LA STRAGE DI TEMPIO
La famiglia sterminata a Tempio Pausania pone urgenti interrogativi: quale motivazione può scatenare un odio così profondo per compiere una strage? Quale valore diamo alla vita umana? Intanto un uomo ha già ammesso la sua partecipazione al delitto. Questa sera la città si fermerà e una fiaccolata partirà dalla cattedrale di San Pietro attraversando le vie del centro, passando accanto a quel luogo che ha visto di colpo l’eliminazione di un’intera famiglia
Un centro abitualmente tranquillo, come Tempio Pausania, si ritrova di colpo al centro della cronaca nazionale per un efferato delitto. Una famiglia viene sterminata: Giovanni Azzena, 50 anni, la moglie, Giulia Zanzani di 46 e il figlio Pietro di 12 anni. Il fatto ha suscitato indignazione, sgomento, soprattutto per quella ferocia con cui si sono accaniti i loro carnefici. Non è stata risparmiata neppure la vita di un ragazzo. Ormai il codice di una volta che tutelava le donne e i bambini è saltato. Finora questi fatti li vedevamo lontani da noi, pensavamo che non appartenessero alla nostra cultura, anche se la cronaca quotidiana non ci risparmia notizie di questo genere. È un orrore che ci obbliga a fermarci ed interrogarci. Qualunque siano le motivazioni che hanno spinto le mani degli assassini, va sempre ribadito con fermezza che aver violato la sacralità della famiglia, aver ucciso un innocente questo è già grave.
La vita umana va tutelata e difesa, ci sono altri luoghi dove legittimamente possiamo ristabilire la verità: i Tribunali umani, anche se imperfetti rispetto alla giustizia divina, devono ristabilire la giustizia tra le parti. Anche se un giovane di 35 anni, Angelo Frigeri, ha già ammesso la sua partecipazione al delitto, la gente vuol conoscere la verità. È un amico di famiglia, di cui conosceva abitudini e orari, ma proprio per questo si pongono più urgenti le domande: chi ha armato la mano di Caino? Quale motivazione può scatenare un odio così profondo per compiere una strage? Non possiamo rassegnarci agli studi e alle indagini sociologiche, dobbiamo dare una risposta personale: quale valore diamo alla vita umana?
Evidentemente chi ha ucciso Giovanni Maria, Giulia e il figlioletto Pietro, aveva ormai valicato ogni limite e inevitabilmente è ricorso alla violenza fino ad infierire sulle tre persone. Ecco perché la notizia dell’orrendo fatto di sangue ha indignato tutti. La gente è attonita e spaventata perché un crimine così efferato è sconosciuto alla comunità di questo territorio e lontana dalla sua cultura di civile e pacifica convivenza, come ha affermato il sindaco di Tempio Pausania Romeo Frediani. Eppure in questa situazione di apparente normalità si annidano gli assassini e noi dobbiamo prendere le distanze da chi annienta la vita umana, specie quella dei piccoli e dei più indifesi. Mentre il giovane, appena arrestato veniva condotto via dai carabinieri, la gente che si era assiepata davanti alla caserma, rincorreva la macchina e gridava: "Bastardo"!
Questa sera la città di Tempio si fermerà e una lunga fiaccolata partirà dalla cattedrale di San Pietro attraversando le vie del centro, passando accanto a quel luogo che ha visto di colpo l’eliminazione di un’intera famiglia. Che sia davvero un momento di riflessione e di preghiera, una presa di coscienza seria e un impegno a promuovere e difendere la vita, senza cercare giustificazioni e attenuanti, né tantomeno chiederci, come spesso abbiamo fatto in Sardegna: bisogna vedere che cosa avevano fatto loro?
(*) direttore di “Gallura e Anglona” (Tempio-Ampurias)