''DI'' PADOVA O ''DA'' LISBONA?
Dipende… Si dice "dipende" a proposito di un tema in discussione: a secondo del punto di osservazione la realtà appare talvolta differente, cangiante, con molteplici sfaccettature. In questo senso il mondo è relativo, a volte troppo relativo! Ma la teoria del "dipende" va applicata oggi, 13 giugno, al santo che la Chiesa universale ricorda e venera: sant’Antonio. Già, qui arriva qualche interrogativo sulla "denominazione".Nella giornata di oggi, Padova, con la basilica e la presenza francescana, accoglie pellegrini da ogni dove, che giungono in preghiera presso le spoglie mortali di sant’Antonio di Padova. "Di" Padova, come giustamente vengono indicati i frati mediante l’appartenenza a un determinato convento; di Padova, dove morì il 13 giugno 1231 e dove è sepolto. Dunque Padova: Antonio vi predicò, fece opere di carità, portò il Vangelo alle genti anche sulla spinta dell’incontro personale con Francesco d’Assisi.Ma, sempre oggi, Lisbona è in festa. E sempre per Antonio, al secolo Fernando Martins de Bulhões, che nella capitale portoghese nacque il 15 agosto 1195 e dove è venerato come "santo António de Lisboa". Da queste parti nessuno si sognerebbe di indicarlo come "di Padova".Per non parlare di Forlì. Altra città italiana che lo ebbe, prima di approdare a Padova, predicatore ascoltato e seguito, tanto che a lungo fu segnalato come "Antonio di Forlì".Antonio fu un cristiano straordinario, un uomo di fede intensa e di carità senza misura: morto a soli 36 anni, riuscì a girare mezza Europa per portare il messaggio di Gesù. A lui sono dedicate migliaia di chiese, a lui – "giglio candido" – si rivolgono persone da tutto il mondo per chiedere una grazia, una protezione, essendo protettore di innumerevoli "categorie" di persone e, soprattutto di questi tempi, a lui ci si rivolge come protettore dei fidanzati e delle famiglie (in Portogallo è nominato come il "casamentario", colui che veglia sulla casa, sulla famiglia).Forse anche per queste ragioni c’è chi spera che Antonio possa essere proclamato in futuro tra i "patroni d’Europa" e magari, a breve termine, invocato a proteggere il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, che prenderà avvio il 5 ottobre.Il santo degli innumerevoli prodigi dovrà però continuamente pazientare sentendosi "tirato per la giacca": ora come "di Padova", ora come "da Lisbona". Del resto, un cristiano canonizzato è santo di tutti e per tutti: nessuno – promesso – gli chiederà la carta d’identità.