieri che paghino contributi perché poi lo Stato versi le pensioni agli anziani in aumento, fra dieci occorreranno cinque milioni di stranieri per mantenere l’equilibrio dei conti". Luigi Lamma, direttore di Notizie (Carpi) ricorda che "Sentinelle in piedi" sabato scorso "ha fatto tappa a Modena, in piazza Grande, con circa quattrocento presenze, e anche qui come in altre città gruppi di facinorosi legati ai movimenti omosessuali hanno inscenato azioni di disturbo e di dileggio verso i manifestanti. Situazioni analoghe, e anche peggiori, sono state segnalate in altre città italiane". Questo, sottolinea, è "il bel paese della tolleranza e del rispetto per le idee altrui.". Gazzetta d’Asti (Asti) rilancia la lettera aperta della Consulta regionale della pastorale della salute piemontese al neo presidente del Piemonte Sergio Chiamparino e al neo assessore della sanità Antonio Saitta con le "priorità" da perseguire. Ricordando la presentazione del XXIII Rapporto sull’immigrazione, realizzato da Caritas e Ufficio Migrantes, presso la Prefettura di Avellino, Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), osserva: "Insieme al grido di allarme la Chiesa agisce concretamente al fianco degli ultimi fungendo anche da stampella di molteplici strutture e istituzioni governative". A proposito della dichiarazione del prefetto di Perugia Antonio Reppucci sul tema del consumo di sostanze stupefacenti e giovani, Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), nota: "Tutte le istituzioni che hanno responsabilità educative (compresa la chiesa), dovrebbero riflettere su questo tema per creare un sano dibattito tra le famiglie e per far si che è necessaria più attenzione nel rapporto genitori figli". A proposito di tasse e, in particolare della Tasi, l’Eco del Chisone (Pinerolo) denuncia: "Nulla è cambiato rispetto agli anni precedenti, le tanto sbandierate semplificazioni non solo non si vedono, ma aumentano le complicazioni". Di misure per rilanciare le aziende si occupa il Nuovo Diario Messaggero (Imola): "Le imprese non si creano né si salvano per legge", ma "un intervento normativo, amministrativo o di natura fiscale fatto nei modi e nel momento giusto può stimolare la nascita di nuove imprese e convincere quelle esistenti, che sono in crescita, a scegliere di impiantarsi in un determinato territorio". Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), lamenta che ha chiuso il negozio della San Paolo e che è stata approvata una "mozione con l’astensione della maggioranza" che prevede lo spostamento della mensa di Padre Guido: "Inquieta che ci possa essere chi pensa ‘ad una città più fruibile dal punto di vista turistico’, allontanando i poveri dalla vista dei ricchi". L’editoriale di Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), si occupa delle manifestazioni e degli appuntamenti culturali che a maggio e giugno raggiungono l’apice in città: "Tutto ciò – cultura, arte e dintorni – diventa risorsa, non soltanto per il tanto invocato turismo, e neppure soltanto per il bisogno di evadere un po’ e per un attimo non pensare ai tanti problemi". Luigi Losa, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), si occupa, invece, della "cerimonia di fine lavori di restauro della Villa reale" e di qualche possibile "polemica".
Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. Il Cittadino (Genova) riporta le parole del cardinale Angelo Bagnasco in occasione del discorso che ha concluso la tradizionale processione del Corpus Domini: "L’Eucaristia è il sacramento dell’unità ed è l’amore che unisce, in famiglia, nel lavoro, nella società". Alla festa del Corpus Domini è dedicata la riflessione di Paolo Busto, direttore della Vita Casalese (Casale Monferrato): "La celebrazione del Corpus Domini va ben oltre all’affermazione dogmatica sulla presenza reale del Signore nell’eucaristia, perché trova la sua radice nell’incarnazione". Dalle pagine di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) il vescovo Luigi Martella, guardando al prossimo anno pastorale precisa: "L’anno prossimo il progetto pastorale prevede che il discorso dell’educazione si debba coniugare con la carità (tra-ducere). La speranza evangelica e anche la speranza autenticamente umana non possono germogliare o consolidarsi se non attraverso la fantasia della carità che si esprime concretamente nei segni visibili e invisibili di amore e di vicinanza verso tutti e in particolare verso i più bisognosi". Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena), ricorda un’iniziativa del vescovo, monsignor Douglas Regattieri: "Un indirizzo email. Quello personale. Diretto. Un modo per mettersi in contatto, anche da uno smartphone, con il vescovo. Per aprire un canale di comunicazione. Per parlare, dialogare, confrontarsi sui temi che più stanno a cuore. Per ragionare insieme su cosa ha valore e cosa no. Per capirsi, conoscersi, stimarsi, incontrarsi e camminare insieme. In queste poche battute si può condensare la lettera aperta inviata dal vescovo Douglas a tutti i giovani della diocesi". In occasione dei 50 anni di sacerdozio del vescovo monsignor Dante Lafranconi, la Vita Cattolica (Cremona), attraverso il vicario generale monsignor Mario Marchesi, sottolinea che "è bello e doveroso che la nostra Chiesa colga anche questa occasione per intensificare personalmente e nelle comunità cristiane la preghiera per sostenere il suo lavoro apostolico e per esprimergli, con l’unità della fede, della preghiera e dell’azione pastorale, in forma semplice ma significativa , l’augurio e la devozione filiale". Il Corriere Eusebiano (Vercelli) ricorda che domenica 29 giugno il nuovo arcivescovo, monsignor Marco Arnolfo, riceverà il pallio dal Papa. La Voce Alessandrina (Alessandria) riferisce, invece, del pellegrinaggio della sezione Oftal di Alessandria a Lourdes, guidato dal vescovo Guido Gallese. Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) fa sapere che domenica si celebra la Giornata per la carità del Papa: "La generosità della nostra offerta renderà più larga la carità di Francesco". Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), parla dell’ordinazione sacerdotale di Andrea Manzone: "Un evento che invita riflettere sul nostro credere, sul senso dell’essere Chiesa oggi, nella nostra terra, sulla necessità non solo di entrare nel futuro costruendolo ogni giorno, ma anche di guardare più avanti, fidandosi del Vangelo". Parlando delle chiese, l’Ora del Salento (Lecce) sottolinea che "il patrimonio artistico è anche una risorsa, così, almeno, si sente continuamente ripetere, ma quanto poco, effettivamente, ancora si fa per valorizzarlo, perché diventi, cioè, veramente una risorsa". Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio Emilia-Guastalla), annuncia una novità che riguarda il giornale: "Tramite La Libertà on-line sarà presto possibile ordinare le stampe delle immagini di eventi diocesani – curate da Giuseppe Maria Codazzi – in tre formati diversi". Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), riflettendo sull’affermazione "In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas", che vuol dire "Unità nelle cose necessarie, libertà nelle cose dubbie, in tutte la carità", ritiene che sia "un avvertimento che torna in particolare nei momenti di transizione e di cambiamento come quello che stiamo attraversando".