SPAGNOLI E INGLESI
Il Mondiale brasiliano ha già dato due verdetti: avere il campionato più ricco, bello e "figo" non è un requisito fondamentale per avere anche una grande nazionale; il sole brasiliano sorride ai cittadini, ma non ai "sudditi". Le figuracce rimediate dalla Spagna e dall’Inghilterra sono sotto gli occhi di tutti e se per i primi non c’è scusa che tenga, per i sudditi della "Queen" più famosa e longeva del mondo qualche attenuante la si può trovare.Partiamo dalle "Furie Rosse": una squadra che ha vinto l’ultimo mondiale e gli ultimi due Europei non può prendere 7 gol in 2 partite e realizzarne solo 1. Certo i cicli, è vero, si aprono e si chiudono, ma c’è modo e modo. E la squadra di Del Bosque ha scelto il peggiore e proprio nel giorno in cui saliva al trono il nuovo re, Felipe VI. Eppure la squadra che ha conquistato tutti con il famoso "tiki taka" ha presentato lo stesso undici pluricampione degli ultimi anni. Però questa volta a correre il doppio e annichilire gli avversari con una lunga serie di passaggi fitti sono stati gli olandesi e i cileni.Per quanto riguarda la nazionale inglese, la cui speranza di passare il turno è appesa a un filo, saranno pure gli inventori del calcio, ma è evidente che non hanno ancora capito bene come si gioca e, soprattutto, come si "vince". Non a caso nella loro bacheca c’è solo una Coppa Rimet che risale al Mondiale casalingo del 1966… Non proprio recente insomma. Quindi cosa aspettarsi di più da loro? Tuttavia entrambe le nazioni possono vantarsi di avere i campionati più ricchi e seguiti del mondo, la Premier e la Liga, i giocatori (stranieri) più costosi (Cr7, Messi, Bale, Suarez) e le squadre più famose (Real Madrid, Barca, Manchester United e Liverpool). Ma probabilmente agli "dei" del calcio, soprattutto se poi il Mondiale si gioca nel "povero" Brasile, i soldi non interessano proprio e forse i "sudditi" stanno anche un po’ antipatici…