MOLFETTA/''LUCE E VITA''" "
Il settimanale cattolico fu fondato nel 1924 dal vescovo Pasquale Gioia e ha sempre goduto del sostegno dei successori (Salvucci, Todisco, Garzia, Bello, Negro e Martella). Un rapporto vivo con la Chiesa locale e con il territorio. Ora la sfida del digitale
Quando capita di fermarsi, lungo il cammino che si va percorrendo, lo sguardo volge spontaneamente in più direzioni.
Si guarda indietro, per osservare la strada fatta, ricordare le tappe più o meno pesanti, le cadute e gli slanci e le circostanze che li hanno determinati. In avanti, perché sia sempre chiara la mèta e si individui, passo dopo passo, il sentiero più adatto. Ci si guarda accanto, per confrontarsi con i compagni di strada, per darsi coraggio e sostenersi a vicenda, magari con un occhio particolare a chi è più provato dal cammino. Inevitabilmente si guarda in alto, per lasciarsi baciare dai raggi del sole o per intravederli oltre le nubi.
Una metafora quasi scontata, ma credo molto reale e quotidiana. Così abbiamo pensato, sin da ottobre scorso, la ricorrenza del novantesimo di "Luce e Vita". Una sosta, non un’autocelebrazione, necessaria e ristoratrice lungo un cammino che viene da molto lontano ed è proiettato ancora più lontano.
Lo sguardo indietro. Novant’anni di pubblicazione, quasi ininterrotta, fondato nel 1924 da monsignor Pasquale Gioia (vescovo dal 1921 al 1935), con i primi fogli a stampa pubblicati per dialogare con i fedeli in vista del 1° Congresso eucaristico interdiocesano, "Luce e Vita" è stato ed è tuttora il trait d’union fra gli ordinari diocesani (dopo monsignor Gioia, monsignor Salvucci, monsignor Todisco, monsignor Garzia, il Servo di Dio monsignor Bello, monsignor Negro e monsignor Martella) che ne sono stati sempre orgogliosi e promotori, i sacerdoti e il laicato cattolico, la cinghia di trasmissione tra il clero e i fedeli. Anno dopo anno, il giornale è divenuto un immenso serbatoio di dati sulla storia religiosa, sulla vita delle comunità ecclesiali e civili della diocesi. Con le sue rubriche, i suoi profili agiografici, le provocazioni sui problemi sociali e sulla pace, le proposte di solidarietà e denuncia, i suoi notiziari e i suoi documenti, "Luce e Vita" ha tenuto alto il profilo di strumento di informazione e formazione riconosciuto sul territorio non solo diocesano. Con monsignor Antonio Bello il settimanale varca i confini della diocesi perché le sue lettere, il magistero, le provocazioni, l’annuncio e la denuncia da lui vergate sulle pagine del giornale, conquistano i lettori e scuotono le coscienze con uno stile comunicativo unico e inimitabile.
Guardando in avanti e accanto, nel segno della prossimità di cui parla il Papa nel messaggio per la 48ª Giornata delle comunicazioni, abbiamo ripensato la grafica – che non è un dettaglio quando vuole esprimere una prospettiva – con il concorso indetto a fine 2013 e il nuovo logo adottato; il concorso giornalistico con scuole e parrocchie "Corrieri della speranza" per incentivare la familiarità con il linguaggio giornalistico e lo spirito critico sul mondo che ci circonda. Una formidabile redazione, che ringrazio personalmente di cuore, si pone accanto ai lettori, quelli più avanti negli anni come quelli più giovani, che sempre vorremmo coinvolgere con gli inserti dedicati: "Luce e Vita giovani" e "Luce e Vita ragazzi", sono due esperienze di incontro con i più giovani per sperimentare quel dialogo intergenerazionale sempre auspicato. Ci sono poi altri strumenti che proseguiranno nella loro storia: "Luce e Vita arte", pagine singole o numeri interi che valorizzano il patrimonio storico artistico di cui la diocesi e le parrocchie sono depositarie; "Luce e Vita documentazione", il bollettino semestrale che raccoglie gli atti del vescovo e la documentazione di eventi importanti della chiesa locale; il Bollettino bibliografico per la storia della diocesi; gli speciali che "Luce e Vita" dedica ad eventi o a personaggi della territorio.
Accanto agli strumenti cartacei c’è il sito diocesano (diocesimolfetta.it) considerato ormai una fonte imprescindibile per la comunicazione locale e gestito praticamente come un giornale on line; da domenica 1° giugno esso si arricchisce del portale delle parrocchie (parrocchie.diocesimolfetta.it), un nuovo progetto che mi piace definire, senza voler essere irriverente, come "comunione digitale" tra i siti web delle parrocchie. E sempre da più parti è richiesta una versione on line del settimanale di cui, al momento, è possibile leggere ogni settimana l’editoriale e sfogliare il numero della settimana precedente.
E guardando in alto vogliamo sempre scorgere i raggi di quella Luce superiore che può e deve orientare la nostra Vita, dalla quale ci lasciamo riscaldare e ritemprare per riprendere il cammino, continuando a raccontare e ad annunciare tra le righe, ad accompagnarci e talvolta a scuoterci, ma senza strattonamenti perché quelli sono già insiti nella strada. L’ambizione di "Luce e Vita" è incrociare sempre di più le storie e la vita delle persone e delle comunità, leggerne i segni, dare voce a tutto ciò che non rimbalza sulla cronaca. Essere espressione di una Chiesa che ascolta, che parla e parla a tutti. E, sopra ogni cosa, non si parla addosso, senza urlare, senza sovrastare, mettendosi accanto all’altro, agli altri, per camminare insieme.
Di questa "Luce" e di questa "Vita" si fa garante il nostro vescovo Gino Martella, al quale va immensa gratitudine per la fiducia e il sostegno incondizionato al giornale e a tutto l’impegno per la comunicazione in diocesi.
E dopo aver fatto sosta il cammino riprende, se possibile anche più spedito.
(*) direttore "Luce e Vita" (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi)